SCUOLA DEL VILLAGGIO

PRAISSOLA

 

 

 

Parrocchia

  cantiere

   aperto

 

 

 

Gabriele Gastaldello

 

 

 

 

 

 

SAN BONIFACIO 2002

 

 

 

 

Gli scritti che qui si raccolgono

sono un compendio di riflessioni,

pensieri ed esperienze

di Don Gabriele Gastaldello,

vissute prima e durante

il periodo di permanenza

nella Parrocchia di Praissola

in San Bonifacio.

La raccolta è stata curata

dai membri della Scuola del Villaggio

di Praissola

e vuol essere

un piccolo riconoscimento

per la vastità

delle iniziative incoraggiate

da Gabriele.

Questo libro fu concepito e redatto

per la prima volta da Adelfino Nestori,

pittore, scultore, poeta

nonché musicista,

ed è alla sua memoria

che noi dedichiamo quest’opera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                 


PREFAZIONE

 

 

         Ho avuto la grazia di fare il Parroco a Praissola per tre anni: dal 1994 al 1997. Ho trovato una chiesa nuova e bella: all'esterno sembra una nave, all'interno sembra una tenda con nervature di legno, che dalla circonferenza periferica si arrampicano in unità verso il cielo.

         Nave, tenda, sono simboli colmi di significati profondi.

"Nave" indica la navigazione della vita, l'apertura ai segni dei tempi, ai valori umani, al dialogo ecumenico, interreligioso.

         Più concretamente "nuovi mondi" sono le persone con le quali t'impegni ad entrare in comunione. L'altra immagine è la "tenda" che raccoglie in comunione la gente del villaggio: tutti i sentieri del mondo si radunano in un villaggio come in un nido. É un invito a costruire centro, ad inserirti là dove vivi, a mettere radici nel tuo territorio.

         Avevo desiderio di costruire Chiesa con esperienze semplici, belle, evangeliche. Chiesa è comunione, là c'è chiesa dove c'è comunione, a casa tua, con vicini, al lavoro, c'è chiesa se c'è comunione.

         Abbiamo soffiato sulla parola "comunione" come sulla legna del focolare, perché la comunità potesse ardere. Abbiamo costruito messaggi come questi:

"Ognuno è Parroco nel proprio sentiero".

"Che i cento fiori fioriscano!".

"Costruisci comunità, fa’ villaggio cioè ogni abitante di Praissola trovi lo spazio per dare il meglio di sé".

         Siamo diventati osservatori delle parole: abbiamo cercato il volto delle parole per coltivare comunicazione sana con parole belle; possiamo parlare della comunione nel cielo della Trinità, ma quando essa diviene comunicazione nella terra degli uomini capitano rischi, sbagli ma anche miracoli, infatti comunicare bene dà gioia. Ci siamo messi a scuola di comunicazione sana e abbiamo deciso di stare in questa scuola per tutta la vita: non abbiamo mai finito di comunicare in maniera sana, positiva, fiduciosa, serena.

 

 

Gabriele Gastaldello

   Maggio 1998

 


INTRODUZIONE

 

 

         Questo libro è la testimonianza della vita di parrocchia che apre il cantiere a tutti i valori che fanno crescere e maturare le persone, nello spirito del concilio: "Niente di tutto ciò che è umano è estraneo al discepolo di Cristo".

         Dopo aver cercato a lungo abbiamo scelto il titolo: “Parrocchia: cantiere aperto”.

 

         La parola parrocchia deriva dal greco parà = vicino e oikìa = casa, indica l'arte di vivere vicino, non come gente anonima, ma come popolo che si chiama per nome; non come individui isolati, ma come persone che vivono in Comunione.

         L'immagine-guida Cantiere Aperto è stata scelta tra altri titoli: parrocchia-villaggio; comunione delle diversità; luogo di riconciliazione; tenda di Abramo; vasto mondo.

In ogni comunità c'è sempre un centro e una periferia; la parola cantiere aperto è un invito a quelli che abitano volentieri il centro a "creare posti di lavoro", a farsi stretti per accogliere, a meritare che altri della periferia entrino nel "cantiere Chiesa" e facendo qualche esperienza insieme si affezionino alla vita della comunità.

         Ci sono tre sapienti messaggi ugualmente importanti: Fare, far fare, lasciar fare!

 

         Cantiere aperto è anche questo libro, affidato a persone amiche per portarlo a compimento e per continuare a promuovere ricerca dopo la pubblicazione.

         Il libro è un filo di comunicazione con quanti camminano assieme a questi pensieri, è un fiore indifeso donato a tutte le persone incontrate.

 

         Ogni capitolo comincia con il foglio-messaggio più significativo di quel tema.

         Il primo capitolo individua i temi della persona, comincia con il messaggio di S. Serafino di Sarov: Cerca la pace interiore e mille attorno a te troveranno liberazione.

        

         Il secondo capitolo cerca di meditare i grandi perché della vita e lo stupore di essere immerso in un grande grembo di vita che rende possibile la tua piccola vita. Raccoglie i temi dell'esperienza religiosa e comincia con il messaggio "Dio è gratuità, dono incessante di esistere...".

 

         Il terzo capitolo presenta i temi delle relazioni sociali e comincia con il messaggio: Comunicazione sana e malata.

 

         Il quarto capitolo raduna i temi speciali dell'educazione cristiana: Coscienza, Comandamenti, Beatitudini. Poi ci sono notazioni che seguono l'anno liturgico in modo flessibile.

 

         Il quinto capitolo raccoglie in un mazzo di fiori episodi esemplari ricchi di umanità e parole ricche di sapienza. Comincia con il messaggio: Semina parole belle.

 

         Il sesto capitolo descrive l'mmagine-guida "fare villaggio", che affidiamo al discernimento del lettore come un fiore indifeso.

         Questo progetto antico e nuovo è nato tra le circostanze della pastorale "solita" nella speranza di allenarci a costruire comunione più grande, e di coinvolgere gli esterni, di valorizzare le risorse esistenti tra noi.

 

         Promuovere cultura raccogliendo le occasioni-provocazioni della vita quotidiana è grande esercizio di comunione.

         Siamo tutti maestri e scolari gli uni agli altri alla scuola permanente della vita.

 

         "Fare villaggio" è una mentalità, uno stile di vita da portarsi dietro ovunque; è uno spazio libero, creativo, aperto a tutti i sentieri; è una scuola di comunicazione sana del territorio, un cantiere sempre aperto a tutte le proposte.

         Auguriamo alla Comunità Cristiana di essere credibile, coinvolgente, ecumenica nel costruire Comunione con tutti, con tutto, con tutte le risorse.

         Il grande valore della solidarietà e sussidiarietà diventa più importante per il cristiano: egli conosce lo stile della Fractio Panis, che Gesù manda a testimoniare.

         " Ti riconosceranno nello spezzare il pane".

CAPITOLO I

         La vita spirituale personale è la perla preziosa da proteggere, è il tesoro nascosto da scoprire.

Tu puoi difendere e promuovere la vita interiore come il capitale più importante: che cosa puoi dare in cambio per il tuo benessere spirituale?

         C'è chi parla di gente sazia e disperata, di pensiero debole, di "menti senza casa...", di disaffezione alla vita...

 

Noi desideriamo andare alle sorgenti dei grandi valori a incontrare la sapienza che affeziona alla vita e aiuta a vivere rettamente.

         Prenditi tempo per abitare coi tuoi respiri, coi tuoi pensieri, con le tue azioni.

         Trasforma l'amore di te in devozione per gli altri: è un metodo sicuro di sollievo che guarisce l'angoscia esistenziale e dà la gioia di vivere.

 

         "Sognavo che la vita fosse gioia;

         mi sono svegliato: la vita era servizio.

         Ho servito e nel servizio ho trovato gioia." (Tagore)

 

Poiché l'anima di ogni servizio sociale è la vita interiore, noi abbiamo composto un foglio-messaggio per nutrire la ricerca spirituale delle persone che cercano significati forti per la loro vita.


 

CERCA LA PACE INTERIOREE MILLE INTORNO A TE TROVERANNO LIBERAZIONE!

 

 

     Vai sereno: tra la confusione della vita, conserva l'amore al silenzio e alla pace.

      Prenditi tempo per vivere in amicizia con te, perché nessuno è più amico di te a te stesso. Pensa armoniosamente, perché la vita è quella che i tuoi pensieri vanno creando. Nonostante il male, cerca di vedere quanto vi è di buono: celebra la gratuità della vita, respira la grazia di essere vivo. Se ti paragoni agli altri puoi diventare vanitoso e aspro; c'è sempre chi è più bravo e meno bravo di te.

      Ricorda: " Ogni uomo è una stella; ogni stella ha il suo splendore.

         Accogli ognuno come "unico" nel suo diritto a essere quello che è ".

 

      Vivi in armonia con tutti. Dì la verità con calma e chiarezza e ascolta. Nessuno è sapiente assoluto. Nessuno è ignorante assoluto. Col dialogo gli uomini sono maestri e scolari gli uni agli altri alla scuola permanente della vita. Vivi semplice; non lasciarti opprimere dai bisogni ricchi. Più sei semplice e più gusti il valore della cose.

Le cose semplici sono anche le più belle. Non c'è nulla di più libero e indipendente dell'uomo che sa vivere con poco.

 

      Comunque tu lo concepisca, affidati a Dio, pensa bene di Dio, soltanto lo stupore coglie qualcosa del suo mistero. Dio è il senso della vita che tu cerchi: è la coscienza con cui tu parli; è il grande "Tu" con cui ti confronti, è la grande pace verso cui aspiri.

      Sii contento, perché Dio viene a te  nel calore del  sole, nell'ossigeno dell'aria, nel ristoro dell'acqua, nel nutrimento della terra, ma soprattutto  nel

                                          VOLTO DELL'UOMO

 

centro e vertice di quanto esiste sulla terra, immagine viva di Dio.


 

EDUCARE

 

 

         Deriva dal latino ex - ducere , significa "condurre fuori" le qualità.

Tutta la vita è una continua educazione.

         Ognuno desidera camminare verso la perfezione della sua umanità, desidera esprimere il meglio di sé, il suo "io migliore".

         In ogni persona c'è un desiderio naturale di perfezione.

Quale sapienza aiuta a guarire i difetti e a "condurre fuori" le qualità?

         Considera le meditazioni seguenti.

Tu puoi frugare i nascondigli, i labirinti, i meandri della coscienza, guardare con la lente dell'attenzione e facendo esercizi di consapevolezza .

         Ti proponiamo qualche percorso.

 

 

 

 

LIBERI    DENTRO

 

 

          Se hai una buona comunicazione  interiore con te stesso, se riesci ad ascoltare ciò che avviene nel tuo teatro interiore, riuscirai a comunicare in maniera sana anche con gli altri.

         La tua guerra interiore  genera guerra nell'ambiente che ti circonda. La tua pace interiore  genera pace nell'ambiente che ti circonda.                                          Perciò: "Cerca la pace interiore e mille attorno a te troveranno

liberazione".

          Nel comunicare le due forme più frequenti di distorsione  sono il gioco delle maschere e la Proiezione.

          Maschera è l'immagine sociale (Look), si costruisce sull'apparenza, su ciò che fa colpo. Il dramma nasce quando le circostanze  ti strappano la maschera.

          Proiezione è la tendenza a proiettare fuori di te  ciò che non piace a te, a costruire fuori di te il nemico, che invece è dentro di te.

          Paradossalmente il nemico è ciò che tu non vuoi accettare dentro. Il nemico è il tuo maestro!  È un principio di sanità fisica, psichica, spirituale  riconoscere la tua ombra: cioè i tuoi limiti, peccati, memorie malate, tendenze al male. Dentro di te c'è l'orgoglio di Adamo, la falsità di Eva, l'odio di Caino, la incomunicabilità di Babele...ma anche la nostalgia della comunicazione sana, sincera, trasparente.

 

          Diventa consapevole dei mille trucchi, mille stratagemmi, anche inconsci con i quali dentro di te dividi la parte buona dalla cattiva: tieni la parte buona per te e getti quella cattiva sugli altri; costruisci il colpevole, il nemico, il capro espiatorio.

          Specchiati in Eva: la colpa non mia, è del serpente di turno!

          Specchiati in Caino; è colpa di Abele, se io non sono valorizzato!

Questa divisione può provocare la schizofrenia  (schizo = spaccare;

frenia = cuore, coscienza). Riconoscere i peccati è un principio indiscusso di sanità fisica, psichica e spirituale.

Non costruire nemici fuori di te, il vero nemico da convertire è dentro di te.

          Se fai polemica ti riduci a livello di chi ti provoca; se ti vendichi consegni all'altro il potere sulla tua armonia.

          Invece di nutrire odio, ama di più. L'amore verso chi ti è caro, simpatico può essere egoismo, ignoranza....Gesù dice: " Se saluti chi ti saluta, se ami chi ti ama, che cosa fai di straordinario ?"

Perciò:" Considera come il tuo maestro chi ti critica, ti combatte, ti è nemico , perché ti fa conoscere fino a che punto  resiste la tua capacità di

tolleranza, di rispetto, di amore. Quel che conta è Amare.

 

 

 

 

PACE CON I TUOI SENTIMENTI

 

 

         Dentro di te c'è un mondo ricchissimo di informazione. Anche quando non  hai informazioni da dire, puoi sempre dire il sentimento, lo stato d'animo che stai vivendo e così apri la comunicazione. Tu puoi governare i sentimenti per mezzo della consapevolezza.

         Con sana introspezione diventa consapevole dei sentimenti che stai provando.  Ci sono sentimenti malati da guarire. Ci sono sentimenti sani da rafforzare. Tu sei responsabile e non altri, dei sentimenti che ti abitano. Considera questo teatro mentale: La storia del Martello. " Un uomo vuole appendere un quadro, ha il chiodo ma non il martello. Il vicino ne ha uno, così decide di andare da lui e di farselo prestare. A questo punto gli sorge un dubbio: e se il mio vicino non me lo vuole prestare? Già ieri mi ha salutato appena. Forse aveva fretta, ma forse la fretta era soltanto un pretesto ed egli ce l'ha con me. E perché? Io non gli ho fatto nulla, è lui che si è messo in testa qualcosa. Se qualcuno mi chiedesse un utensile, io glielo darei subito. E perché lui no? Come si può rifiutare al prossimo un così semplice piacere? Gente così rovina l'esistenza agli altri. E per giunta si immagina che io abbia bisogno di lui, solo perché possiede un martello. Adesso basta! E così si precipita di là, suona, il vicino apre e prima ancora che questi abbia il tempo di dire "Buongiorno", gli grida:" Si tenga pure il suo martello, villano!"

Tu puoi diventare consapevole dei giochi capricciosi dei sentimenti, che suggestionano, ipnotizzano, creano malessere.

         Puoi cambiare l'oggetto dell'attenzione (dereflection), puoi sorridere su di te con ironia sana (paradoxical intention); puoi chiedere alla mente di costruirti sentimenti, immagini, pensieri, parole belle che ti aiutano a vivere.

