PRAISSOLA
Parrocchia
cantiere
aperto
Gabriele Gastaldello
SAN BONIFACIO 2002
Gli
scritti che qui si raccolgono
sono
un compendio di riflessioni,
pensieri
ed esperienze
di
Don Gabriele Gastaldello,
vissute
prima e durante
il
periodo di permanenza
nella
Parrocchia di Praissola
in
San Bonifacio.
La
raccolta è stata curata
dai
membri della Scuola del Villaggio
di
Praissola
e
vuol essere
un
piccolo riconoscimento
per
la vastità
delle
iniziative incoraggiate
da
Gabriele.
Questo
libro fu concepito e redatto
per
la prima volta da Adelfino Nestori,
pittore,
scultore, poeta
nonché
musicista,
ed
è alla sua memoria
che
noi dedichiamo quest’opera.
Ho avuto la grazia di fare il Parroco a
Praissola per tre anni: dal 1994 al 1997. Ho trovato una chiesa nuova e bella:
all'esterno sembra una nave, all'interno sembra una tenda con nervature di
legno, che dalla circonferenza periferica si arrampicano in unità verso il
cielo.
Nave, tenda, sono simboli colmi di significati
profondi.
"Nave"
indica la navigazione della vita, l'apertura ai segni dei tempi, ai valori
umani, al dialogo ecumenico, interreligioso.
Più concretamente "nuovi
mondi" sono le persone con le quali t'impegni ad entrare in comunione.
L'altra immagine è la "tenda" che raccoglie in comunione la gente del
villaggio: tutti i sentieri del mondo si radunano in un villaggio come in un
nido. É un invito a costruire centro, ad inserirti là dove vivi, a mettere
radici nel tuo territorio.
Avevo desiderio di costruire Chiesa con
esperienze semplici, belle, evangeliche. Chiesa è comunione, là c'è chiesa dove
c'è comunione, a casa tua, con vicini, al lavoro, c'è chiesa se c'è comunione.
Abbiamo soffiato sulla parola
"comunione" come sulla legna del focolare, perché la comunità potesse
ardere. Abbiamo costruito messaggi
come questi:
"Ognuno
è Parroco nel proprio sentiero".
"Che
i cento fiori fioriscano!".
"Costruisci comunità, fa’ villaggio cioè ogni abitante di
Praissola trovi lo spazio per dare il meglio di sé".
Siamo diventati osservatori delle
parole: abbiamo cercato il volto delle parole per coltivare comunicazione sana
con parole belle; possiamo parlare della comunione nel cielo della Trinità, ma
quando essa diviene comunicazione nella terra degli uomini capitano rischi,
sbagli ma anche miracoli, infatti comunicare bene dà gioia. Ci siamo messi a
scuola di comunicazione sana e abbiamo deciso di stare in questa scuola per
tutta la vita: non abbiamo mai finito di comunicare in maniera sana, positiva,
fiduciosa, serena.
Gabriele
Gastaldello
Maggio 1998
Questo libro è la testimonianza della
vita di parrocchia che apre il cantiere a tutti i valori che fanno crescere e
maturare le persone, nello spirito del concilio: "Niente di tutto ciò che
è umano è estraneo al discepolo di Cristo".
Dopo aver cercato a lungo abbiamo
scelto il titolo: “Parrocchia: cantiere
aperto”.
La parola parrocchia deriva dal greco parà
= vicino e oikìa = casa, indica
l'arte di vivere vicino, non come gente anonima, ma come popolo che si chiama
per nome; non come individui isolati, ma come persone che vivono in Comunione.
L'immagine-guida Cantiere Aperto è stata scelta tra altri titoli: parrocchia-villaggio; comunione delle
diversità; luogo di riconciliazione; tenda di Abramo; vasto mondo.
In ogni comunità c'è sempre un centro e una periferia; la
parola cantiere aperto è un invito a
quelli che abitano volentieri il centro a "creare posti di lavoro", a
farsi stretti per accogliere, a meritare che altri della periferia entrino nel
"cantiere Chiesa" e facendo qualche esperienza insieme si affezionino
alla vita della comunità.
Ci sono tre sapienti messaggi
ugualmente importanti: Fare, far fare,
lasciar fare!
Cantiere aperto è anche questo libro,
affidato a persone amiche per portarlo a compimento e per continuare a
promuovere ricerca dopo la pubblicazione.
Il libro è un filo di comunicazione con
quanti camminano assieme a questi pensieri, è un fiore indifeso donato a tutte
le persone incontrate.
