Siddharta

Scrivi qui le risonanze che hai avuto dalla lettura dei libri consigliati alla Scuola del Villaggio.

Siddharta

Messaggiodi eilean » 07/11/2009, 11:33

venerdì, 06 novembre 2009
Listening to Siddharta of Herman Hesse 1922


Era un principe tra i bramini
orgoglio del padre bramino e
della madre;
alla vista faceva provare l’amore a chi lo guardava
aveva una vocazione sublime.

Era il prediletto ,il magnifico
tutti amavano Siddharta;
ma egli non era di gioia a se stesso
egli non portava gioia in cuore
era inquieto, era scontento
non gli bastava;
il suo recipiente non si era riempito
dovE era l’Atma?
dove era l’io?

il cammino verso l’io
nessuno lo sapeva
il padre era un assettato
ogni giorno

Il limbo del punto di vista.
Fuori da ogni ruolo.
Tutto e’ falso.

La spersonalizzazione
uscire dal proprio io
con il dolore ,la fame,la sete,la meditazione…
dall’io al non io
all’io ancora
inesorabile era il ritorno all’io.

Tutto è evasione dell’io e dalle pene della vita
come per chi si ubriaca,
possibile che tra tanti uomini che cercano
non uno debba trovare la strada delle strade;
la mia sete non si è ancora placata.
il sapere non ha peggior nemico
del volere sapere,dell’imparare.

Cosa resta del sacro in quello che ci pareva sacro
Gotama era in una pace inviolabile
nessuna ricerca,nessun desiderio
Gotana era intriso di verità
nel suo corpo
Gotama era santo.

Le opinioni non contano niente,
la liberazione non puo’ avvenire attraverso una dottrina;
abbandonare tutte le dottrine
e tutti i maestri
per me solo devo scegliere
devo giudicare.
Lasciava cosi’indietro tutta la sua vita passata.

l’io era.
l’enigma dell’io.
E io so’ cosi tanto poco
di questo mio io;
e questa mia disconoscenza è perchè
io avevo paura di me allora
andrò a scuola dal mio io cosi’
Siddharta era sulla strada che conduce a se stesso.

L’io è assolutamente solo,
il mondo senza indagine,
tutto era sempre stato
e lui non l’aveva mai visto.
Dure sono le cose di cui
non si ha ancora
esatta coscienza.
Di se’ stesso doveva
iniziare a fare esperienza,
aveva udito una voce nel proprio cuore
egli aveva obbedito alla voce.

l’amore non si può estorcere,
ognuno da’ quello che ha,
scrivere è bene,
pensare e’ meglio;
l’intelligenza e’ bene,
la pazienza e’ meglio.
Ascoltò molto e
parlo’ poco.
Non si ottiene piacere
senza dare piacere.

Sempre si era sentito
separato dagli altri.
Il suo senso di superiorità
si era affievolito al contatto
con la puerilità e la timidezza degli uomini-bambini,
sempre questi uomini erano innamorati.

il gioco come disprezzo della ricchezza
e di se stesso, amava quell’ansia della puntata
ed era qualcosa di simile ad una intensità di vita.
Provò disgusto di sé stesso
e cercò la morte;
poi riconobbe la stoltezza del suo atto
rapida si svolge la ruota delle apparenze.
Il momento profondo della sfiducia
e della disperazione.

Poi scese nel mondo affinché
il sacerdote ed il samana
fossero morti;
e Siddharta il gaudente,
Siddharta l’avaro
fosse morto.
Il nuovo Siddharta era un bambino
era rinato, era all’inizio;
niente protegge nessuno nel suo percorso
deve trovare egli stesso la sua via.

Ogni giorno la muta guerra dell’affetto;
per amore diventò un povero stolto,
come gli altri uomini-bambini
ma questo era necessario.

Egli senti il vuoto in attesa
attendere con pazienza, ascoltare;
cosi’ simile agli uomini-bambini era diventato,
questa gente non gli era piu’ estranea
e si sentiva simile a loro
tutto in loro diventava
compassione
diventava affetto
e proprio per questo
poteva amarli
vedeva in loro la vita.

la meta della vita era sentire
l’unita’ respirarla.
La sua ferita fioriva
e in quell’ora
cessò la sofferenza

l’irrequietezza e l’ansia
della ricerca;
tu cerchi troppo
tu non trovi
perchè cerchi troppo;
trovare vuol dire
non avere scopo.

Ho avuto una serie di maestri;
la saggezza non si puo’ insegnare
di ogni verità anche il contrario e’ vero
ogni peccato porta in sé la grazia;
le troppe parole possono
impedire la pace,
la sofferenza di un eterno cercare
la sofferenza di non trovare.
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Re: Siddharta

Messaggiodi Enrico » 07/11/2009, 13:24

"Ho avuto una serie di maestri;
la saggezza non si puo’ insegnare
di ogni verità anche il contrario e’ vero".

E' vero, la saggezza non si può insegnare ma c'è sempre da imparare da un maestro, nel bene o nel male. E il primo maestro è il nostro io interiore.
Il difficile è imparare ad imparare.
Tematiche importanti queste, se volete sollevatele al villaggio. ;) Sarebbe bello discuterne tra amici. :)
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Re: Siddharta

Messaggiodi Enrico Tagliapietra » 07/11/2009, 15:21

proprio oggi ho regalato una copia del Siddharta a mio cugino di 20 anni che è fermo a casa per uno strappo dei legamenti del ginocchio destro.

Credo che questo libro sia fondamentale per la crescita di chiunque, grazie di averlo citato

Ognuno è nostro Maestro e tuttavia non c'è per noi Maestro migliore che noi stessi. Chi impara ad ascoltare apprende con empatia le lezioni delle persone che incontra e da buon Maestro di se stesso le fa proprie

Sarebbe bello parlarne insieme!
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