Considera alcuni sentimenti che ti possono tormentare:

        GELOSIA è voglia di possedere o paura di perdere una proprietà di valore.  La passione ti spinge a trattenere e abbindolare nel gioco " cacciatore-preda". Nessuno sceglie di essere geloso: succede e basta. Chi è disturbato, stressato dalla gelosia aggredisce fino al sadismo o subisce e si ritira nella livida impotenza. Gelosia è emozione naturale, è marchio di Caino, fa che non diventi mostro vorace per te e per chi ami, ma sia una sfida ad un crescente rispetto. Ama tanto da lasciar libero l'altro. Liberati e libera.

         Accetta il fatto che non puoi possedere un altro essere umano, non è bene piegarlo alle tue esigenze. RISPETTA L'ALTRO COME LEGITTIMO ALTRO. Amare l'altro significa anche voler che sia " se stesso ": persona unica, originale, irripetibile.

         RISENTIMENTO: emozione stressante, prolungata, comporta costi fisici ed emotivi pesanti. Ti aggrappi alle tue ragioni, le guardi con la lente, rimugini, covi ostilità, non riesci a buttar fuori il passato, blocchi le energie, ti ammali.

         Rimedio: metti a fuoco la persona verso la quale hai risentimento e  immagina che le succedano cose belle.

Visualizza mentre riceve amore, riconoscimento, doni, qualunque cosa che  secondo te renda quella persona bella. Concentrati su immagini-guida positive.

Quieta il corpo, allunga il respiro. Immagina il salice che dondola al vento; l'acqua del ruscello che accarezza i sassi e scorre libera; immagina di dondolare, cullare te quand'eri bambino.

"Il bambino nasce molle, l'uomo muore rigido, tutto ciò che è flessibile, appartiene alla vita, tutto ciò che è rigido appartiene alla morte". (Sapienza cinese)

         É PIÙ SAGGIO VIVERE IN ARMONIA, CHE VOLER AVER RAGIONE.

Sacrifica il bisogno di voler aver ragione, per vivere in armonia!

Il perdono è un regalo che fai a te. Prendilo con poesia.

          RABBIA: è meglio esprimerla o reprimerla?

La rabbia è uno sfogo distruttivo, tu invece consideri distruttiva la repressone della rabbia e ti autorizzi a esprimere tale emozione.

         Invece la "medicina della consapevolezza" evita i due estremi, della espressione e della repressione. È meglio guarire la causa che rimediare gli effetti del disastro.

         Non è bene lasciare ad altri l'iniziativa di farti reagire in modo distruttivo.

Prendi le distanze dai veleni della mente. Tu non  " sei rabbia " così da identificarti, semplicemente " hai rabbia ".

         La mente ti dice: " La rabbia è vuota, le nuvole passano, il cielo resta!"

 


LA MEDICINA DEL RESPIRO

 

 

Il respiro è il tuo importante amico: ogni giorno fai circa 22.000 respiri; ascolta la musica silenziosa dei respiri.

 

Il respiro ti ricorda che tutto è gratuità, tutto è fugace.

Porta i tuoi problemi davanti al respiro e ridimensiona.

         Che cosa sono i tuoi problemi davanti al fatto che respiri?

Respira, sei vivo ! Tutto è meno  importante davanti al respiro.

         Pacifica, colma, placa i sentimenti col respiro.

 

L'inquietudine si riversa sul respiro e quando sei turbato il respiro non scende ampio all'addome, ma si limita alle parti alte dei polmoni, ossigena male, aumenta il disagio.

 

         Con un atto di consapevolezza, tu puoi intervenire sul respiro per renderlo lento, ritmico, profondo.

Così facendo, tu mandi alla mente il messaggio che tutto procede bene.

 

 

 

 

LA MEDICINA DELL' ACQUA

 

 

         Costruisci immagini mentali sulle qualità dell'acqua: pulisce, fluidifica, distende, placa.

         È umile, scorre in basso, non ha forma per adattarsi alle forme degli altri, invade senza urtare.

         Vivi come l'acqua che scorre, increspandosi appena sui sassi, rocce, radici e scorre via.

         Ascolta la voce del fiume. Siedi a guardare il fiume, versa i pensieri agitati, aspetta le soluzioni più armoniose.

 

 

VIVI   SEMPLICE

 

 

     Più sei semplice e più gusti il valore delle cose.

     Le cose semplici sono anche le più belle.

     Non lasciarti opprimere dai bisogni ricchi.

     Non c'è nulla di più libero e indipendente

     dell'uomo che sa vivere con poco"  (Gandhi)

 

         Avere o essere? Avere di più o essere migliori?

         Il modello dell' AVERE è centrato sulla brama di possesso, di oggetti, di potere; è centrato sull'egoismo, lo spreco, l'avidità fino alla violenza. All'opposto, il modello dell' ESSERE è basato sull'amore, la gioia di condivisione, la gratuità, la creatività.

         La grande illusione che il progresso industriale e tecnologico illimitato portasse la felicità a tutti è ormai incontestabilmente fallita.

         La società attuale è caratterizzata dall' "Homo consumens"; questo tipo di uomo è vorace, tenta di compensare il vuoto interiore con consumi continui e sempre crescenti e molti sono gli esempi chimici di questo meccanismo, costituiti da casi  di bulimia, costrizione all'acquisto, alcolismo come reazione alla depressione e all'ansia.

         L'homo consumens consuma sigarette, liquori, sesso, pellicole cinematografiche, viaggi e lo stesso fa con istruzione, libri, conferenze, arte. L'uomo appare attivo, eccitato, ma nel profondo è ansioso, solitario, depresso, annoiato ( la noia può venire definita come quella forma di depressione cronica che può essere validamente compensata dal consumo). L'industrialismo del XX secolo ha dato vita al nuovo tipo psicologico dell'homo consumens soprattutto per ragioni economiche, cioè la necessità di consumi di massa stimolati e manipolati dalla pubblicità.

         Per l'individuo avido esiste sempre scarsità, dal momento che egli non ha mai abbastanza, quali che siano i beni di cui dispone e oltre tutto è invidioso e competitivo nei confronti di chiunque altro e pertanto, è sostanzialmente isolato e spaventato.

         Il bisogno di profitti della grande industria produttrice di beni di consumo col potere persuasivo dei media e della pubblicità trasforma l'uomo in un essere vorace, un eterno lattante che consuma sempre di più e per il quale tutto diviene oggetto di consumo. L'homo consumens vive nell'illusione della felicità, mentre inconsciamente soffre di noia e passività

da E. Fromm, AVERE O ESSERE


FÀ SORGERE IL SOLE

 

 

         I pensieri vagano in tutte le direzioni. Guarda al rallentatore. Pratica la sobrietà dei pensieri. Entra nel paesaggio della mente. Osserva i pensieri che incontri come fossero persone che vengono a visitarti, fa conoscenza, dialoga, intervista, chiedi che messaggio ti portano.

         Tu stesso puoi chiamare pensieri che ti danno energia per vivere.

         Da quali pensieri decidi di farti guidare?

Prova a comporre i pensieri di augurio per la tua vita sull'esempio di questo messaggio dato a un giovane isolato a lungo dopo un grave incidente:

nessun uomo è un'isola, ma per apprezzare il continente, bisogna conoscere la solitudine dell'isola.

         La salute è un grande dono, ma per apprezzarla validamente bisogna essere stati infermi almeno una volta.

         Per credere meglio, bisogna sapere cosa vuol dire non credere.

         Per amare con convinzione la luce, bisogna conoscere che cosa sono le tenebre.

         Per gustare il calore dell'amicizia, bisogna conoscere l'abbandono totale, assoluto, quello che ti ricaccia nell'angolo più buio della tua esistenza.

         Per capire la preghiera bisogna aver verificato cos'è l'assurdità e la crudeltà di una vita senza preghiera.

         Per apprezzare le persone e le cose, bisogna pensare di essere sul punto di perderle.

         Per respirare la grazia di essere vivo, bisogna provare il brivido di non essere vivo.

Perciò CELEBRA IL CORAGGIO DI ESISTERE!

 


BEATI I MITI, I NON VIOLENTI,

ESSI CONQUISTANO IL CUORE DEGLI ALTRI!

 

 

         Consigli per comunicare rispetto, armonia, pace; per guadagnarti stima e farti ben volere.

 

     1. Rallenta i movimenti: quando ti senti irrequieto, insicuro, imbarazzato, teso, confuso...entra in contatto con te, diventa consapevole. Lo stress stringe, il relax allarga i canali delle energie che scorrono liberamente e tu le puoi valorizzare nel modo migliore. Rallenta e governati bene!

 

     2. Contempla i volti: quando gli occhi guizzano irrequieti.... entra in contatto con i tuoi occhi; diventa consapevole. Porta sull'altro uno sguardo armonioso e quieto. Il rito dello sguardo comunica accoglienza, stima, fiducia, agio. La presa d'occhi, il contatto oculare coglie la mimica facciale. Immagina anche di auto-guardarti: come stai tenendo il volto?

 

     3. Parla coi gesti: quando sei agitato le parole accelerano nervosamente...entra in contatto con le labbra, diventa consapevole. Fermati o parla solo col fiato. Valorizza il linguaggio del corpo più impegnativo, ma più ricco, efficace e vero.

 

     4. Allunga il respiro: quando sei stressato il respiro diventa corto, asmatico, ossigena male...entra in contatto coi polmoni, diventa consapevole, con-centra, visualizza i polmoni; tira giù il respiro dalle punte dei polmoni all'addome e produci il massimo di oscillazione tra pieno e vuoto.

 

     5. Abbassa il tono: quando sei teso il tono diventa acuto, nervoso, il volume cresce...entra in contatto con la colonna d'aria che sale dalla gola. Diventa consapevole. Scendi dai toni acuti alti che comunicano stress ai toni gravi bassi che comunicano famigliarità e governo della situazione.

 

L'ANGOLO CHE PUOI CAMBIARE

 

 

         Continuamente cerca la sapienza che ti aiuta a vivere rettamente. Preferisci la SAPIENZA agli onori, alle ricchezze, alla salute, alla bellezza (SAPIENZA 7)

 

Sapienza  deriva da sapore : è ciò che da gusto alla vita.

Tra i 74 libri della Bibbia c'è il libro della SAPIENZA.

         Anche tu puoi chiamare così il quaderno delle gemme, dove raccogli i pensieri importanti: questo sarà il tuo libro della sapienza.

         Abbiamo costruito messaggi di sapienza, che vengono dalle prove, dalle provocazioni della vita, sono biografici. In questi quattro messaggi ci è parso di incontrare nel fondo del cuore la nobiltà del cielo.

 

I Messaggio: L'unico angolo al mondo che tu puoi migliorare è te stesso.

         Se ti metti in testa di cambiare l'altro, provochi comunicazione malata che inquina te e l'ambiente; ti irrigidisci nella superiorità giudicatoria, ti autosuggestioni nel voler avere ragione e stai male.

         Invece: cambia te! Qualcosa succederà! Scoprirai che il tuo esempio fa il miracolo di migliorare l'altro.

 

II Messaggio: Quello che l'altro fa è il meglio che può fare.

         Non andare a cercare se è vero; arrischia la fiducia!

Investi nella fiducia: anche se l'altro non merita la tua considerazione positiva incondizionata, sei tu che ti meriti di fare un'azione bella, che crea futuro.La fiducia rende bella la vita a te e a chi ti vive intorno. E poi nobiltà chiama nobiltà!

 

III Messaggio: L'altro è tuo maestro, anche nelle difficoltà che ti crea. L'altro è tuo nemico? Anche il nemico è tuo maestro! Egli ti insegna fino a che punto riesci  a sopportare, conciliare, accogliere.

         L'altro ti offende? Pensa quanto disagio brucia dentro di lui, quindi ancor più, usa compassione verso di lui. Gesù dice: "Se saluti, se ami chi ti ama, viene da sé, senza sforzo..."

         Invece apriti a un amore più grande che salva situazioni difficili, promuovi la pace.

         Le prove, provocazioni, sono opportunità per crescere e maturare: ti fanno esperto in umanità.

 

Ricorda: Siamo tutti maestri e scolari alla scuola continua della vita.

             L' uomo di pace volge tutto al bene.

 

IV Messaggio: Vita è gratuità : niente ti è dovuto, tutto è gratis.

         La vita è un corteo di respiri: ogni respiro è un miracolo: che cosa respira in ciò che respira?

Di che cosa è fatto il respiro?

         Potresti non essere vivo, tu abiti la vita; che cos'altro è più importante del respiro?

         Nel simbolo del respiro vivi la gratuità di tutto.

Se pensi di dover essere accolto, di aver diritto a riconoscimenti... crei attese che possono essere deluse, invece puoi dire a te stesso: "Non ho diritto a essere accolto; se sarò accolto questa è una grazia.

         La gratuità è una grande sorgente di apprezzamento e di pace.

 

 

 

 

AMA PER PRIMO !

 

 

         Alla radice del tuo modo di comunicare c'è la scelta fra il modello della contrapposizione e il modello della comunione.

Questi orientamenti alla sorgente sembrano vicini, ma poi si separano come i binari che escono dalla stazione di Milano, contigui all'inizio, poi uno porta a Genova, l'altro a Roma.

         Il modello della contrapposizione : "Io non sono te" ; difendi

l'identità, stabilisci i confini e li proteggi.

         Il modello della Comunione inizia dall'idea "Io sono te" come a dire: "Inizio dal condividere la comune umanità, per scoprire successivamente le diversità che vivrò come risorsa e non come ostacolo."

 

         Il modello della comunione conduce alla persona di Gesù che offre il più maturo ed esigente esempio di Amore.

 

         Considera la collana di parole belle che tu puoi recitare nei tuoi silenziosi pensieri; che tu puoi usare quando sei minacciato da pensieri negativi, che tu puoi suggerire come medicina efficace ad altri:

 

                                      AMA TUTTI

                                      AMA PER PRIMO

                                      AMA SUBITO

                                      AMA CON GIOIA

                                      SII UNO CON L'ALTRO

                                      RENDITI VUOTO PER ACCOGLIERE

        

         AMA TUTTI: ti protegge dalla preferenze ingiuste. Se desideri avvicinarti al vero:

CONTEMPLA SENZA PATTEGGIARE.

         Il filosofo B. Spinoza dà questa regola: non ridere, non piangere, non detestare, ma cerca di capire, di leggere dentro.

         Opporre ciò che ti piace a ciò che non ti piace è una malattia della mente.

         Quando simpatia e antipatia sono assenti la realtà appare. La simpatia pecca per troppa vicinanza, l'antipatia pecca per troppa lontananza.

         La simpatia può essere più insidiosa, ti sembra buona, invece l'antipatia ti crea qualche sospetto di coscienza e ti avverte del pericolo.

         Con ugual misura, con equo animo, sii uno con l'altro ,

         fatti vuoto per accogliere.

 

         Tu puoi essere l'osservatore imparziale di ciò che scorre nel paesaggio della mente.

         A volte ti sorprendi ad alimentare la solita preferenza, tu puoi suonare la campana della consapevolezza e chiami parole belle a farti compagnia.

 

         Essere buono con gli altri è essere buono con te; diventare capace di non rispondere male, di governare bene un incontro difficile e ti dà gioia:

 

         amare è saggezza di vita;

 

         Gli studiosi della comunicazione sana e i sociologi arrivano alla stessa conclusione:

Amore è il valore più grande del mondo . L'amore fa fiorire il bello, il positivo che c'è in ogni persona.

Nessuno può pretendere di conoscere un altro se non gli vuol bene.