Ogni capitolo comincia con il
foglio-messaggio più significativo di quel tema.
Il primo capitolo individua i temi
della persona, comincia con il messaggio di S. Serafino di Sarov: Cerca la pace interiore e mille attorno a te
troveranno liberazione.
Il secondo capitolo cerca di meditare i
grandi perché della vita e lo stupore di essere immerso in un grande grembo di
vita che rende possibile la tua piccola vita. Raccoglie i temi dell'esperienza
religiosa e comincia con il messaggio "Dio
è gratuità, dono incessante di esistere...".
Il terzo capitolo presenta i temi delle
relazioni sociali e comincia con il messaggio: Comunicazione sana e malata.
Il quarto capitolo raduna i temi
speciali dell'educazione cristiana: Coscienza, Comandamenti, Beatitudini. Poi
ci sono notazioni che seguono l'anno liturgico in modo flessibile.
Il quinto capitolo raccoglie in un
mazzo di fiori episodi esemplari ricchi di umanità e parole ricche di sapienza.
Comincia con il messaggio: Semina parole
belle.
Il sesto capitolo descrive
l'mmagine-guida "fare villaggio",
che affidiamo al discernimento del lettore come un fiore indifeso.
Questo progetto antico e nuovo è nato
tra le circostanze della pastorale "solita" nella speranza di
allenarci a costruire comunione più grande, e di coinvolgere gli esterni, di valorizzare le risorse
esistenti tra noi.
Promuovere cultura raccogliendo le
occasioni-provocazioni della vita quotidiana è grande esercizio di comunione.
Siamo tutti maestri e scolari gli uni
agli altri alla scuola permanente della vita.
"Fare villaggio" è una
mentalità, uno stile di vita da portarsi dietro ovunque; è uno spazio libero,
creativo, aperto a tutti i sentieri; è una scuola di comunicazione sana del
territorio, un cantiere sempre aperto a tutte le proposte.
Auguriamo alla Comunità Cristiana di
essere credibile, coinvolgente, ecumenica nel costruire Comunione con tutti,
con tutto, con tutte le risorse.
Il grande valore della solidarietà e
sussidiarietà diventa più importante per il cristiano: egli conosce lo stile
della Fractio Panis, che Gesù manda a testimoniare.
"
Ti riconosceranno nello spezzare il pane".
CAPITOLO I
La
vita spirituale personale è la perla preziosa da proteggere, è il tesoro
nascosto da scoprire.
Tu puoi difendere e promuovere la vita
interiore come il capitale più importante: che cosa puoi dare in cambio per il
tuo benessere spirituale?
C'è
chi parla di gente sazia e disperata, di pensiero debole, di "menti senza
casa...", di disaffezione alla vita...
Noi desideriamo andare alle sorgenti dei
grandi valori a incontrare la sapienza che affeziona alla vita e aiuta a vivere
rettamente.
Prenditi
tempo per abitare coi tuoi respiri, coi tuoi pensieri, con le tue azioni.
Trasforma
l'amore di te in devozione per gli altri: è un metodo sicuro di sollievo che
guarisce l'angoscia esistenziale e dà la gioia di vivere.
"Sognavo che la vita fosse gioia;
mi sono svegliato: la vita era
servizio.
Ho servito e nel servizio ho trovato
gioia." (Tagore)
Poiché l'anima di ogni servizio sociale è
la vita interiore, noi abbiamo composto un foglio-messaggio per nutrire la
ricerca spirituale delle persone che cercano significati forti per la loro
vita.
CERCA LA PACE INTERIOREE MILLE INTORNO A TE TROVERANNO
LIBERAZIONE!
Vai sereno: tra la confusione della vita, conserva l'amore al
silenzio e alla pace.
Prenditi tempo per vivere in amicizia con te, perché nessuno è più amico
di te a te stesso. Pensa armoniosamente, perché la vita è quella che i tuoi
pensieri vanno creando. Nonostante il male, cerca di vedere quanto vi è di
buono: celebra la gratuità della vita, respira la grazia di essere vivo. Se ti
paragoni agli altri puoi diventare vanitoso e aspro; c'è sempre chi è più bravo
e meno bravo di te.
Ricorda: " Ogni uomo è una stella; ogni stella ha il suo splendore.
Accogli
ognuno come "unico" nel suo diritto a essere quello che è ".
Vivi in armonia con tutti. Dì la verità con calma e chiarezza e
ascolta. Nessuno è sapiente assoluto. Nessuno è ignorante assoluto. Col dialogo
gli uomini sono maestri e scolari gli uni agli altri alla scuola permanente
della vita. Vivi semplice; non lasciarti opprimere dai bisogni ricchi. Più sei
semplice e più gusti il valore della cose.
Le cose semplici sono anche le più belle.
Non c'è nulla di più libero e indipendente dell'uomo che sa vivere con poco.
Comunque tu lo concepisca, affidati a Dio, pensa bene di Dio,
soltanto lo stupore coglie qualcosa del suo mistero. Dio è il senso della vita
che tu cerchi: è la coscienza con cui tu parli; è il grande "Tu" con
cui ti confronti, è la grande pace verso cui aspiri.
Sii contento, perché Dio viene a te
nel calore del sole,
nell'ossigeno dell'aria, nel ristoro dell'acqua, nel nutrimento della terra, ma
soprattutto nel
VOLTO DELL'UOMO
centro e vertice di quanto esiste sulla
terra, immagine viva di Dio.
Deriva
dal latino ex - ducere , significa
"condurre fuori" le qualità.
Tutta la vita è una continua educazione.
Ognuno desidera camminare verso la
perfezione della sua umanità, desidera esprimere il meglio di sé, il suo
"io migliore".
In
ogni persona c'è un desiderio naturale di perfezione.
Quale sapienza aiuta a guarire i difetti
e a "condurre fuori" le qualità?
Considera
le meditazioni seguenti.
Tu puoi frugare i nascondigli, i
labirinti, i meandri della coscienza, guardare con la lente dell'attenzione e
facendo esercizi di consapevolezza .
Ti
proponiamo qualche percorso.
LIBERI DENTRO
Se hai una buona
comunicazione interiore con te stesso, se
riesci ad ascoltare ciò che avviene nel tuo teatro interiore, riuscirai a
comunicare in maniera sana anche con gli altri.
La
tua guerra interiore genera guerra
nell'ambiente che ti circonda. La tua pace interiore genera pace nell'ambiente che ti circonda.
Perciò: "Cerca la pace interiore e mille attorno a te troveranno
liberazione".
Nel comunicare le due forme più
frequenti di distorsione sono il gioco
delle maschere e la Proiezione.
Maschera è
l'immagine sociale (Look), si costruisce sull'apparenza, su ciò che fa colpo.
Il dramma nasce quando le circostanze
ti strappano la maschera.
Proiezione
è
la tendenza a proiettare fuori di te
ciò che non piace a te, a costruire fuori di te il nemico, che invece è
dentro di te.
Paradossalmente il nemico è ciò che tu non vuoi accettare dentro. Il
nemico è il tuo maestro! È un
principio di sanità fisica, psichica, spirituale riconoscere la tua ombra: cioè i tuoi limiti, peccati, memorie
malate, tendenze al male. Dentro di te c'è l'orgoglio di Adamo, la falsità di
Eva, l'odio di Caino, la incomunicabilità di Babele...ma anche la nostalgia
della comunicazione sana, sincera, trasparente.
Diventa consapevole dei mille trucchi, mille stratagemmi, anche inconsci
con i quali dentro di te dividi la parte buona dalla cattiva: tieni la parte
buona per te e getti quella cattiva sugli altri; costruisci il colpevole, il
nemico, il capro espiatorio.
Specchiati in Eva: la colpa non mia, è del serpente di turno!
Specchiati in Caino; è colpa di Abele, se io non sono valorizzato!
Questa divisione può provocare la
schizofrenia (schizo = spaccare;
frenia = cuore, coscienza). Riconoscere i
peccati è un principio indiscusso di sanità fisica, psichica e spirituale.
Non costruire nemici fuori di te, il vero
nemico da convertire è dentro di te.
Se fai polemica ti riduci a livello di chi ti provoca; se ti vendichi
consegni all'altro il potere sulla tua armonia.
Invece di nutrire odio, ama di
più. L'amore verso chi ti è caro, simpatico può essere egoismo,
ignoranza....Gesù dice: " Se saluti chi ti saluta, se ami chi ti ama, che
cosa fai di straordinario ?"
Perciò:" Considera come il tuo maestro chi
ti critica, ti combatte, ti è nemico , perché ti fa conoscere fino a che
punto resiste la tua capacità di
tolleranza, di rispetto, di amore. Quel
che conta è Amare.