(S. Agostino)

 

         Il pellegrinaggio interiore dalla contrapposizione alla comunione, è una strada angusta, è renderti vuoto per accogliere.

 

         Come la canna svuotata diventa flauto e suona armonie per tutti, così anche tu fatti vuoto per accogliere e cantare l'amore.

         Il vuoto dell'amore ti purifica e fa posto alla pace di Dio.

Facendo del bene agli altri, lo fai a te.

Rendi più piena la tua vita.

Non sbagli mai ad amare.

 

 

 

 

PIACERE E PIACERSI

 

 

         Tu puoi migliorare la qualità della vita con l'esercizio del PENSIERO POSITIVO.

         Tutti i comportamenti possono essere raggruppati in tre modelli:

 

         aggressivo

         passivo

         positivo

 

" Aggredire" e "subire" si chiamano a vicenda, si alternano anche nella stessa persona. Succede che l' individuo passivo emetta comportamenti "aggressivi" per sentirsi subito dopo colpevole e ritornare alla passività. Accade che il soggetto non potendo aggredire, subisca e interpreti la vittima.

         I primi due atteggiamenti, cioè "aggredire", "subire" generano tensione, frustrazioni, ansia, stress.

         Invece l'atteggiamento positivo ti permette di governare la situazione, di fare il miglior uso delle energie, di dare il meglio di te per far fiorire la vita.

"Aggredire" o "subire" significa lasciare ad altri l'iniziativa di rubarti la pace interiore, invece sei tu che metti i confini alle parole e ai gesti; tu puoi scegliere parole e gesti positivi.

         Ricorda la fiaba del padre, il figlio e l'asino. La gente del primo villaggio rimprovera il padre perché non si fa trasportare dall'asino; la gente del secondo villaggio rimprovera il padre perché non carica con sé anche il figlio; la gente del terzo villaggio li rimproverano tutti e due perché affaticano l'asino...

Che fare? Così è nella vita.

         Se tu fai dipendere la tua armonia da quello che gli altri pensano di te, sei uno sventurato. Invece tu sei responsabile del tuo comportamento. Gli altri sono soltanto specchio perché tu ti comprenda meglio.

PIACERSI significa scegliere il modello di comportamento positivo- sereno-assertivo, che produce fiducia reciproca e comunicazione sana.

Come il tepore della primavera fa germogliare foglie e fiori dai duri stecchi dell'inverno, così il comportamento positivo-sereno-assertivo dell'amore, dischiude le qualità. Questo è il principio della primavera.

         Dove corri? L'armonia è in te! L'ingegneria della felicità abita nel potere del pensiero positivo.

 

 

 

GRATUITÀ

 

 

         In ogni circostanza comincia dalla parte positiva.

         Scopri l'energia del pensiero positivo.

         Semina parole belle.

         Esercitati a fare le prove per assenza, esempio: "Se non fossi sano;

se non avessi i volti dei miei cari, se non avessi la casa, il cibo, la scuola, il lavoro, la comunità". Potresti non essere vivo, se vivi è perché Dio versa incessantemente il dono della vita nelle tue piccole mani.

         Anche le esperienze negative rafforzano quelle positive, così come le tenebre danno risalto alla luce. Prendi consapevolezza della gratuità.

         Un nonno saggio dice: "Ho sofferto molto, ho imparato molto; ora apprezzo di più la vita".

Ho imparato una litania che desidero recitare fino all'ultimo dei miei giorni.

La trascrivo per te:

 

Adesso sono malato.

Quando stavo bene, mi accorgevo che stavo bene?

Adesso la macchina si è rotta.

Quando non era rotta mi accorgevo che non lo era?

Adesso sono vecchio.

Quando ero giovane, mi accorgevo che lo ero?

Adesso non ho niente da mangiare.

Quando mangiavo , mi accorgevo che mangiavo?

Adesso sono triste.

Quando ero felice, mi accorgevo di esserlo?

Adesso il mio letto è vuoto.

Quando ero con qualcuno (a), me ne accorgevo?

Eccetera, eccetera. Questa litania può essere recitata anche così:

Adesso che sto bene, mi accorgo che sto bene?

Adesso la macchina va, mi accorgo che va?

Adesso che mangio, mi accorgo che mangio?

Adesso sono felice, mi accorgo di essere felice?

Adesso che sono in compagnia con qualcuno mi accorgo del dono che mi fa?

Continua tu!

 

 

 

 

MEDITAZIONE

 

 

       La tua mente sta sempre lavorando, puoi guardare i pensieri che camminano nei sentieri della mente come fossero persone da intervistare. Quali pensieri ti abitano? Come scegliere la compagnia di pensieri sapienti?

         Tu pensi che non si possa intervenire nel flusso istintivo dei pensieri, invece il retto pensare è il grande impegno di tutta la vita.

         Tu puoi conoscere te stesso, capire dove batte il cuore, dove stanno i centri d'interesse della tua vita, facendo da osservatore esterno ai pensieri randagi della mente.

         Con la lente della consapevolezza li osservi per conoscere i messaggi positivi o negativi che portano.

Nella esplorazione del chiaccherìo mentale, puoi individuare pensieri negativi che intossicano e pensieri positivi che danno luce e forza; puoi lasciare i primi e rafforzare l'amicizia con i secondi, puoi chiamare la presenza di pensieri belli che ti aiutano ad amare la vita. Tu puoi portare la tua mente a casa, tu puoi fare il portinaio dei tuoi pensieri e lasciare entrare, depositare pensieri positivi.

 

         La meditazione è la grande via per ricondurre l'uomo alle sorgenti della sua umanità; è crocevia di tante proposte di vita per riconciliare l'uomo a sè e alla vita: è comunicare con la sapienza interiore.

 

         È un'attività profondamente umana non facoltativa, ma necessaria per vivere nelle luce.

         Il primo consiglio a chi sente la nostalgia di una migliore qualità di vita è invitarlo a meditare.

         C'è chi pensa che la meditazione sia un esercizio  troppo serio, impegnativo, invece va riscoperta come un'attività bella, che dà soddisfazione e coraggio alla voglia di vivere.

         Tra i cento metodi tu puoi scegliere quelli che più ti aiutano a fiorire.

         Porta la meditazione al centro della vita, accorgiti dei pensieri che ti abitano: tu puoi addomesticarli, governarli a tuo vantaggio.

         La compagnia con i tuoi pensieri è un tesoro che nessuno ti può rubare.

"Meditazione" è una parola da guarire, da guardare nel suo volto bello.

         Il verbo "meditare" rende più forte il verbo "mediare"; l'analisi della parola indica i mezzi cioè i metodi per raddrizzare i pensieri della mente, per usare bene il cervello.

         La meditazione va scoperta nelle sue forme semplici, nascenti; può essere così facile come portare la consapevolezza nel "rosario" dei respiri.

         Talvolta, vagando nell'insoddisfazione, non sai come avviare una vita nuova: prova con forme semplici di meditazione che possiamo intitolare così: la pace del lago, la concentrazione nei respiri...

         Ci sono esercizi che mirano a placare, pulire, lavare, vuotare la mente dal traffico abituale di sensazioni, memorie, per arrivare al riposo, alla pace mentale.

         Come il lago allo stato di quiete rispecchia il cielo soprastante, così la mente quieta rispecchia il cielo interiore: questo è il primo modo di meditare.

         Il secondo modo consiste nel dirigere la lente dell'attenzione in un'azione, immagine, suono, parola, volto, evento. Per esempio ti concentri nel respiro.

         Questi facili metodi sono la base di ogni altro metodo di meditazione, (Vedi il Rito del Respiro, pag.30/ Ora di Pacificazione, pagg. 145-147)

 

 

 

 

PRATICA DEL RESPIRO

 

 

         Ascolta i respiri, osserva l'intervallo, contempla i respiri.

La parola "respiro" è composta da "re", indica ripetizione di un'azione che continua e "spiro"  indica il suono dell'aria che entra ed esce.

         La riflessione scientifica sul respiro educa ad apprezzare il dono della vita: considera la composizione dell'aria, la funzione biologica dell'ossigeno, che brucia gli zuccheri per mantenere la temperatura del corpo e produrre energia. Poi l'ossigeno bruciato porta fuori le tossine per tenere il corpo pulito.

         Concentrati sull'aria fresca che entra dalle narici, accompagna il ruscello d'aria, il cammino dei respiri, vivi il contatto con consapevolezza.

La musica incessante dei respiri continua il suo ritmo 24000 volte al giorno.

Ogni respiro è sempre nuovo rispetto al precedente, non si ripete mai.

 

ARTE di MEDITARE

 

 

         La vita è quella che i tuoi pensieri vanno creando. La tua vita è specchio dei tuoi pensieri: se sei triste significa che stai raccontandoti pensieri tristi; se sei sereno significa che stai raccontandoti pensieri sereni.

         Nessuno è più amico se non tu a te stesso, quando scegli la compagnia di pensieri positivi. Se ti senti agitato, attendi con fiducia che l'alta marea si plachi perché nella calma tu possa ritrovare il tuo volto migliore.

         Chiama i pensieri migliori a farti compagnia! Ecco alcuni pensieri:

         Ogni giorno è un nuovo giorno che non si ripeterà mai.

         Ogni giorno è il primo giorno del resto della tua vita.

         Tu percorri solo una volta la strada della vita e tutto quello che puoi fare di vero, di buono, di bello e non può essere rimandato perché da queste parti non passerà più.

         "La vita è un piccolo spazio tra due eternità. La vita è un fiume che scende dalla pace, dalla purezza, dal silenzio della sorgente, scorre nella pianura della maturità e sfocia nell'eternità".

         La vita è mistero, cioè una ricchezza che non finisci mai di esplorare, apprezzare.

         Dio è gratuità; Dio è stupore; Dio è mistero! Assapora il gusto della gratuità, sveglia la consapevolezza che il mondo è già stato creato e sussiste anche senza di te perché un Altro lo crea continuamente. Il mondo è una creazione continua.

         Scopri e inventa significati che ti affezionano alla vita. Tendi l'orecchio alle piccole cose per avvicinarti al mistero della creazione. Con lo sguardo illuminato incontra la vita nel filo d'erba, nel profumo dei fiori, nel palpito del vento, nell'aria leggera, nel raggio di sole, nella trasparenza dell'acqua, nel chiaro di luna, nello scintillio di stella, ma soprattutto nel volto dell'uomo e nel suo cuore pulito.

Riscopri l'uso dei cinque sensi, esercitati a vedere, sentire, gustare, ascoltare, toccare come fosse la prima volta!

Dà volto alle cose; lasciale parlare. Sosta senza fretta, placa l'ansia del fare.

Abbandonati alla gratuità del contemplare.

Ascolta la musica del silenzio, apprendi il modo nuovo di comunicare.

Và oltre lo schermo dell'abitudine, riscopri ogni cosa nell'insolita gratuità.

Percepisci in modo nuovo la parentela con tutto ciò che ti circonda.

Lo stupore apre le porte della percezione, ti dona uno sguardo illuminato.

NEL CUORE PROFONDO TU SCOPRI IL CIELO!

 

MONACO: una proposta per tutti!

 

 

" Monaco " deriva dal greco monos = uno; unificante; unificato; costruttore di unità.

 

Tu pensi al monaco di professione;

         Invece pensa anche al monaco della vita normale che puoi essere tu. Per diventare  monaco non occorre essere speciali ;  il monaco abita dentro di te, attende di esprimersi; il monaco sei tu quando sosti senza fretta, rallenti i movimenti, superi l'ansia del fare, ti abbandoni alla gratuità del contemplare.

         L'uomo ha bisogno di un pezzo di deserto per ritrovare se stesso, il suo volto migliore.

         Perciò: lascia vivere il monaco che è in te!

 

 

 

 

MONACO  è  COLUI CHE:

 

 

Coltiva l'amore al silenzio e alla pace.

Vive in unità con sé.

Valorizza l'energia potente della meditazione.

Pulisce, lava, vuota la mente dalle negatività.

Cerca l'amicizia dei pensieri belli.

 

 

Abita in quello che sente, in quello che pensa, in quello che fa.

Sa vivere in modo semplice, sobrio, frugale; va all'essenziale.

Sa dare alle sue azioni la bellezza del rito.

Celebra la gratuità di ogni cosa.

 

Vive la maestà del primo Comandamento:

         "Adora Dio, non costruire idoli

         Affidati a Dio con tutte le forze. Egli è la roccia

         che dà sicurezza e forza"

 

Il dialogo con Dio nella casa del cuore  è "la più potente fonte di energia".

 

MONACO: qualità per tutti!

 

         Alla sera, quando torni casa, senti il desiderio di abitare in pace con te. Durante il giorno sei disperso in tante occupazioni, devi ingoiare rumori, umiliazioni; la durezza del lavoro ti consuma, ma alla sera puoi radunare i pezzi di te in unità.

         Ti fai compagnia, ascolti i tuoi respiri, ti pulisci dentro, ti riposi. Puoi crearti uno spazio speciale,  l'angolo del sé ; puoi organizzare esercizi monastici con qualche metodo; puoi donare tempi speciali per stare con te, per celebrare il rito del silenzio.


Donati tempo per respirare, perché il respiro insegna la gratuità.

 

Donati tempo per pensare, perché la meditazione è sorgente di saggezza.

 

Donati tempo per sorridere perché il sorriso è la musica dell'anima.

 

Donati tempo per amare, perché la vita è troppo corta per essere egoista.

 

 

 

 


I Riti della Vita

 

 

         Un'antica sapienza educa a fare di ogni azione un rito, cioè a dare importanza, significato, qualità a quello che fai.

 

         Fà che ogni tua azione sia un rito , significa compierla con       consapevolezza, con armonia, con bellezza estetica, con risonanza interiore.

 

         É una medicina per tante azioni trascurate, meccaniche, insoddisfacenti, compiute con superficialità.

 

         La via del rito è una proposta piena di umanità, specialmente le azioni più importanti che scandiscono il ritmo della giornata, possono essere vissute con la consapevolezza e bellezza del RITO.

 

 

 

 

RITO del RESPIRO

 

 

         Il respiro può essere un gesto ordinario, irrilevante, ma quando con l'aiuto della meditazione il tuo sguardo s'illumina, tu scopri significati profondi, che nutrono l'anima, tu fai esperienze di pienezza che danno soddisfazione e gioia alla tua voglia di vivere, fai del respiro un rito.

         Ti trovi in fondo a un oceano di aria alto venti chilometri sopra di te, l'aria avvolge la terra come una corteccia .

         Che cosa respira in ciò che respira? Di che cosa è fatto il respiro?

Il respiro è l'attimo fuggente; il solo di cui puoi disporre, che ti collega all'eterno.

 

         Il gesto più semplice, scontato, sepolto nell'abitudine della vita normale, può diventare una esperienza-vertice , un rito bello, una preghiera intensa.

         Tu puoi fare esperienza di Dio nella gratuità dei tuoi respiri che vanno e vengono, discendono e salgono, entrano ed escono.

         Puoi immaginare Dio che soffia il respiro della vita dentro il flauto del tuo corpo.

Il fiato colma e vuota il flauto.

Tu Dio, vi zufoli dentro melodie sempre nuove.

Tu continui a versare il dono della vita

nelle mie piccole mani.

 

         Respiro muore, respiro nasce; respiro chiama respiro.