PACE CON I TUOI SENTIMENTI
Dentro di te c'è un mondo ricchissimo
di informazione. Anche quando non hai
informazioni da dire, puoi sempre dire il sentimento, lo stato d'animo che stai
vivendo e così apri la comunicazione. Tu puoi governare i sentimenti per mezzo
della consapevolezza.
Con sana introspezione diventa
consapevole dei sentimenti che stai provando.
Ci sono sentimenti malati da guarire. Ci sono sentimenti sani da
rafforzare. Tu sei responsabile e non altri, dei sentimenti che ti abitano.
Considera questo teatro mentale: La storia del Martello. " Un uomo vuole appendere un quadro, ha il chiodo
ma non il martello. Il vicino ne ha uno, così decide di andare da lui e di
farselo prestare. A questo punto gli sorge un dubbio: e se il mio vicino non me
lo vuole prestare? Già ieri mi ha salutato appena. Forse aveva fretta, ma forse
la fretta era soltanto un pretesto ed egli ce l'ha con me. E perché? Io non gli
ho fatto nulla, è lui che si è messo in testa qualcosa. Se qualcuno mi
chiedesse un utensile, io glielo darei subito. E perché lui no? Come si può
rifiutare al prossimo un così semplice piacere? Gente così rovina l'esistenza
agli altri. E per giunta si immagina che io abbia bisogno di lui, solo perché
possiede un martello. Adesso basta! E così si precipita di là, suona, il vicino
apre e prima ancora che questi abbia il tempo di dire "Buongiorno",
gli grida:" Si tenga pure il suo martello, villano!"
Tu puoi diventare
consapevole dei giochi capricciosi dei sentimenti, che suggestionano,
ipnotizzano, creano malessere.
Puoi cambiare l'oggetto dell'attenzione
(dereflection), puoi sorridere su di te con ironia sana (paradoxical
intention); puoi chiedere alla mente di costruirti sentimenti, immagini,
pensieri, parole belle che ti aiutano a vivere.
Considera alcuni
sentimenti che ti possono tormentare:
GELOSIA
è voglia di possedere o paura di perdere una proprietà di valore. La passione ti spinge a trattenere e
abbindolare nel gioco " cacciatore-preda". Nessuno sceglie di essere
geloso: succede e basta. Chi è disturbato, stressato dalla gelosia aggredisce
fino al sadismo o subisce e si ritira nella livida impotenza. Gelosia è
emozione naturale, è marchio di Caino, fa che non diventi mostro vorace per te
e per chi ami, ma sia una sfida ad un crescente rispetto. Ama tanto da lasciar libero
l'altro. Liberati e libera.
Accetta il fatto
che non puoi possedere un altro essere umano, non è bene piegarlo alle tue
esigenze. RISPETTA L'ALTRO COME LEGITTIMO ALTRO. Amare l'altro significa anche
voler che sia " se stesso ": persona unica, originale, irripetibile.
RISENTIMENTO: emozione stressante,
prolungata, comporta costi fisici ed emotivi pesanti. Ti aggrappi alle tue
ragioni, le guardi con la lente, rimugini, covi ostilità, non riesci a buttar
fuori il passato, blocchi le energie, ti ammali.
Rimedio: metti a fuoco la persona verso
la quale hai risentimento e immagina
che le succedano cose belle.
Visualizza mentre
riceve amore, riconoscimento, doni, qualunque cosa che secondo te renda quella persona bella. Concentrati su immagini-guida
positive.
Quieta
il corpo, allunga il respiro. Immagina il salice che dondola al vento; l'acqua
del ruscello che accarezza i sassi e scorre libera; immagina di dondolare,
cullare te quand'eri bambino.
"Il bambino
nasce molle, l'uomo muore rigido, tutto ciò che è flessibile, appartiene alla
vita, tutto ciò che è rigido appartiene alla morte". (Sapienza cinese)
É PIÙ SAGGIO VIVERE IN ARMONIA, CHE VOLER
AVER RAGIONE.
Sacrifica il
bisogno di voler aver ragione, per vivere in armonia!
Il perdono è un
regalo che fai a te. Prendilo con poesia.
RABBIA: è meglio
esprimerla o reprimerla?
La rabbia è uno
sfogo distruttivo, tu invece consideri distruttiva la repressone della rabbia e
ti autorizzi a esprimere tale emozione.
Invece la "medicina della
consapevolezza" evita i due estremi, della espressione e della
repressione. È meglio guarire la causa che rimediare gli effetti del disastro.
Non è bene lasciare ad altri
l'iniziativa di farti reagire in modo distruttivo.
Prendi le
distanze dai veleni della mente. Tu non
" sei rabbia " così da identificarti, semplicemente " hai
rabbia ".
La mente ti dice: " La rabbia è
vuota, le nuvole passano, il cielo resta!"
Il respiro
è il tuo importante amico: ogni giorno fai circa 22.000 respiri; ascolta la
musica silenziosa dei respiri.
Il respiro ti ricorda che tutto è
gratuità, tutto è fugace.
Porta i tuoi problemi davanti al respiro
e ridimensiona.
Che
cosa sono i tuoi problemi davanti al fatto che respiri?
Respira, sei vivo ! Tutto è meno importante davanti al respiro.
Pacifica,
colma, placa i sentimenti col respiro.
L'inquietudine si riversa sul respiro e
quando sei turbato il respiro non scende ampio all'addome, ma si limita alle
parti alte dei polmoni, ossigena male, aumenta il disagio.
Con
un atto di consapevolezza, tu puoi intervenire sul respiro per renderlo lento,
ritmico, profondo.
Così facendo, tu mandi alla mente il
messaggio che tutto procede bene.
LA MEDICINA DELL' ACQUA
Costruisci
immagini mentali sulle qualità dell'acqua: pulisce, fluidifica, distende,
placa.
È
umile, scorre in basso, non ha forma per adattarsi alle forme degli altri,
invade senza urtare.
Vivi
come l'acqua che scorre, increspandosi appena sui sassi, rocce, radici e scorre
via.
Ascolta
la voce del fiume. Siedi a guardare il fiume, versa i pensieri agitati, aspetta
le soluzioni più armoniose.
Più
sei semplice e più gusti il valore delle cose.
Le cose semplici sono anche le più belle.
Non lasciarti opprimere dai bisogni
ricchi.
Non c'è nulla di più libero e
indipendente
dell'uomo che sa vivere con
poco" (Gandhi)
Avere o essere?
Avere di più o essere migliori?
Il modello dell' AVERE è centrato sulla
brama di possesso, di oggetti, di potere; è centrato sull'egoismo, lo spreco,
l'avidità fino alla violenza. All'opposto, il modello dell' ESSERE è basato
sull'amore, la gioia di condivisione, la gratuità, la creatività.
La grande illusione che il progresso
industriale e tecnologico illimitato portasse la felicità a tutti è ormai
incontestabilmente fallita.
La società attuale è caratterizzata
dall' "Homo consumens"; questo tipo di uomo è vorace, tenta di
compensare il vuoto interiore con consumi continui e sempre crescenti e molti
sono gli esempi chimici di questo meccanismo, costituiti da casi di bulimia, costrizione all'acquisto, alcolismo
come reazione alla depressione e all'ansia.
L'homo
consumens consuma sigarette, liquori, sesso, pellicole cinematografiche,
viaggi e lo stesso fa con istruzione, libri, conferenze, arte. L'uomo appare
attivo, eccitato, ma nel profondo è ansioso, solitario, depresso, annoiato ( la
noia può venire definita come quella forma di depressione cronica che può
essere validamente compensata dal consumo). L'industrialismo del XX secolo ha
dato vita al nuovo tipo psicologico dell'homo consumens soprattutto per ragioni
economiche, cioè la necessità di consumi di massa stimolati e manipolati dalla
pubblicità.
Per l'individuo avido esiste sempre
scarsità, dal momento che egli non ha mai abbastanza, quali che siano i beni di
cui dispone e oltre tutto è invidioso e competitivo nei confronti di chiunque
altro e pertanto, è sostanzialmente isolato e spaventato.
Il bisogno di profitti della grande
industria produttrice di beni di consumo col potere persuasivo dei media e
della pubblicità trasforma l'uomo in un essere vorace, un eterno lattante che
consuma sempre di più e per il quale tutto diviene oggetto di consumo. L'homo consumens vive nell'illusione della
felicità, mentre inconsciamente soffre di noia e passività
da E.
Fromm, AVERE O ESSERE
FÀ SORGERE IL
SOLE
I pensieri vagano in tutte le
direzioni. Guarda al rallentatore. Pratica la sobrietà dei pensieri. Entra nel
paesaggio della mente. Osserva i pensieri che incontri come fossero persone che
vengono a visitarti, fa conoscenza, dialoga, intervista, chiedi che messaggio
ti portano.
Tu stesso puoi chiamare pensieri che ti
danno energia per vivere.
Da quali pensieri decidi di farti
guidare?