Specialmente all'inizio e alla fine del giorno, sosta senza fretta, ascolta la musica dei respiri e con questa consapevolezza offri a Dio il grazie della vita:

 

Ti adoro mio Dio, ti ringrazio.

Ti offro le azioni della giornata,

fa che siano belle!

 

         Potresti non essere vivo, se vivi è perché abiti la casa della vita:

ogni mattina al tocco della luce Dio ti rinnova il dono della vita.

         Bene-dici il giorno che comincia. Questa consapevolezza sia il sole che ti illumini dentro.

         Celebra la gratuità della vita e il dono del tempo.

 

 

 

 

RITO del MATTINO

 

 

       Secondo l'antica tradizione orientale, i tempi più santi del giorno sono il mattino, quando il sole sorge la sera, quando il sole tramonta.

         La consapevolezza di vivere sotto lo sguardo di Dio-Padre che ti ama è la più grande sorgente di energia, serenità e coraggio per la vita fisica, psichica e spirituale.

 

         Nulla ti turbi, nulla ti sgomenti, tutto passa, Dio non cambia, e se ti affidi a Dio nulla ti manca.

 

         Vivi la maestà del Primo Comandamento; costruisci l'eternità nelle azioni belle di ogni giorno.

         Al mattino tu puoi offrire a Dio il grazie della vita e le tue azioni belle con la preghiera del Ti adoro, aggiungendo i gesti del corpo.

Tendi le braccia  verso il cielo più che puoi: mettiti in comunicazione con la luce del sole. Allarga le braccia più che puoi  per metterti in comunicazione con la terra: casa di tutti gli uomini. Respira profondamente per metterti in comunicazione col tuo io e recita:


 

TI ADORO del mattino

 

Ti adoro mio Dio e ti amo con tutto il cuore.

Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte

(creata, fatta cristiana e conservata...)

Ti offro le azioni della giornata: fa che siano tutte secondo la tua santa volontà per la  tua maggior gloria.

Preservami dal peccato e da ogni male.

La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.

Amen!

 

TI ADORO della sera

 

Ti adoro mio Dio e ti amo con tutto il cuore.

Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno

(creata, fatta cristiana e conservata...)

Perdona il male che oggi ho commesso; e il bene che ho compiuto, accettalo.

Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli.

La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.

Amen!

 

         Prima di andare a letto dedica dieci minuti al silenzio, ascolta la musica dei tuoi respiri, lascia risuonare le voci della giornata che finisce; prega con quelle voci. (Vedi anche il Rito dello sguardo, pag.55)

 

                                      Salmo 94

 

                                      VENITE, salutiamo Dio del mondo

                                      VENITE, lodiamo Dio, che ci salva

                                      VENITE, ringraziamo con canti di gioia

 

                                      DIO è GRANDE, in suo potere sono

                                                        le profondità della terra

                                                        e le altezze del cielo

                                      DIO ha creato il cielo e la terra.

 

                                      VENITE, adoriamo DIO della vita.

                                      Egli ci ha creato, a LUI apparteniamo .

                                      Noi siamo il popolo che egli conduce.

 

QUANDO SENTITE LA SUA VOCE,

NON INDURITE IL CUORE,

SEGUITE LE SUE VIE, ENTRATE NELLA SUA PACE.

 

 

 

 

BENE-DIRE

 

 

         è un rito bello, che tutti possono celebrare.

         Considera il volto della parola: c'è il verbo dire e l'avverbio bene .

BENE-DIRE è parola-madre che genera fiducia e protegge dalla tentazione di dire-male.

         Soprattutto alla sera puoi BENEDIRE la famiglia ispirandoti creativamente al foglio-messaggio seguente:

 

 

 

 

RITO del PASTO

 

 

         L'affetto per la famiglia si alimenta in modo speciale a tavola. L'arte educativa illumina il pasto con messaggi ricchi di umanità.

         All'inizio puoi recitare lentamente questo augurio:

 

                   Ricevo come dono gli alimenti arrivati su questa tavola

         attraverso le vie della fatica.

                   Ringrazio le mani conosciute e sconosciute

         che hanno preparato il cibo per me.

                   Con la mente e con il cuore ringrazio Dio

         di trovarmi attorno a questa tavola.

                   La comunione nel cibo

                   alimenti la comunione nella vita.

                                               E sia la pace tra noi.

 

         Il pasto comune è occasione per raccontare le voci della vita.

La tavola è scuola del villaggio.

         Non delegare alla televisione il compito di riempire i silenzi ma abituati a raccogliere messaggi per nutrire il dialogo, abituati a tener pronto qualcosa di bello da comunicare.


 

RITO del SORRISO

 

         Donati tempo per sorridere perchè il sorriso è la musica dell'anima. È una emozione positiva che evita contrapposizioni e comunica accoglienza; è medicina per la salutefisica, psichica e spirituale.

         Tra i tanti tipi di sorriso c'è anche il "sorriso volontario":

tu puoi produrre sorriso con l'impegno della volontà.

Così l'atteggiamento del corpo comunica benessere alla mentee achi sta intorno.

Una donna confida:"Quando mi sento triste vado davanti allo specchio, produco i gesti del sorriso e così attrverso il sorriso artificiale arrivo al sorriso spontaneo.

         Non è bene scaricare l'umore nero sugli altri, posso nascondere la sofferenza dentro di me perché il cuore è mio, ma il volto è degli altri!

Il sorriso facilita la comunicazione sana. I benefici del sorriso sono indicati in questo messaggio:

 

VALORE DEL SORRISO

 

Un sorriso costa poco e vale tanto

Arricchisce chi lo riceve,

non impoverisce chi lo dona.

 

Dura un istante ma il suo ricordo è duraturo.

Nessuno è così ricco da non poterlo ricevere

nè così povero da non poterlo donare.

 

Sorriso contagia sorriso.

Sorriso moltiplica sorriso.

Dà sostegno a chi lavora,

dà ristoro a chi è stanco,

dà fiducia a chi è triste.

 

SORRISO: è un bene che non puoi comprare,

ma solo donare.

Se incontri chi non sorride,

SORRIDI TU!

 

Nessuno ha più bisogno di sorriso

come colui che non sa sorridere.

Sorridi, sei vivo.


 

RITO della BENEDIZIONE

 

 

BENE-DICI : RICONOSCI IL BENE

 

Sii costruttore di bene; semina bene;

Metti bene dove non c'è bene e troverai bene!

 

BENE-DICI la casa che ti ospita, i volti che ti vivono accanto; il cuore che batte, i polmoni che respirano, gli occhi che vedono, gli orecchi che odono, la mente che pensa.

 

Vivi riconciliato.

Costruisci comunione.

Cerca Gesù nel volto di chi ti vive accanto.

Viva la gente della mia strada.

 

         OGNI MATTINA: al tocco della luce Dio ti rinnova il dono della vita: benedici il giorno che comincia:

         Ti adoro mio Dio, ti ringrazio di avermi donato la vita; ti ringrazio di avermi donato Gesù, luce della mia vita. Ti offro le azioni della giornata: fa che siano secondo la tua santa volontà, cioè azioni belle.

 

         OGNI SERA: alza le palme delle mani al cielo:

         Ti adoro mio Dio, ti ringrazio del giorno che finisce, del bene compiuto, dei volti incontrati, delle parole belle ascoltate e donate, della salute, del cibo, del lavoro, del riposo.

 

         Dio grande e misericordioso, visita la nostra casa, tieni lontane le insidie del male, manda i tuoi angeli a custodirci nella pace, la tua bene-dizione resti sempre con noi!

         Crea in me o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito fermo, non cacciarmi lontano dal tuo volto, non mi togliere il tuo spirito di santità.

 

Dio ci benedica e ci protegga.

Dio faccia splendere il suo volto su di noi.

Dio ci doni misericordia e ci colmi di pace.

 

CAPITOLO II

 

GRAZIA di ESISTERE

 

 

         L'esperienza religiosa è madre e culmine di ogni altra esperienza.

Con cuore commosso e impaurito ti chiedi:

 

Chi sono io sotto questo vasto cielo?

Chi sono io che poggio i piedi sotto questa antica terra?

Da dove vengo, dove andrò a finire?

Che senso ha vivere?

 

         Religione, dal verbo legare, dice che tu sei legato, collegato, avvolto in un immenso grembo di vita.

         Non sei un frammento isolato in un pericoloso vagare, ma c'è tutto un universo di vita, che si china su di te, perché tu possa respirare.

         Come potresti vivere se il sole non ti riscaldasse, se l'aria non ti desse respiro, se l'acqua non ti procurasse gli umori della vita, se la terra non ti nutrisse?

         Per poter vivere hai bisogno di tutta questa solidarietà cosmica.

L'esperienza religiosa è la campana che sveglia questa consapevolezza; essa è un'esperienza originaria, pervasiva, ineliminabile, può prendere tante strade quante sono le persone; è difficile da descrivere, si comunica soprattutto per contagio.

         Che esperienza religiosa stai vivendo e contagiando?

(indichiamo una via nel foglio messaggio seguente).


 

Dio è Gratuità

 

 

Il bene che fai agli altri è l'affitto che paghi per il posto che occupi sulla Terra.

Incessantemente tu utilizzi il sole, l'aria, l'acqua, la terra.

Sii consapevole del loro servizio che ti permette di vivere.

 

Nella rugiada delle piccole cose il cuore trova il suo mattino e ti illumina!

Stupisciti delle cose intorno a te: lo stupore è fonte di conoscenza.

 

Perché la rosa fiorisce e non si chiede il perché, né si pavoneggia per colpire il tuo occhio?

I fiori dei campi fioriscono nella gratuità senza ammirazione per sé.

Gli uccelli del cielo cantano la gratuità.

 

Respira la grazia di essere vivo.

Celebra il respiro, lo sguardo, la parola,

il silenzio, il lavoro, il riposo.

Celebra l'alba, il tramonto,

lo scorrere dei mesi,

delle stagioni...

 

L'amore alla vita

dà occhi nuovi.

Se amerai tutte le cose,

scoprirai in esse la

divina gratuità;

Dio è gratuità,

dono incessante di esistere.

 

Tutto è dono.

 

Concediti questo piccolo pensiero sul foglio messaggio che precede:

        

         Dio è gratuità, dono incessante di esistere.

Vivere la gratuità è l'atteggiamento migliore per abitare nel cuore della vita, per apprezzare la vita come dono.

         L'intuizione religiosa si esprime con i riti semplici costruiti con elementi cosmici, che suonano continuamente sole, aria, acqua, terra.

Questa religiosità nascente ci fa sentire fratelli universali.

 

La legge del dono è scritta dentro la natura stessa:

 

il sole non custodisce la luce per sé,

l'aria si concede a chi respira,

l'acqua, la terra sono a disposizione di tutti.

 

         Dalla gratuità nasce la riconoscenza:

 

"Il bene che fai è l'affitto che paghi per il posto che occupi sulla terra..."


 

In principio è lo stupore !

 

 

                   Lo stesso ruscello di vita

                    che scorre nelle mie vene

                           danza in ritmica armonia

                    coi palpiti maestosi

                           della vita del mondo.

                    Mi svegliai nella notte pensando

                    Anche nel sonno il respiro pulsa,

                           il cuore palpita

insieme al ritmo dei pianeti orbitanti

                           Miriadi di cellule

                    di questo mio corpo

                           si parlano insieme

                    danzano nel coro

                           di una immensa vita

                    Al tocco dell'arpa

                           del divino Artista.

 


         Quando tu cerchi di capire la tua posizione nel mondo, il senso della tua presenza alla vita tu fai l'esperienza religiosa.

L'esperienza religiosa ci rende fratelli universali:

sotto il cielo una sola famiglia.

         Tutti respiriamo la stessa aria, beviamo la stessa aria, siamo nutriti dalla stessa terra; comune è l'origine e la fine di ogni uomo.

         Alla base delle religioni c'è l'anima religiosa  di ogni uomo.

        

         Comunicando con altri umanesimi guarisci e trovi parentele.

 

         Se afferro il cuore della tua esperienza religiosa diventi capace di capire l'esperienza religiosa degli altri.

         Più entri profondamente nella tua esperienza religiosa e meglio capisci l'esperienza religiosa degli altri.

         Comunicando con altre culture trovi parentele che ti arricchiscono.

        

 

         Religione ha il suo cuore nella ricerca dei valori più grandi e perciò di Dio che è la sorgente del tuo cercare.

         Perché cerchi senso, ti dirigi verso i valori?

 

 

Dio è padre di tutti

sopra tutti

presente in tutti

agisce per mezzo di tutti

educa tutti.

 

 

 

         L'esperienza religiosa è l'anima di ogni cultura, ci sono due modi per viverla:

quello di frate Francesco nel Cantico delle creature: Dio nella maestà della natura; e il modo di Sant' Agostino: Dio nella maestà della coscienza.

         I due modi camminano insieme; per temperamento, per cultura, per ambiente tu puoi trovarti meglio e fare esperienza religiosa con il libro della natura o con il libro della coscienza.

         Considera queste esperienze religiose:

 

Dove andare lontano dal tuo respiro?

tu hai tenuto le mie membra nel seno di mia madre.

                                                      Salmo 139

 

Quando guardo il cielo, la luna, le stelle, mi chiedo

chi è l'uomo perché ti prenda cura di lui?

                                                     Salmo 8

 

Entra in te, nell' interiorità abita il maestro interiore.

 

Colui che va fino in fondo al cuore incontra la nobiltà del cielo.

                                                                              Man Tze

 

La fede nell'intelligente struttura del mondo è il più forte e nobile

sentimento nel sostenere la ricerca scientifica. Ogni particella  di vita

è organizzata, strutturata, sostenuta da una infinita Intelligenza soggiacente.

                                                                                        A. Einstein

 

Miracolo di esserci: Tu sei 56000 miliardi di cellule che si parlano tra loro per rendere possibile il miracolo della tua vita.

 

 

 

Dio: nel ritmo del sole;

       nel movimento dei cieli;

       nel ruscello di vita che scorre nelle tue vene;

       nella gratuità dei tuoi respiri;

       nella organizzazione delle tue cellule;

       nel dialogo dei tuoi pensieri.

 

         Nulla è profano, tutto è divino ciò che è visto dal tuo sguardo illuminato.

 

         É sacro tutto ciò che guardi oltre lo schermo dell' abitudine nella insolita gratuità.

         Il tuo respiro diventa sacro, quando la mente passa dallo sguardo superficiale  allo sguardo illuminato.

 

         Non è la realtà che è sacra o profana, ma è il tuo sguardo che la rende sacra o profana.


 

RICERCA di SENSO

 

                                             

         Tu hai più bisogno di motivi per vivere che di pane.

É vita la sofferenza di una vita senza senso. Scopri, inventa significati positivi che ti aiutino a vivere: ama il sole, l'aria, l'acqua, la terra; ama il seme che germoglia, la foglia che spunta, il fiore che profuma, il frutto che matura, ma soprattutto ama l' uomo.

 

         Angoscia è la malattia della mente che non trova significati per vivere. A differenza degli altri animali, solo l'uomo può ammalarsi di angoscia, fino al suicidio.

 

         Quando guardo il cielo, opera delle tue mani, la luna e le stelle che tu hai formato, mi chiedo: chi è l'uomo perché ti ricordi di lui, il figlio dell'uomo, perché ti prenda cura di lui?