Prova a comporre
i pensieri di augurio per la tua vita sull'esempio di questo messaggio dato a
un giovane isolato a lungo dopo un grave incidente:
nessun uomo è
un'isola, ma per apprezzare il continente, bisogna conoscere la solitudine
dell'isola.
La salute è un grande dono, ma per
apprezzarla validamente bisogna essere stati infermi almeno una volta.
Per credere meglio, bisogna sapere cosa vuol dire
non credere.
Per amare con convinzione la luce,
bisogna conoscere che cosa sono le tenebre.
Per gustare il calore dell'amicizia,
bisogna conoscere l'abbandono totale, assoluto, quello che ti ricaccia
nell'angolo più buio della tua esistenza.
Per capire la preghiera bisogna aver
verificato cos'è l'assurdità e la crudeltà di una vita senza preghiera.
Per apprezzare le persone e le cose,
bisogna pensare di essere sul punto di perderle.
Per respirare la grazia di essere vivo,
bisogna provare il brivido di non essere vivo.
Perciò CELEBRA
IL CORAGGIO DI ESISTERE!
ESSI CONQUISTANO IL CUORE DEGLI ALTRI!
Consigli per
comunicare rispetto, armonia, pace; per guadagnarti stima e farti ben volere.
1. Rallenta i movimenti: quando ti senti irrequieto, insicuro,
imbarazzato, teso, confuso...entra in contatto con te, diventa consapevole. Lo
stress stringe, il relax allarga i canali delle energie che scorrono
liberamente e tu le puoi valorizzare nel modo migliore. Rallenta e governati
bene!
2. Contempla i volti: quando gli occhi guizzano irrequieti....
entra in contatto con i tuoi occhi; diventa consapevole. Porta sull'altro uno
sguardo armonioso e quieto. Il rito dello sguardo comunica accoglienza, stima,
fiducia, agio. La presa d'occhi, il contatto oculare coglie la mimica facciale.
Immagina anche di auto-guardarti: come stai tenendo il volto?
3. Parla coi gesti: quando sei agitato le parole accelerano
nervosamente...entra in contatto con le labbra, diventa consapevole. Fermati o
parla solo col fiato. Valorizza il linguaggio del corpo più impegnativo, ma più
ricco, efficace e vero.
4. Allunga il respiro: quando sei stressato il respiro diventa
corto, asmatico, ossigena male...entra in contatto coi polmoni, diventa
consapevole, con-centra, visualizza i polmoni; tira giù il respiro dalle punte
dei polmoni all'addome e produci il massimo di oscillazione tra pieno e vuoto.
5. Abbassa il tono: quando sei teso il tono diventa acuto,
nervoso, il volume cresce...entra in contatto con la colonna d'aria che sale
dalla gola. Diventa consapevole. Scendi dai toni acuti alti che comunicano
stress ai toni gravi bassi che comunicano famigliarità e governo della
situazione.
Continuamente cerca la sapienza che ti
aiuta a vivere rettamente. Preferisci la SAPIENZA
agli onori, alle ricchezze, alla salute, alla bellezza (SAPIENZA 7)
Sapienza deriva da sapore : è ciò che da gusto alla vita.
Tra i 74 libri
della Bibbia c'è il libro della SAPIENZA.
Anche tu puoi chiamare così il quaderno
delle gemme, dove raccogli i pensieri importanti: questo sarà il tuo libro
della sapienza.
Abbiamo costruito messaggi di sapienza,
che vengono dalle prove, dalle provocazioni della vita, sono biografici. In
questi quattro messaggi ci è parso di incontrare
nel fondo del cuore la nobiltà del cielo.
I Messaggio: L'unico angolo al mondo che tu
puoi migliorare è te stesso.
Se
ti metti in testa di cambiare l'altro, provochi comunicazione malata che
inquina te e l'ambiente; ti irrigidisci nella superiorità giudicatoria, ti
autosuggestioni nel voler avere ragione e stai male.
Invece:
cambia te! Qualcosa succederà! Scoprirai che il tuo esempio fa il miracolo di
migliorare l'altro.
II Messaggio: Quello che l'altro fa è il meglio
che può fare.
Non
andare a cercare se è vero; arrischia la fiducia!
Investi nella fiducia: anche se l'altro
non merita la tua considerazione positiva incondizionata, sei tu che ti meriti
di fare un'azione bella, che crea futuro.La fiducia rende bella la vita a te e
a chi ti vive intorno. E poi nobiltà
chiama nobiltà!
III Messaggio: L'altro è tuo maestro,
anche nelle difficoltà che ti crea. L'altro è tuo nemico? Anche il nemico è tuo
maestro! Egli ti insegna fino a che punto riesci a sopportare, conciliare, accogliere.
L'altro
ti offende? Pensa quanto disagio brucia dentro di lui, quindi ancor più, usa compassione verso di lui. Gesù dice:
"Se saluti, se ami chi ti ama, viene da sé, senza sforzo..."
Invece
apriti a un amore più grande che salva situazioni difficili, promuovi la pace.
Le
prove, provocazioni, sono opportunità per crescere e maturare: ti fanno esperto
in umanità.
Ricorda: Siamo tutti maestri e scolari
alla scuola continua della vita.
L' uomo di pace volge tutto al bene.
IV Messaggio: Vita è gratuità : niente
ti è dovuto, tutto è gratis.
La
vita è un corteo di respiri: ogni respiro è un miracolo: che cosa respira in
ciò che respira?
Di che cosa è fatto il respiro?
Potresti
non essere vivo, tu abiti la vita; che cos'altro è più importante del respiro?
Nel simbolo del respiro vivi la gratuità
di tutto.
Se pensi di dover essere accolto, di aver
diritto a riconoscimenti... crei attese che possono essere deluse, invece puoi
dire a te stesso: "Non ho diritto a essere accolto; se sarò accolto questa
è una grazia.
La
gratuità
è una grande sorgente di apprezzamento e di pace.
AMA PER PRIMO !
Alla
radice del tuo modo di comunicare c'è la scelta fra il modello della contrapposizione
e il
modello della comunione.
Questi orientamenti alla sorgente
sembrano vicini, ma poi si separano come i binari che escono dalla stazione di
Milano, contigui all'inizio, poi uno porta a Genova, l'altro a Roma.
Il
modello della contrapposizione : "Io non sono te" ; difendi
l'identità, stabilisci i confini e li
proteggi.
Il
modello della Comunione inizia dall'idea "Io sono te" come a
dire: "Inizio dal condividere la comune umanità, per scoprire
successivamente le diversità che vivrò come risorsa e non come ostacolo."
Il
modello della comunione conduce alla persona di Gesù che offre il più maturo ed
esigente esempio di Amore.
Considera
la collana di parole belle che tu puoi recitare nei tuoi silenziosi pensieri;
che tu puoi usare quando sei minacciato da pensieri negativi, che tu puoi
suggerire come medicina efficace ad altri:
AMA
TUTTI
AMA
PER PRIMO
AMA
SUBITO
AMA
CON GIOIA
SII
UNO CON L'ALTRO
RENDITI
VUOTO PER ACCOGLIERE
AMA
TUTTI: ti protegge dalla preferenze ingiuste. Se desideri avvicinarti al
vero:
CONTEMPLA SENZA PATTEGGIARE.
Il
filosofo B. Spinoza dà questa regola: non ridere, non piangere, non detestare,
ma cerca di capire, di leggere dentro.
Opporre
ciò che ti piace a ciò che non ti piace è una malattia della mente.
Quando
simpatia e antipatia sono assenti la realtà appare. La simpatia pecca per
troppa vicinanza, l'antipatia pecca per troppa lontananza.
La
simpatia può essere più insidiosa, ti sembra buona, invece l'antipatia ti crea
qualche sospetto di coscienza e ti avverte del pericolo.
Con
ugual misura, con equo animo, sii uno con l'altro ,
fatti
vuoto per accogliere.
Tu
puoi essere l'osservatore imparziale di ciò che scorre nel paesaggio della
mente.
A
volte ti sorprendi ad alimentare la solita preferenza, tu puoi suonare la
campana della consapevolezza e chiami parole belle a farti compagnia.
Essere
buono con gli altri è essere buono con te; diventare capace di non rispondere
male, di governare bene un incontro difficile e ti dà gioia:
amare
è saggezza di vita;
Gli
studiosi della comunicazione sana e i sociologi arrivano alla stessa
conclusione:
Amore è il valore più grande del mondo .
L'amore fa fiorire il bello, il positivo che c'è in ogni persona.
Nessuno può pretendere di conoscere un
altro se non gli vuol bene.
(S. Agostino)
Il
pellegrinaggio interiore dalla contrapposizione alla comunione, è una strada
angusta, è renderti vuoto per accogliere.
Come
la canna svuotata diventa flauto e suona armonie per tutti, così anche tu fatti
vuoto per accogliere e cantare l'amore.