 

         L'esperienza religiosa ti educa allo stupore commosso e impaurito (tremens, fascinano), evoca il mistero che pulsa nel cuore della vita; guarisce l'ansia, ti ambienta: protegge dallo sguardo freddo, calcolatore che si limita all'utile, educa l' arte di ammirare.

 

L'esperienza religiosa dà energia fisica, psichica, spirituale.

 

(V. Frankl, Alla ricerca di un significato della vita)


 

Il volto di tre parole importanti:

DIO, ANIMA, RELIGIONE.

 

 

Ogni parola ha una storia: è nata, è cresciuta, è stata usata da tante bocche, può essere stata trasformata e caricata di significati nuovi e di averne perso altri per la strada.

         É interessante riscoprire il volto delle parole, ritrovare significati annebbiati, dimenticati.

         Anche le parole hanno un volto da guardare con rispetto.

Usare le parole è un rito divino.

 

Dio deriva dall'antica cultura dell'India.

             Verso il mille avanti Cristo, gli Ariani hanno scritto i libri VEDA, usando una lingua chiamata Sanscrito.

            Dio da Div , significa luce. Da div deriva dies , diorno = giorno.

La parola giorno è un aggettivo che significa illuminato dal sole.

La sapienza vedica usa indovinelli per educare alla meraviglia.

 

Che cosa è luce in ciò che è luce?

Di che cosa è fatta la luce?

 

In questo stupore è nata la parola  DIV, DIO.

Nei libri VEDA c'è questo messaggio:

 

         Dio è quell' UNO che i sapienti ci hanno insegnato a chiamare con tanti nomi, ma nessun nome lo contiene, né questo, né quello. Egli è al di là dei nomi e delle forme e da quell'UNO le parole tornano indietro spaurite.

 

Anima: Viene dalla parola del vocabolario sanscrito

atman = io come respiro, donde atmosfera = insieme dei respiri.

Che cosa respira in ciò che respira? Di che cosa è fatto il respiro?

Da questo esercizio di consapevolezza è nata la parola anima.

Per te respirare può essere un atto biologico scontato, irrilevante, senza importanza. Invece tu puoi scoprire, inventare  significati belli  sul respiro:

fa che ogni respiro sia un rito .

La vita è una processione di respiri, ogni respiro è un miracolo. Durante il giorno di tanto in tanto ascolta la musica del respiro che entra ed esce, celebra la gratuità della vita, respira la grazia di essere vivo.

           Nella vita ti possono succedere tante cose, ma tu puoi sempre rifugiarti nel tuo respiro come un luogo di pace in cui ridimensioni e plachi le inquietudini: che cosa sono i tuoi problemi davanti al fatto che respiri?

           Il respiro è simbolo dell'io profondo della tua persona unica, originale, irripetibile.

           Dentro di te c'è un mondo ricchissimo di informazione; passato, presente, futuro si danno appuntamento.

...l'anima dimora nascosta in te, tu maturi nell'attesa di un contatto più profondo con lei.

           Fa amicizia con l'anima...Non puoi uccidere l'anima, ma la tua persona sì, perdendo l'anima.

           L'anima non dipende da te. Dipendi tu dall'anima e sei sotto la sua tutela se riesci ad accorgertene.

                                                                                         Sinijawskij A.

 

Nel dialogo interiore con io pensieri tu fai esperienza del Verbo-luce di ogni uomo che viene in questo mondo.

                                                                                          Gv

           Perciò entra in te, nell'interiorità dell'anima, incontrerai la divina Presenza, il Maestro interiore.

Guai a essere tagliati fuori dal dialogo interiore con i propri pensieri.

 

Religione:dal verbo re-ligare , indica i fili misteriosi della solidarietà cosmica: Tu sei parte di una immensa vita; non sei disorganico, erratica in un cieco e pericoloso vagare, non sono gettato in uno spazio straniero, ostile.

           Non sono zingaro sperduto in un pianeta indifferente, ma una Energia intelligente abbraccia e governa il tuo piccolo mondo (microcosmo), che si muove dentro un immenso grembo di vita (macrocosmo); come potrei vivere se il sole non ti scaldasse, se l’aria non ti desse il respiro, se l’acqua non ti offrisse gli umori della vita, se la terra non ti sostenesse e nutrisse?

           La visione religiosa protegge dallo sguardo freddo, scientifico, tecnico, guarisce l’ansia, ti ambienta, dà energia fisica, psichica, spirituale. Comunque tu Lo concepisca, pensa bene di Dio, soltanto lo stupore coglie qualcosa del suo mistero.


 

 

AMORE COSMICO

 

 

                                               Ama tutta la creazione!

                                               Ama i raggi del Sole

                                               Ama i palpiti dell'aria

                                               Ama il fluire delle acque

                                               Ama la terra paziente

                                               che ti nutre e ti sostiene.

 

                                               Ama le piante, gli animali, ogni cosa.

                                               Se amerai, il tuo sguardo si illuminerà,

                                               scoprirai il mistero di Dio in ogni cosa.

 

                                               L'amore alla vita dà occhi nuovi.

                                               Il cuore che ama è pieno di fiducia.

 

                                               Ama l'uomo con i suoi peccati!

                                               Non aver paura del suo male.

                                               Egli è l'immagine più alta,

                                               il culmine dell'amore di Dio

                                               sopra la terra.

 

                                               Ama specialmente i bambini,

                                               Essi ti vivono accanto

                                               per purificare e commuovere.

 

                                               L'amore è maestro

                                               impara bene, ama bene.

 

                                               dà volto eterno

                                               alle azioni belle

                                               fatte con amore

                                               ama l'amore: DIO è AMORE

CAPITOLO III

COMUNICAZIONE

 

            MALATA                                     SANA

 

Parlare con superiorità                           Dialogare, con parità

Usi parole di comando : "voglio",           con empatia, senza preferenze

"devi", "bisogna".                                   Usi parole di consiglio: "Desidero",

Usi aggettivi assoluti: tutto, niente         ,        "posso suggerire", "si potrebbe",

sempre, mai. Esigi come diritto               Chiedi come dono, l'umiltà genera

L'orgoglio genera solitudine, paura.       comunione, fiducia.

 

Svalutare l'altro per apparire                 Apprezzare l'altro, così egli ti mostra

Giudichi per mostrarti vincente.             il suo volto migliore. Nessuno

Cerchi i difetti per aver ragione,             convince l'altro se non gli vuol bene l'onda che sale toglie a l'onda che                   L'uomo vede nella misura in cui ama.

scende.                                                      Non si vede bene che col cuore.

 

Anticipare negativamente                       Anticipare positivamente

"Non ti capisco!" significa "non    ti       Cerca di capire al volo; metti sulle     voglio capire". "Conosco i tuoi limiti,      labbra dell'altro l'interpretazione   non ce la farai...". Sei malcontento?           migliore. Semina fiducia, 

Arrabbiato? "Conosci i miei limiti".       "conosco le mie possibilità".

 

Spartire ragioni e torti:                           Creare futuro. L'unico angolo del

punti il dito, accumuli rabbia, vivi          mondo che tu puoi cambiare sei te

nella tristezza, stai male.                         stesso;cambia tu,qualcosa succederà.

Il 90% delle difficoltà di comunicare      Rischia di persona."Quel che l'altro

derivano dal voler avere ragione.           fa...è il meglio che può fare "."L'altro

Sacrifica la voglia: è meglio star            ti è maestro, anche nel male che fa..."

bene, che aver ragione.                                      Usa parole belle:"Respira, sei vivo..."

 

Contrapporre: cogli più facilmente                  Conciliare:cerca ciò che unisce,

ciò che divide. Crei il rivale, il                calma, quieta, aggiusta.         colpevole, il capro espiatorio.           "IO SONO TE!" Partecipa alla   Caino dice:É colpa di Abele     se io          ricerca comune di una soluzione 

non sono valorizzato. Parteggi, pre-       accettabile. Dalla protesta alla

ferisci. Ti metti nella logica dei vin-       proposta:"Se protesti significa                                     citori o vinti. Ti irrigidisci:"Io la            che vuoi fare qualcosa di bello..."

penso così". "IO NON SONO TE!"

 

            MALATA                                     SANA

 

Temere il diverso come minaccia,           Accogliere il diverso come risorsa.

provocazione, concorrenza; diventi        L'altro è messaggio per te; l'altro è

autoritario, rigido e se temi di non                   volto:due occhi che ti guardano.

vincere...preferisci la rivalità alla          Guarda negli occhi: così nasce il

convivialità, respingi l'ospitalità            rispetto per l'altro. Il volto dell'altro

per liberare ostilità.                                 chiede responsabilità.

 

Nascondere il volto                                 Mostrare il volto

con il gioco delle maschere.                    Racconta i sentimenti che stai

Usi stratagemmi anche inconsci              vivendo, essi sono il lievito della

per proiettare negli altri ciò che è          comunicazione. Comunica con

spiacevole dentro di te.                                       messaggi semplici,efficaci, popolari.

Ciò confonde chi ti è vicino,                    Regala la trasparenza, l'autenticità

ma soprattutto, te.                                    a te e agli altri.

 

Aggredire e se non riesci,                        Dare risposte positive, serene:

fai la vittima, subisci passivamente.        Siedi sul fiume dei pensieri, aspetta

Ciò crea stress, paura, risentimento,      quello che offre maggiore armonia.

rifiuto. Sei aggressivo.                             Usa parole belle: accendi la tua

                                                                  lampada anzichè maledire le tenebre.

                                                                  Sii assertivo.

 

 

Non finire mai di cercare la sapienza che ti aiuta a comunicare rettamente!

Arrischia la fiducia e pratica la compassione.

La fiducia rende bella la vita a chi ti sta intorno.

Fà l’esercizio dell’interpretazione migliore.

Quel che l’altro fa è il meglio che può fare.

Lo sguardo positivo contagia positività.


 

CULTURA DELLA ACCOGLIENZA

 

 

         Per natura l' uomo tende a pensare che la sua cultura sia la migliore, tende a fissarsi sulle sue tradizioni, a difendersi dal diverso.

         Questo istinto di conservazione che ti fa accettare i simili per cultura e rifiutare, inferiorizzare, emarginare i diversi, crea diffidenza, paura, ostilità, guerra. Per natura l'uomo è "etnocentrico", per cultura può diventare accogliente. L’etnocentrismo provoca autoritarismo, l’autoritarismo provoca intolleranza, agressività, guerra.

         L'individuo "etnocentrico", cioè centrato esclusivamente sulla cultura del suo gruppo, si avvicina a persone diverse senza desiderio di conoscere, confrontare, condividere.

         La paura del diverso spinge a difendersi e per difendersi bisogna diventare "autoritari"; la debolezza si traduce in aggressività. Il timore della inferiorità provoca la superiorità giudicativa.

         Il filosofo F.Adorno ha elencato cinque caratteristiche della personalità autoritaria: è intollerante, insicura (ogni atteggiamento esagerato nasconde il suo opposto), conformista, rigida, dogmatica.

         Se lasci fare all'istinto, finisci nella comunicazione malata, che ti procura stress e impoverimento. Ti imbarchi in una catena di situazioni spiacevoli, stressanti e pericolose; invece se riesci a persuadere la mente ad accogliere, ti apri all’autoscambio di esperienze-valori.

         Saper accogliere è il mondo nuovo, che conduce alla pace, al reciproco arricchimento ad accogliere il diverso come risorsa ti fa crescere e maturare.

         L'accoglienza fa fiorire le qualità della gente. Nessuno conosce l'altro se non gli vuol bene e quando nel tuo cuore c'è amore, ottieni il meglio da ognuno. L'ospitalità interiore è un dono che fai a te.

         L'uomo non cresce con il simile, ma col dissimile (Aristotele).

         La diversità è diritto, valore, risorsa.

         La diversità non è discutibile; l'altro non è tenuto a giustificare la diversità davanti a te...

         Egli si rivela per quello che è, non per quello che vuoi che sia; riconoscilo incondizionatamente per la sua legittima differenza.

         Accogli l'altro come legittimo altro, il suo diritto a essere diverso da te.

         Lascialo essere quello che è.

         Riconosciti diverso, accettati complementare, nessuno è migliore o peggiore di te, è solo diverso.

         In principio è il rispetto.


CORAGGIO DI ACCOGLIERE.

      

 

         In ogni ambiente c'è un centro e una periferia.

Per leggere la situazione di una comunità può servire la parabola del padre misericordioso, che aiuta il fratello maggiore (cioè le persone che occupano il centro) a fare comunione col figlio minore (cioè con le persone che sono fuori dal giro). Come offrire una accoglienza credibile?

 

         Quando c'è comunicazione sana tra centro e periferia l'intera comunità cresce matura; quando c'è antagonismo, subentra la logica dei vincenti e dei perdenti in cui tutti perdono. Nel comunicare ci sono due modelli base con tutte le gradazioni intermedie: antagonismo e comunione.

         Ogni tanto, in un attimo di consapevolezza chiediti:

         Che cosa sto vivendo: antagonismo o comunione? Paura o amore?

         A volte la lotta per la supremazia è nascosta nei labirinti del subconscio, quindi è più difficile percepire il problema e risolverlo bene.

         La comunità-madre dovrebbe trovare vie di educazione alla pace.

         Lasciarci andare all'antagonismo, alla guerra è una strada larga, educarci all' accoglienza interiore è una strada stretta che conduce alla civiltà dell'amore, là dove i cento fiori fioriscono.

 


 

L'ALTRO  É  VOLTO:

DUE  OCCHI  CHE  TI  GUARDANO!

 

 

         Tu stai continuamente comunicando. Non puoi non comunicare, ma comunicare bene è un'arte che impari osservandoti dentro e specchiandoti negli altri.

         Guarda negli occhi, così nasce il rispetto per l'altro. L'altro cessa di essere cosa, diventa VOLTO. L'altro viene a te col VOLTO. L'altro è VOLTO. Volto da rispettare; volto da accogliere, volto da accarezzare. È impossibile far del male a una persona guardandola nel volto.

         L'anima di una persona è nascosta dentro al suo sguardo... per questo abbiamo paura di guardarci negli occhi.

         Tengo nascosta la parte migliore di me perché temo che sia disprezzata dagli altri.

(Anna Frank)

 

     "Perché ho paura di dirti chi sono?  Perché se te lo dico può darsi che non ti piaccia come sono e purtroppo non ho altro da offrirti!" (John Powell)

         Temi l'inferiorità, la violenza degli istinti, l'isolamento e ti difendi dalle paure, dalle cicatrici psicologiche, dalle memorie malate con trabocchetti, maschere, personaggi fittizi, spesso a carattere nevrotico che ti spingono a camuffarti.

         A nessuno piace vivere nella menzogna, spaccato dentro, l'istinto di conservazione, ti fa cercare ciò che ti dà ragione fino ad autosuggestionarti, ipnotizzarti.

         Non mascherare l'espressione del volto, non reprimere i sentimenti, ingannando non solo gli altri ma anche te stesso, sii autentico, genuino, vero.

         Dònati tempo per raggiungere lo stato di tranquillità  che ti permette di entrare in contatto con la tua saggezza interiore.

         Sedendo in pace con te, chiama per nome i personaggi che recitano nel tuo teatro mentale e cerca il tuo volto migliore.

         Racconta i sentimenti, essi sono il lievito della comunicazione; essi ti avvertono su ciò che stai vivendo di importante, ti manifestano la tua verità, prendine atto.

         La comunicazione sana con te cammina insieme alla comunicazione sana con gli altri. Nel costruire la tua umanità ricorda le parole importanti di Gesù:

         "Se tieni la vita per te la perdi, se doni la vita per gli altri la salvi"

(Mt. 16).

            "É più grande colui che serve; Dio innalza colui che è umile" (Mt. 23)

       L'altro è volto: due occhi che ti guardano. Contemplalo!

         É mendicante di rispetto e affetto: rassicuralo.

         É tuo maestro, impara a capirlo: ascoltalo!

 

Guarda negli occhi, così nasce il rispetto per l'altro.

         L'educazione alla pace nasce dallo sguardo reciproco.

Contempla il volto di chi ti parla: lascia parlare il volto; dona il tuo volto; fà che il tuo sguardo sia un rito, cioè ricco di calma, consapevolezza, umanità.

Il volto non si finisce mai di conoscerlo.

         OGNI VOLTO É UNICO, ORIGINALE, IRRIPETIBILE.

         Il volto che ti sta davanti è un appello alla responsabilità: è il volto indifeso di Abele.

Accoglilo.

 

         Non invadere l'altro con una sguardo irrequieto; prima di portare il tuo sguardo su un altro, con un attimo di consapevolezza, domandati: "Come sto tenendo il volto?"

         La presa di occhi, il contatto dello sguardo coglie i sentimenti, perciò unifica le energie per comunicare fiducia, stima, armonia, agio.

         L'anima di una persona si manifesta nello sguardo.

Autorizza il tuo sguardo a comunicare fiducia.


SAPER COMUNICARE BENE:

 

 

         Rivolgi  la parola: il rito del saluto, lo sguardo quieto e sereno, la parola bella superano la estraneità e creano il benessere della relazione.

         Sorridi, il sorriso è la musica dell'anima, comunica fiducia anche se non ti viene spontaneo, autorizza il tuo volto a produrre un sorriso con un atto di volontà.

         Chiama per nome: il proprio nome è la parola più bella del vocabolario.

 

         Cura i gesti, essi occupano i nove decimi della comunicazione; portamento, tono, velocità, mimica facciale.

         Mostra interesse alla storia e alla attese delle persone che incontri.

L'intelligenza abita nell'arte di intervistare.

         Sii generoso nella lode e prudente nella critica.

Aiuta con gesti concreti: le parole volano, i gesti restano.

         Cerca soluzioni e non fermarti ai problemi.

         Evita le beghe, perché i punti di vista sono tre: il tuo, quello dell'altro e quello giusto...bisogna trovarlo.

         Al tutto aggiungi una grande pazienza e una buona dose di buon umore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


TRE QUALITÀ DELLA COMUNICAZIONE SANA

 

 

 1)     AUTENTICITÀ: Non trincerarti dietro alle convenzioni sociali, ai ruoli; non restare in superficie, ma guardati dentro con coraggio, cerca di capirti nella intimità profonda. Nel comunicare sii te stesso al di là di ogni maschera e recita sociale.

         Essere autentico comporta relazioni così significative, da compensare ampiamente  eventuali frustrazioni  subite a causa della trasparenza.

 

2)    EMPATIA. Ti dis-lochi dal tuo punto di vista e ti collochi nell'altro. Cerchi di capire l'altro come egli capisce se stesso.

         Accogli l'altro nella sua novità, nel suo messaggio, nel suo mistero, ti metti  nei suoi panni, cioè nella sua mentalità.

         L'altro è volto: due occhi che ti guardano.

         L'altro è mendicante di rispetto e affetto.

 

3)     ACCETTAZIONE INCONDIZIONATA DELL'ALTRO: va oltre il giorno delle preferenze. Se ti paragoni agli altri puoi diventare  vanitoso e aspro. C'è sempre chi è più bravo e meno bravo di te.

         Ricorda: Ogni uomo è una stella.

                       Ogni stella ha il suo splendore.

                        Accogli ogni persona come l'unica

                        nel suo diritto di essere se stessa, diversa da te.

       Non squalificare, ma conferma e convalida il diritto di ognuno ad essere diverso da te. Vivi la diversità non come minaccia, ma come risorsa.

       Diventa una persona che sa creare rapporti, sa valorizzare le persone, facilita e agevola la comunicazione praticando le tre qualità: autenticità, empatia, accettazione.

 

        La persona cresce e matura attraverso un clima facilitante basato sull'abbandono dei ruoli  e delle convenzioni (autenticità); sulla partecipazione affettiva (empatia); sulla considerazione positiva incondizionata (accettazione).

 

In principio è il dialogo: la comunione delle diversità.


RELAZIONE DI AIUTO

 

 

         Di fronte a una persona in difficoltà non presentarti come maestro che sa dare consigli, è meglio sapere ascoltare e molto spesso tacere, è meglio accettare l'altro per quello che è facendogli semplicemente da specchio, affinché possa vedersi e capirsi meglio.

         Sì, il primo e fondamentale aiuto da offrire a chi è confuso, in crisi, alle prese con una decisione importante da prendere, consiste nel lasciarlo essere quello che è, incerto, arrabbiato, depresso, triste, combattuto...

         Accogli il suo stato d'animo senza neutralizzare, addolcire la sua situazione.

         Mettiti nei suoi panni, guarda la realtà dal suo punto di vista, cioè entra in empatia.

         A volte l'aiutante può essere più sprovvisto di risposte dell'aiutando stesso.

         Tu puoi aiutare con discreti " perché ". L'arte dei " perché " guadagna ascolto, comprensione, empatia.

         Spesso quando ti impegni in una relazione di aiuto è più quello che ricevi e impari che non quello che sei in grado di dare.

Puoi ricevere l'esempio di chi non si accontenta delle banalità quotidiane e

 cerca una migliore qualità della vita.       

         Puoi ricevere l'esempio di chi non vuole vivere di apparenze, di formalità, ma vuole "capirsi dentro" ed essere più vero, più genuino, più motivato.

         Fare da specchio è un modo di aiutare poco costoso e poco impegnativo, ma anche poco conosciuto e poco praticato.

         Quando una persona è ferita, confusa, disturbata, ansiosa, quando dubita del proprio valore, è incerta sulla propria identità, la compagnia di un'altra persona cortese che ascolta è il dono più prezioso che uno possa fare ad un altro.

         Normalmente pensi che sia più efficace dare consigli, ridimensionare, neutralizzare la paura, la preoccupazione, l'angoscia, la rabbia, il risentimento... I consigli possono essere pericolosi perché l'altro può smettere la sua ricerca interiore, può fidarsi del tuo consiglio e non cercare più.

         Pensi alla battuta ironica, al consiglio magico, esageri o sminuisci...L'interlocutore può sentirsi giudicato condannato.

         Il buon aiutante indossa i panni di chi non ha facili risposte, rimanda l'aiutando al dialogo calmo e sereno con la sua coscienza:

                                   Fà amicizia con l'anima.

      L'anima dimora nascosta in te e tu maturi nell'attesa di un contatto più profondo con lei.

VIVI RICONCILIATO

 

 

         É eroico chiamare odio per nome, riconoscerlo nelle piccole gocce di gelosia, invidia, aggressività, superiorità giudicatoria, broncio, vittimismo, mormorazione, calunnia.

         Odio genera odio; suggestiona, ipnotizza, assatana, uccide a piccole dosi.

         Cerchi strategie, maschere, ragioni per autogiustificarti, autoassolverti, vuoi avere ragione!

         Nell'ansia di vincere ti irrigidisci, aggredisci, perdi il governo della situazione, cadi nelle buche detonanti lasciando ad altri l'iniziativa di farti reagire.

         Deleghi ad altri la facoltà di farti arrabbiare.. Invece sei tu che metti i confini alle parole, sei tu responsabile della tua armonia.

 

Come disattivare i meccanismi dell'odio e vivere la riconciliazione?

Come de-costruire il nemico dentro i pensieri della mente?

 

         L'odio ti fa vedere la parte peggiore dell'altro; tu crei l'interpretazione peggiore dell'altro, ti auto ipnotizzi, accumuli rabbia, vivi nella tristezza , inquini l'ambiente.

         L'amarezza consuma energia fisica, psichica, spirituale.

 

La vita ti restituisce quanto dai; l'altro è specchio per te.

Tu hai un solo nemico da temere: te stesso.

         Solo i pensieri interni contaminano l'uomo.

La realtà è quello che è... pensieri positivi creano realtà positive, comunicare odio o amore dipende da te.

         Non siamo disturbati dalla realtà, ma dall'idea che ci facciamo sulla realtà.


 

TAIZÉ = VIVI RICONCILIATO!

 

 

         Perché temi?

 

         Ovunque tu sia sulla terra, tu puoi percepire la misteriosa Presenza, che è nel tuo cuore.

         Tu puoi intuire anche in modo fuggevole la silenziosa attesa di una presenza che è dentro di te nella casa del cuore. Anche quando tu non cerchi, il Maestro interiore continua ad esserci:

         "Gesù Cristo, luce interiore, non lasciare che le tenebre mi parlino...donami il tuo amore".

         Nel 1940 a Taizè, piccolo paese in collina a 10 chilometri da Cluny- Nord di Lyon- frére Roger Schultz iniziò in solitudine una comunità monastica per educare alla ri-conciliazione e all' ecumenismo cioè alla riconciliazione tra le Chiese cristiane divise e tra le grandi tradizioni religiose del mondo.

         Frére Roger propone a tutti il pellegrinaggio di fiducia sulla terra per passare dall'ostilità all'ospitalità, dalla contrapposizione alla comunione, dalla divergenza alla convergenza.

         Il cuore del suo messaggio è scritto all’entrata del villaggio di Taizé:

 

Rinconciliatevi:

                            il marito con la sposa

                            il padre con il figlio

                            colui che crede con colui che non è capace di credere

                            l'abitante e il suo vicino di strada.

 

         Il manifesto di Taizè indica le tipiche forme di riconciliazione: tra sposi; tra genitori e figli; tra chi crede e chi crede di non credere; tra vicini di casa, dove spesso sorgono problemi di comunicazione.

 

         Senza riconciliazione non c'è futuro.

 

         La proposta Taizè punta diritto sulla riforma del cuore attraverso la preghiera, il silenzio e lo studio del Vangelo.

 

         Noi coltiviamo il gruppo di preghiera ecumenica che s'incontra al venerdì sera nella taverna, usiamo le icone cioè i volti grandi di Gesù, di Maria, di qualche santo, di qualche persona che ci ispira.

         Accendiamo le lampade, simbolo della mente che cerca la luce interiore.

Ci sediamo sul tappeto uno accanto all'altro, acquietando il corpo, i sensi, la mente. Nella penombra ci concentriamo nelle icone che creano presenza, sono finestre aperte sul mistero.

 

Facciamo canti di poche parole con melodie belle, ripetiamo a lungo il canto perché porti dentro l'armonia.

         Lunghi silenzi.

         Leggiamo brevi frasi di Gesù, meditiamo e comunichiamo le illuminazioni ricevute passandoci la lampada; costruiamo preghiere di intercessione a partire dalle esperienze vissute durante la settimana.

L’azione ispira la preghiera e la preghiera ispira l’azione.

         A volte poggiamo la testa sulla icona di Gesù per deporre il fardello delle fatiche, delle prove nostre e degli amici: è un segno di grande condivisione spirituale.

 

         Il verbo ri-con-ciliare è formato da tre elementi grammaticali:

                                                        ri      reitera, ripete o continua;

                                                        con   significa collegamento-partecipazione;

                                                        cilio è la forma intensiva del verbo chiamo;

         perciò si può tradurre il senso letterale della parola riconciliazione così:

 

continuare a chiamare insieme.

 

         “Separare” è una strada larga, “conciliare” è una vittoria coraggiosa, è il mondo nuovo.

Gruppo Taizé

CAPITOLO IV

Figura : Icona di Rublov.

 

 

 

 

GESÙ: Volto di Dio

 

 

Dio sparge in ogni cultura i semi dell’unica verità.

Gesù, verbo di Dio, fatto persona, è il compimento, la pienezza, la risposta chiara, l’approdo definitivo per l’uomo che cerca la scienza che aiuta a vivere rettamente.

Gesù è luce di ogni uomo che viene in questo mondo, egli rivela l’uomo all’uomo, gli rende nota la sua altissima dignità, i grandi valori; egli è la SAPIENZA vera, che aiuta a vivere rettamente.

Dovunque tu sia sulla terra, tu puoi percepire, intuire, incontrare, una misteriosa presenza.

Anche quando tu non cerchi il Maestro interiore continua ad esserci e ti cerca, “non lasciare che le tenebre ti parlino” accogli la luce di Gesù: VOLTO di DIO.

 


 

 

        Il libro più amato dai cristiani della Russia: “Il pellegrino russo” racconta di un contadino che sente leggere dalla Bibbia: “Pregate continuamente, ringraziate Dio in ogni circostanza” (1 Ter 5,16). Come vivere questo messaggio?

        Egli mette la bibbia e una pagnotta di pane nello zaino e va pellegrinando da un monaco all’altro per avere consiglio. Dio ultimo trova un monaco sconosciuto, fuori dal giro delle grandi figure. Questo monaco gli insegna la preghiera del respiro, la preghiera dei battiti del cuore. Su quei ritmi poteva dire: “Signore, figlio del Dio vivo, abbi pietà di me peccatore!”

Quel monaco gli dice: “durante il giorno ripeti incessantemente l’invocazione del nome e quando il sonno chiude i tuoi occhi, affida al cuore il compito di continuare e quando al mattino la luce santa aprirà i tuoi occhi, riprendi  la preghiera che il cuore ha recitata per te durante la notte. Dopo la fatica dell’inizio, l’abitudine alla invocazione incessante del nome ti farà una grande compagnia, così la tua preghiera sarà incessante.

         Anche tu sii rigorosamente consapevole del Maestro interiore con la preghiera del cuore, dei respiri e con l’invocazione del Nome. Continuamente tu fai esperienza del verbo-pensiero di Dio nei tuoi pensieri, che cercano luce.

 

 


GESÙ Maestro delle beatitudini

 

        Tu porti nel cuore la nostalgia di una vita bella generosa, piena e senti il disagio di una vita malcontente, inquieta, vuota.

        Gesù ti viene incontro, non si ferma alle strutture sociali neppure ai sentimenti psicologici ma entra nella casa del cuore per offrirti la vita nuova.

        Il discorso delle beatitudini presenta la carta costituzionale, il codice, l’immagine di uomo nuovo che continuamente Gesù ti chiama diventare “Beato”  è una qualità da conquistare con determinazione e costanza: Tu sarai “beato” cioè sereno, contento se cerchi di essere povero nello spirito, mite, giusto misericordioso, puro nel cuore, costruttore di pace.

 

POVERO nello SPIRITO è colui che si fa vuoto per accogliere.

Tu puoi immaginare l’uomo superbo coi pugni chiusi per stringere le sue ragioni, ambizioni, possessi; invece l’umile apre le mani per ricevere e dare amore.

“Umile” fa pensare a Humus il terriccio fertile, che nutre la vegetazione.

 

MITE è colui che governa i nervi e si difende dalla collere, dall’ira, dalla violenza:

 

        Anche tu diventa servo di Jahvé, che non alza la voce, non grida non spezza la canna incrinata non spegne il lucignolo dall’esile fiamma.

        Non degradarti al punto di odiare: tu puoi scoprire che l’amore disarmato è l’arma più potente del mondo. (L. King). La non violenza cioè il rispetto per la vita, è antica come le montagne” (Gandhi).

 

 

 

GESÙ, VOLTO DI DIO

 

Gesù risorto,

Maestro interiore,

Presenza continua dentro di me,

Amore di ogni amore, tu educhi il mio cuore.

Quel Dio che io cerco a tentoni in tutto ciò che è vero, buono, bello, si manifesta in maniera umana, completa, definitiva in te.

 


TU SEI IL VOLTO DI DIO

 

che mi viene incontro e si fa vicino.

Tu sei il senso della vita che io cerco.

Tu sei il grande TU con cui io mi confronto.

Tu sei la grande pace verso cui io aspiro.

Da chi altri andrò?

Tu hai parole che danno vita all’anima.

 

 

 

        Giusto è colui che non fa preferenze; non aggredisce o subisce; non fa i giochi della superiorità - inferiorità ma cera la giusta misura. “Se ti paragoni agli altri puoi diventare vanitoso e aspro, c’è sempre chi è più bravo o meno bravo; invece accogli ognuno come unico, nel suo diritto a essere quello che è.

        Misericordioso è colui che tutto crede spera sopporta, regala a sè la gioia coraggiosa del perdono. La migliore vendetta è il perdono; se ti vendichi moltiplichi il male, ti fa male. Perciò coltiva un cuore buono e sereno, che nessuna ingratitudine chiude, nessuna indifferenza manca.

        Puro di cuore è colui che si libera dall’egoismo delle passioni disordinate, rispetta il corpo e i sentimenti in sè negli altri. La concapiscenza ti trascina a essere arido falso e triste, la purezza del cuore di aiuta ad amare con sincerità.

        Costruttore di pace è colui che non contrappone ma concilia; comunica in maniera sana, serena, positiva; cerca ciò che unisce, valorizza le interpretazioni migliori.

        Evita lo schieramento: vincitori e vinti.

        Ricorda le diversità. La stella del suo orientamento è fare comunione con tutti con tutto con tutte le risorse.

 

Ti proponiamo un foglio-messaggio da memorizzare, da esporre sulla parete, da regalare.


 

DISCORSO delle BEATITUDINI

        GESÙ INAUGURA LA NUOVA UMANITÀ

 

1. BEATI I POVERI nello SPIRITO, ESSI SONO ACCOGLIENTI, UMILI e MOSTRANO il REGNO di DIO.

2. BEATI I MITI, NON VIOLENTI, ESSI CONQUISTANO il CUORE degli ALTRI.

3. BEATI quelli che hanno fame e sete

di essere GIUSTI, DIO LI ASCOLTA.

4. BEATI I MISERICORDIOSI,

ESSI SEMINANO MISERICORDIA.

5. BEATI I PURI di CUORE,

ESSI AMANO CON SINCERITÀ.

6. BEATI I COSTRUTTORI DI PACE,

ESSI FANNO FIORIRE la VERA UMANITÀ.

 

SIATE COME IL SALE, CHE DÀ SAPORE!

SIATE COME IL SOLE, CHE DÀ LUCE!

FATE SPLENDERE LA VOSTRA LUCE, E CHI VI GUARDA DARÀ GLORIA A DIO PADRE INSIEME A VOI.

(Matteo c.5)

 

 

         Povera nello spirito è la persona umile che si fa vuota per accogliere. Umile fa pensare a Humus: il territorio fertile che dà vita alla vegetazione, da questa parola viene uomo , colui che è generato dalla terra, come a dire, riconosciti creatura, celebra la maestà di Dio che ti dà la grazia di vivere; tutto è dono.

         Abbiamo scelto la icona di Gesù dipinta dal monaco Rublov per aiutare gli occhi a concentrarsi e per facilitare la fantasia a costruire la presenza di Gesù. Icona è il volto grande di Gesù che ti viene incontro; tu guardi e chiudi gli occhi a intermittenze sempre più lunghe fino ad avvertire che l' icona esterna non esiste più perché ha lasciato il posto all' icona di Gesù maestro interiore dentro di te.

Inoltre abbiamo composto questo messaggio:

         L'augurio è che anche tu ti costruisca la icona, incolli dietro questo messaggio e porti religiosamente con te la presenza viva di Gesù nei sentieri della vita, con l'aiuto semplice ed efficace di queste proposte.


 

GESÙ, MAESTRO DELLE BEATITUDINI

aiutami a vivere il messaggio della nuova umanità.

 

 

        Gesù risorto, luce amica, maestro interiore, amore di ogni amore, presenza continua in mezzo a noi. Tu tras-figuri il nostro cuore. Quel Dio che abita nel mistero di luce inaccessibile, quel Dio che cerchiamo a tentoni in tutto ciò che è vero, buono, bello, si manifesta in maniera umana completa e definitiva attraverso di te.

        Tu sei il volto di Dio che ci viene incontro e si fa vicino: EMANU-EL- = Dio con noi. Da che andremo? Tu hai le parole che danno vita all’anima! Mantienici nello spirito delle abitudini, cioè nella semplicità, nella onestà, nella misericordia, nella pace.

        Signore Gesù, mi affido a Te!

 


GESÙ: BUON PASTORE  (Giovanni c. 10)

 

 

         La figura del buon Pastore era abituale ai tempi di Gesù, quando la società era prevalentemente agricola, ma continua ad affascinare. Gesù ci guida con amore.

         Noi abbiamo un immenso bisogno di guida per non essere gettati in un pericoloso vagare.

         Gesù è il vero Pastore dell'umanità che offre la vita per il suo gregge e manifesta l'amore di Dio Padre per tutti noi. Gesù pastore educa noi a essere pastori gli uni gli altri.

                   Il nostro tempo conosce conquiste straordinarie, ma la conquista più grande è capire e vivere l'amore insegnato da Gesù: è un comandamento nuovo.

         All'entrata dell'Eremo di Rocca del Garda è scritto:

 

         Anime create dall'amore e per amore,

         perché non amate l'amore?

         L'amore  non è conosciuto e amato,

         o anime venite ad amare, l'amore!

 

         Per il cristiano l'amore è una persona: è Gesù, volto di Dio e volto dell’uomo; perfetto Dio, perfetto uomo.

" O verbo, o Cristo, come sei bello! Come sei grande! Fà che io ti conosca e ti ami!"     (Chevrier)


ANCHE TU sei PASTORE, PROFETA, SACERDOTE.

 

 

         Possiamo fare amicizia con tre parole, che indicano tre qualità belle; tre impegni da vivere con coraggio.

         Ogni cristiano è PASTORE, PROFETA, SACERDOTE.

         Chissà quali emozioni evocano, quali significati dai, a quali esperienze esistenziali sono associate queste parole importanti... Guarda da vicino il loro volto.

 

PASTORE: è colui che dà il pasto, nutre. Nell'uso simbolico la parola indica        chi prende cura, conduce, guida, anima.

         La qualità di pastore è espressa dalla parola simile, più solenne RE . Noi siamo popolo regale da RE (latino: rem agere), indica lo spirito di iniziativa nell'animare come Cristo pastore.

Qualunque cosa fai all'ultimo uomo, la fai a me... (Mt 25)

Cioè Gesù si immedesima in ogni persona, così grande è la sua dignità.

         Perciò prendi responsabilità.

         Caino dice: "Sono forse io il custode di mio fratello?" (Genesi, 4)

         La risposta bella è: noi siamo custodi, pastori gli uni gli altri, nell'accogliere, valorizzare, amare.

L'altro è mendicante di rispetto e affetto, l'altro è specchio della tua capacità di accogliere; l'altro è volto che chiama, due occhi che ti guardano; l'altro è messaggio, dono, l'altro è Gesù che bussa alla tua porta. Sii Pastore.

 

PROFETA

         Viene dal verbo proferire.

Profeta sei tu quando proferisci , insegni, interpreti gli avvenimenti con le parole di Dio scritte nella Bibbia e suggerite dalla retta coscienza.

         La parola profeta si avvicina alla parola maestro, può essere il genitore, il predicatore, il catechista, ogni persona che dopo aver interiorizzato le parole di Dio le sa tirare fuori dal tesoro del cuore per offrirle agli altri.

         Perciò studia, medita, prega le divine parole, se oggi senti la voce di Dio, non indurire il cuore (Salmo 95); se ti viene la profezia, va sulla strada e annuncia!

         Semina le parole che hai imparato da Dio.

         Beati i piedi di coloro che evangelizzano.

 

SACERDOTE significa che tu puoi dare (dote: dal verbo dare) a Dio le tue cose sacre, cioè le azioni belle.

         Specialmente al mattino tu offri a Dio le azioni della giornata e ti auguri che siano belle.

         Questo è il fondamento di una grande consolazione e speranza.

Se anche la gente ti dimentica, ti disprezza, hai sempre a disposizione l'amore di Dio, che raccoglie ciò che gli offri con intenzione pura e cuore buono.

         Cerca di distinguere la parola sacerdote da presbitero che è il ministro ordinato a far crescere e maturare la qualità sacerdotale comune a tutto il popolo cristiano.

         La parola presbitero deriva dal greco presbis = anziano; presbitero è comparativo di maggioranza e significa più - anziano.

         Di solito gli anziani hanno più saggezza nel governare: nella Chiesa antica descritta da San Paolo, la comunità era animata dai presbiteri cioè dagli anziani.


 

COSCIENZA COMANDAMENTI BEATITUDINI

 

 

La SAPIENZA che ti aiuta a vivere rettamente parte dalla Coscienza che ti educa ad ascoltare nel silenzio e nella pace: è l'esperienza del VERBO di Dio dentro di te.

         La voce di Dio sussurrata nel cuore può essere flebile, incerta, essa diventa forte e sicura nei DIECI COMANDAMENTI dati da Dio a Mosè.

         Essi sono le regole di ogni vera civiltà, essi regolano e liberano, sono come la segnaletica stradale che indirizza e protegge il viaggiatore.

         La ricerca della volontà di Dio arriva al vertice della sua chiarezza nel discorso delle BEATITUDINI (Matteo 5), carta costituzionale del cristiano, codice della umanità nuova.

         Nel cercare la volontà di Dio sta la tua pace; la ricerca del bene, della qualità di vita, della tua perfezione, cresce nel dialogo di questi tre grandi temi:

 

coscienza, comandamenti, beatitudini.

 

 

 

 

COSCIENZA

 

 

Considera il fatto misteriosamente grande della Coscienza :

 

         Che cosa pensa ciò che pensa? di che cosa è fatto il pensiero?

 

         Che cosa parla in ciò che parla? di che cosa è fatta la parola?

 

Quale voce non udibile ti educa a distinguere il vero dal falso, il buono dal cattivo, il bello dal brutto?

 

         Potrai discutere sul modo debole o forte, sano o malato di percepire questa voce, ma non sulla capacità di apprezzare il vero, il buono, il bello e di interrogarsi sui grandi interrogativi esistenziali:

 

Da dove vengo?

Che senso ha la vita?

Dove andrò a finire?

 

        Coscienza, io profondo, tempio, cuore è la totalità più profonda dell'uomo, laddove presente, passato, futuro si radunano come in un nido; laddove senti pulsare la divina Presenza, laddove una Luce amica illumina il tuo cammino, se riesci ad accorgertene.

 

 

         Nel fondo dell'anima il Maestro interiore è sempre a disposizione.

Che cosa saremmo senza il dialogo interiore con la coscienza che si illumina pienamente nel Verbo di Dio fatto uomo?

 

        Non finire mai di dare importanza alla meditazione, al retto pensare, al contatto. Gesù è luce di ogni uomo, che vive in questo mondo, non ci sono confini o preclusioni alla luce del verbo , per mezzo del quale tutto è fatto e nulla sarebbe fatto senza questa fornace di pensiero, che guida i cammini di ogni vita.

        Noi indichiamo il cammino verso Gesù con tre parole-madri, colme di significati profondi:

        coscienza, comandamenti, beatitudini.

La volontà di Dio nasce dalla voce del cuore, si chiarisce nella legge scritta ricevuta da Mosè, raggiunge la chiarezza piena di luce nel programma delle Beatitudini.

Per lontano che tu vada, tu porti dietro i tuoi pensieri, il tuo mondo interiore.

         I sapienti dell’India dicono:

 

Immenso come lo spazio fuori è lo spazio dentro all'anima.

Qui sono i mondi: cielo e terra, sole luna e le stelle

 

Nel fondo dell'anima .Tu entri in sintonia con un oceano di pensiero e lo adoperi nelle infinite combinazioni delle parole.

 

         Divina presenza è sempre a disposizione come l'aria al respiro, continuamente pervade, invade.

         Nel fondo dei pensieri vibra la divina Parola.

         Dal fondo del cuore sgorga il più spirituale dei culti.

         Quando pensi a quando trasformi il pensiero in parole tu fai esperienza del Verbo che illumina ogni uomo che viene in questo mondo.

 

 

        

 

         Nell'intimo della coscienza l'uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale deve obbedire.

         Questa voce lo chiama sempre ad amare, a fare il bene, a fuggire il male...

         L'uomo ha una legge scritta da Dio dentro il cuore; obbedire è la dignità stessa dell'uomo e secondo questa legge egli sarà giudicato.

         La coscienza è il nucleo più segreto, è il tempio dove egli è solo con Dio, la sua voce risuona nell'intimità.

Concilio: Gaudium et Spes n.16

 

         Tu porti il giudizio di Dio dentro i tuoi sentimenti, i tuoi pensieri, le tue azioni. Dio non sta a guardare da fuori per approvare o condannare, il giudizio di Dio è dentro le azioni, nel cuore della vita.

         L'eternità è nelle azioni belle di ogni giorno.

 

Obbedirai alla voce di Dio... la parola di Dio non è nel cielo perché tu dica: chi salirà a prenderla?

Non è al di là del mare perché tu dica: chi riuscirà a raggiungerla?

La parola di Dio è molto vicina a te, abita nel tuo cuore perché tu la metta in pratica.

Deuteronomio 30, 10

 


COMANDAMENTI

 

 

1 - Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all'infuori di me.

(Esodo 20, Deuteronomio 5)

Adora Dio, non costruire idoli: non adorare te fino al disprezzo di Dio e degli altri e di Dio (superbia); non adorare la voglia disordinata di accumulare soldi, sostanze (avarizia); non correre dietro a divertimenti illeciti (droga?), disordini sessuali (lussuria). Quali sono i tuoi idoli? Che cosa ti piace di te? In che cosa ti impegni a migliorare?

 

2 - Non nominare il nome di Dio male: nomina bene i nomi di

Dio, volgiti all'Altissimo con la preghiera. Offri a Dio il giorno che comincia e che finisce. Affidati a Dio con tutte le forze. Egli è la roccia che ti dà sicurezza e riparo.

 

3 - Ricordati di fare festa: porta a Dio i sette giorni, il dono della settimana, la gratuità della vita. Dio è gratuità. Supera l'ansia del fare, donati tempo per abitare coi tuoi pensieri per gustare la grazia della famiglia, dell'amicizia, per dar volto alle cose e lasciarle parlare.

 

4 - Onora il padre e la madre: onora la famiglia. Essa è la scuola di umanità più ricca efficace e duratura. Accogli nella tua famiglia Gesù, maestro delle beatitudini.

 

5 - Non uccidere l'amore verso il prossimo con la gelosia, l'invidia, la superiorità giudicatoria, l'aggressività, il broncio, il vittimismo, la mormorazione, la calunnia. Chi non ama è omicida. L'odio ti fa vedere la parte peggiore dell'altro. Nessuno conosce l'altro se non gli vuole bene. Tu puoi passare dalla rivalità di Caino alla gratuità di Abele.

 

6 - Non commettere atti impuri

Rispetta il corpo e i sentimenti in te e negli altri. Non degradare, avvilire la sessualità all'usa e getta, alla pornografia. Non sciupare l'amore in esperienze disordinate. Che ti fanno diventare arido, falso e triste. La sessualità è un dono per amare. Il puro di cuore ama con sincerità.

 

7 - Non rubare

Non sciupare, non rovinare, non inquinare. Non basta non rubare, bisogna dare rispetto, affetto, solidarietà, volontariato. Medita: lo spreco compromette la vita, vivi sobrio,perché altri possano vivere. La terra ci è data in prestito dai nostri figli. Noi apparteniamo al 20% dell'umanità che consuma l'80% delle risorse.

 

8 - Non dire falsa testimonianza

Non fare il furbo, l'opportunista, il malizioso, l'ingannatore. Non costruire il colpevole, il nemico, il capro espiatorio fuori di te per salvare la faccia. Sii sincero, trasparente. Beato l'uomo giusto, Dio lo ascolterà.. (Isaia 52)

 

9 - Non desiderare la donna d'altri o l'uomo d'altri. I sentimenti vanno e vengono; il cuore corre dietro ad altri amori ma tu hai la volontà di governare, guidare i sentimenti. La preghiera e i sacrifici volontari rafforzano la volontà. L'amore-dono fa fiorire la vita. L'amore tutto crede, tutto spera, tutto sopporta, mai tramonterà.

 

10 - Non desiderare la roba d'altri

Vivi semplice; più sei semplice e più gusti il valore delle cose. Le cose semplici sono anche le più belle. Non lasciarti opprimere dai bisogni ricchi. Non c'è nulla di più libero e indipendente dell'uomo che sa vivere con poco. Fà un uso sobrio, parco, frugale delle preziose energie della vita.


 

Dà volto alla parrocchia.

 

Territorio: terra delle mie radici, come sto radicandomi?

"Sono pellegrino e tu mi accogli; sei pellegrino e io ti accolgo!"

Promuovere la reciproca accoglienza è un grande valore evangelico:

Cerca il volto di Gesù in chi ti vive accanto!

I primi cristiani non avevano chiese-edifici; si radunavano nelle case per leggere la Bibbia, per cantare i salmi, per "spezzare il pane" della solidarietà.

Gesù ha scelto il "pane spezzato" come via della sua presenza reale tra noi.

Anche noi cercheremo di radunarci nelle nostre case per diffondere

il profumo di chiesa.

Veniamo da una tradizione di Chiesa - piramide strutturata, gerarchica.

Sull'onda del Concilio siamo invitati a uscire dal clericalismo protetto per costruire la chiesa della strada, la chiesa del grembiule, la chiesa che fai tu, rischiando la tua credibilità, la tua onorabilità.

Non basta essere credenti, bisogna essere credibili.

 

Nella sua umiltà la parrocchia è una grande scuola di comunione tra persone, famiglie, gruppi, età.

Dònati tempo per frequentare la comunità, dona il volto, incontra i volti, specialmente all'appuntamento della domenica.

Scegli di animare un servizio in proprio OFFRI...IMPEGNO, per dire a te e alla comunità che sai donarti, sai fare qualcosa, anche un piccolo impegno ti apre al cuore della comunità, senza impegno resti ai margini!

Coltiva la comunicazione sana:

Ti viene da incontrare la gente di striscio? Da evitare volti?

Da strappare lo sguardo da un volto indesiderato?

Se anche l'altro non merita sei tu che meriti di liberarti dalla nebbia mentale.

Dietro la nube dei pensieri negativi splende il sole della fiducia!

Soprattutto i genitori sono chiamati al centro della vita parrocchiale.

 

FAI FAMIGLIA CON LA TUA FAMIGLIA.

 FAI COMUNITÀ CON LA TUA COMUNITÀ.

LA TUA FAMIGLIA É DOVE ABITI.

LA TUA COMUNITÀ É DOVE VIVI.

ATTRAVERSO LA FEDELTÀ ALLA TUA PICCOLA TERRA TI EDUCHI AD AMARE

IL GRANDE MONDO

PARROCCHIA : scuola continua di comunione

 

 

                Chiesa è comunione; là c'è Chiesa dove c'è comunione; a casa tua c'è Chiesa se c'è comunione; al posto di lavoro c'è Chiesa se c'è comunione; tra la gente della tua strada c'è Chiesa se c'è comunione.

         Comunione significa: solidarietà, dono di sé, accoglienza dell'altro, aiuto e scambio, convivialità delle differenze, attenzione agli ultimi, cioè ai poveri di affetto, di salute, di assistenza, di voglia di vivere.

         Il libro degli Atti degli Apostoli è il diario dei primi cristiani; essi costruivano piccole comunità nelle loro case a misura di gruppo e praticavano le QUATTRO ASSIDUITÀ: ascolto della Parola di Dio, pratica della comunione, rito della fractio-panis, preghiera.

                   La Chiesa di massa, la Chiesa delle strutture rischia di essere debole se non è innervata dalla rete di cellule, che sono le comunità di vita, relativamente piccole per curare le relazioni tra persone aperte a collaborare con le altre cellule come nella similitudine del Corpo umano, usata da San Paolo.

         I primi cristiani mettevano insieme le loro cose... Spezzavano il pane nelle loro case, erano ben visti dalla gente (Atti 2, 42)

"Fractio panis" è uno stile di vita che caratterizza il cristiano. Tu sei chiamato a spezzare il pane nella solidarietà del servizio, del volontariato, della cultura, della festa. Nel nome di Gesù esercitati ad accogliere chi è diverso. Ogni uomo è una stella, ogni stella ha il suo splendore. accogli ogni persona come l'unica, senza preferenze. Se saluti chi ti saluta, questo è un istinto naturale. Gesù insegna ad andare oltre il gioco instabile dei sentimenti per abitare nella casa amore che tutto crede, spera, sopporta e mai tramonterà. Che cosa chiedi, che cosa offri perché la tua comunità arda? Quel che tu fai agli altri è una goccia, ma è quella goccia che cambia la qualità della tua vita.

         Desideriamo rinnovare la parrocchia attraverso i gruppi di catechismo, della Bibbia, dei giovani, delle coppie amiche, dei vicini di strada, delle domeniche insieme, ecc.

         Mettersi in stato di missione permanente è bello, perché ci tiene aperti alla novità dello Spirito.

         Ogni gruppo è TENDA APERTA ALL'OSPITALITÀ DOVE AVVIENE L'EDUCAZIONE AL DIALOGO.

         Da un incontro all'altro t'impegni a condividere ciò che vivi d'importante. Più sei autobiografico e più sei efficace. Nel gruppo LA PRESA DI PAROLA è una esperienza importante che ti fa sentire accolto, amato, valorizzato.

         Desideriamo promuovere aiuto e scambio tra gruppi e L'ABILITÀ A DARSI SCOPI PER TARGARE I GRUPPI DI FUTURO.

BIBBIA: storia personale

 

 

La Bibbia comincia con le parole grandi:

 

               In principio Dio creò il cielo e la terra;

               la terra era vuota e senza forma;

               lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

               Dio disse: “sia la luce” e la luce fu!

       

        Queste parole si compiono continuamente. Ogni mattina è la creazione del mondo, Dio divide il buio dalla luce e chiama il giorno;

ogni mattina al tocco della luce Dio rinnova il dono della vita.

        Dio è vita di ogni vita; Dio è energia intelligente, potente che guida dall’interno il cammino di ogni essere.

        Il primo libro della Bibbia “GENESI” (= generazione) racconta la bontà del mondo uscito dalle mani di Dio e la tragica irruzione del male a causa del cattivo uso della libertà.

        I primi undici capitoli della Genesi giustificano l’alleanza tra Dio e Abramo (capitolo 12): se c’è un’alleanza, che cosa è andato rovinato in precedenza?

        Questi undici capitoli spiegano la storia del mondo e di ogni persona con due messaggi:

        1 - Il mondo creato da Dio è buono

        2 - L’abuso della libertà scatena il male nel mondo e di questo male ci sono alcuni fatti esemplari, che continuano ad accadere nella storia delle persone e dei popoli.

        La bontà del mondo è una consapevolezza da coltivare incessantemente.

        La bontà del mondo è un grande messaggio di serenità e pace: non sei un masso erratico in un pericoloso vagare, non sei gettato in uno spazio ostile, insensibile alla tua presenza.

        Ma il grande grembo di vita che ti contiene e ti pervade è uno spazio amico:

è la grande casa, che Dio di dona.

“Vivi in questo mondo come a casa di tuo padre”.

 

 

 

GRATUITÀ

 

 

Lo stesso ruscello di vita

che notte e giorno scorre nelle mie vene,

danza in ritmica armonia

coi palpiti maestri

della vita del mondo.

Mi alzai nella notte pensando;

anche nel sonno il respiro procede

il cuore pulsa, il sangue circola

insieme al ritmo dei pianeti orbitanti.

Una folla sterminata di cellule

vibra in tono con le corde dell’arpa

e danza in coro con un’immensa vita.

 


 

ADAMO:   È la passione di dominare “Sarò Dio io stesso!”.

           È il culto di sè fino al disprezzo di Dio.

           È voltare le spalle al progetto di Dio per servire gli idoli del mondo, la tradizione antica chiama “vizi capitoli”.

 

EVA:  “La colpa non è mia…” è del serpente di turno…

           È attribuire, scaricare sugli altri resposabilità, colpe, i mali che fuggi sono in tè.

           Paradossalmente l’avversario che colpevolizzi ti è maestro, ti indica le ombre di te che tu non sopporti dentro di te.

           Considera i mille trucchi, stratagemmi coi quali cerchi di salvare la tua faccia e sporcare quella degli altri.

           A volte neppure ti accorgi, è la mente inconscia, l’istinto di conservazione a fartelo fare. A volte giochi a fare la vittima così è colpa degli altri per le cose spiacevoli che accadono (considera questo comportamento) dentro di te.

 

 

Il mondo è anche segnato dal male; ti puoi ritrovare nelle tipiche esperienze di male, puoi mettere il tuo nome al posto dei nomi, che incontri. Gli esempi riferiti sono uno specchio per conoscerti, guarirti, migliorarti.

 

La tradizione cristiana chiama questa eredità col nome di PECCATO ORIGINALE: è una situazione di debolezza spirituale di inclinazione al male.

Negli episodi ci sono significati profondi, simboli, che spiegano la tua psicologia e manifestano te a te stesso:

Adamo sei tu coi tuoi sogni di grandezza; il serpente che insidia ti ricorda le tentazioni che ti sfidano, il frutto proibito e tutto ciò che ti fa voltare le spalle alla vera dignità a cui Dio ti chiama per rincorrere progetti egoistici; è l’insieme di idoli del mondo.

 

Paradiso è l’esperienza dell’anima che vive in armonia con Dio.

Inferno è l’esperienza dell’anima che rovina la vita, la dignità, l’alleanza con Dio.

 

Prova capirti in questa galleria, di immagini tipiche alle quali ricorrono gli psicologi per aiutare la gente a riconoscere le proprie ombre, e ad addomesticare i propri “nostri interiori” nella speranza di trovare il VOLTO della VERA UMANITÀ:

TU SEI FIGLIO di DIO destinato a vivere in pace con Dio, con te, con la vita che ti circonda.

 

 

EVA:  È la tendenza a dar la colpa ad altri: “la colpa non è mia”… è del serpente di turno. Considera i mille trucchi, stratagemmi coi quali getti negli altri le tue ombre, dai la colpa agli altri. Dentro di te dividi la parte buona dalla cattiva; tieni la parte buona per te, getti la parte cattiva sugli altri, crei il colpevole, il nemico, il capro espiatorio. A volte non ti accorgi, perchè è la mente inconscia a fartelo fare. È comodo impersonare il ruolo della vittima, così sarà sempre colpa degli altri. Invece: Assumi la tua responsabilità!

 

CAINO:     “Sono forse io custode di mio fratello?” L’altro è il volto che interpella, due occhi che ti guardano. L’altro è sguardo che t’implora di non uccidere. L’altro è mendicante che ti chiede rispetto e affetto.

           Perciò non uccidere l’amore verso il prossimo a piccole dosi con l’invidia, la gelosia, la rivalità, l’aggressività, il broncio, la mormorazione, la calunnia. Inferno è non amare.

 

ABELE:     (abel = respiro) è che offre all’Altissimo il grazie della vita, come sacrificio di soave profumo. Anche tu con Abele celebra la gratuità della vita, respira la grazia di essere vivo. Tutta la vita è passare dalla rivalità di Caino alla gratuità di Abele.

              È educare Caino, che è dentro di te a diventare Abele che è dentro di te. È passare dall’inferno dell’odio al paradiso dell’amare. Inoltre Abele è colui che regala amicizia a suo fratello, corre il rischio di lasciarsi tradire dalla gelosia, invidia del fratello.

 

BABELE:  È la comunicazione malata, rotta: non ti capisci! Per coltivare la comunicazione sana racconta i tuoi sentimenti, con verità; cerca di capire l’altro come l’altro capisce se stesso dal suo punto di vista, e coltiva una CONSIDERAZIONE POSITIVA INCONDIZIONATA DELL’ALTRO.

              Ricorda: ogni uomo è una stella; ogni stella ha il suo splendore; accogli ogni persona come dono.

 

DILUVIO: è seppellire, sommergere la coscienza; è annegare la ricerca dei valori, che danno senso alla vita. È vivere dissoluti, dissipati, prodighi. È vuoto esistenziale.

 

NOÈ:    è l’uomo vigilante e pronto ad ascoltare la parola di Dio, che lo chiama a mettersi in salvo da una società corrotta. L’obbedienza a Dio libera dalle schiavitù dei peccati. Converte e rinnova.

              Noè va controcorrente, costruisce il mondo nuovo, l’ARCA.

 

ARCA:       è la società riconciliata, fraterna. “Beato il popolo in cui Dio è Signore”. È il Regno di Dio che si manifesta in Gesù, maestro delle beatitudini. Di che cosa sei disgustato? In che cosa stai impegnandoti a migliorare? Quale arca stai costruendo?

 

 

 

 

 

AVVENTO

 

 

         Nell'arco di un anno i cristiani rivivono l'intera storia della salvezza, che abbraccia tutti gli anni, dalla Generazione del mondo (GENESI) alla fine del mondo (APOCALISSE).

         L'anno liturgico attualizza Gesù atteso = AVVENTO; Gesù che viene, annuncia il Vangelo, patisce, muore, risorge e vive nell'umanità fino alla fine dei tempi.

         L'anno liturgico è il cammino di educazione permanente del cristiano.