Il
vuoto dell'amore ti purifica e fa posto alla pace di Dio.
Facendo del bene agli altri, lo fai a te.
Rendi più piena la tua vita.
Non sbagli mai ad amare.
Tu
puoi migliorare la qualità della vita con l'esercizio del PENSIERO POSITIVO.
Tutti
i comportamenti possono essere raggruppati in tre modelli:
aggressivo
passivo
positivo
" Aggredire" e
"subire" si chiamano a vicenda, si alternano anche nella stessa
persona. Succede che l' individuo passivo emetta comportamenti
"aggressivi" per sentirsi subito dopo colpevole e ritornare alla
passività. Accade che il soggetto non potendo aggredire, subisca e interpreti
la vittima.
I
primi due atteggiamenti, cioè "aggredire", "subire"
generano tensione, frustrazioni, ansia, stress.
Invece
l'atteggiamento positivo ti permette di governare la situazione, di fare il
miglior uso delle energie, di dare il meglio di te per far fiorire la vita.
"Aggredire" o
"subire" significa lasciare ad altri l'iniziativa di rubarti la pace
interiore, invece sei tu che metti i confini alle parole e ai gesti; tu puoi
scegliere parole e gesti positivi.
Ricorda
la fiaba del padre, il figlio e l'asino. La gente del primo villaggio
rimprovera il padre perché non si fa trasportare dall'asino; la gente del
secondo villaggio rimprovera il padre perché non carica con sé anche il figlio;
la gente del terzo villaggio li rimproverano tutti e due perché affaticano
l'asino...
Che fare? Così è nella vita.
Se
tu fai dipendere la tua armonia da quello che gli altri pensano di te, sei uno
sventurato. Invece tu sei responsabile del tuo comportamento. Gli altri sono
soltanto specchio perché tu ti comprenda meglio.
PIACERSI significa scegliere
il modello di comportamento positivo- sereno-assertivo, che produce fiducia
reciproca e comunicazione sana.
Come il tepore della primavera fa
germogliare foglie e fiori dai duri stecchi dell'inverno, così il comportamento
positivo-sereno-assertivo dell'amore, dischiude le qualità. Questo è il
principio della primavera.
Dove
corri? L'armonia è in te! L'ingegneria della felicità abita nel potere del
pensiero positivo.
GRATUITÀ
In
ogni circostanza comincia dalla parte positiva.
Scopri
l'energia del pensiero positivo.
Semina
parole belle.
Esercitati
a fare le prove per assenza, esempio: "Se non fossi sano;
se non avessi i volti dei miei cari, se
non avessi la casa, il cibo, la scuola, il lavoro, la comunità". Potresti
non essere vivo, se vivi è perché Dio versa incessantemente il dono della vita
nelle tue piccole mani.
Anche
le esperienze negative rafforzano quelle positive, così come le tenebre danno
risalto alla luce. Prendi consapevolezza della gratuità.
Un
nonno saggio dice: "Ho sofferto molto, ho imparato molto; ora apprezzo di
più la vita".
Ho imparato una litania che desidero
recitare fino all'ultimo dei miei giorni.
La trascrivo per te:
Adesso
sono malato.
Quando
stavo bene, mi accorgevo che stavo bene?
Adesso
la macchina si è rotta.
Quando
non era rotta mi accorgevo che non lo era?
Adesso
sono vecchio.
Quando
ero giovane, mi accorgevo che lo ero?
Adesso
non ho niente da mangiare.
Quando
mangiavo , mi accorgevo che mangiavo?
Adesso
sono triste.
Quando
ero felice, mi accorgevo di esserlo?
Adesso
il mio letto è vuoto.
Quando
ero con qualcuno (a), me ne accorgevo?
Eccetera,
eccetera. Questa litania può essere recitata anche così:
Adesso
che sto bene, mi accorgo che sto bene?
Adesso
la macchina va, mi accorgo che va?
Adesso
che mangio, mi accorgo che mangio?
Adesso
sono felice, mi accorgo di essere felice?
Adesso
che sono in compagnia con qualcuno mi accorgo del dono che mi fa?
Continua
tu!
La tua mente sta
sempre lavorando, puoi guardare i pensieri che camminano nei sentieri della
mente come fossero persone da intervistare. Quali pensieri ti abitano? Come
scegliere la compagnia di pensieri sapienti?
Tu
pensi che non si possa intervenire nel flusso istintivo dei pensieri, invece il
retto pensare è il grande impegno di tutta la vita.
Tu
puoi conoscere te stesso, capire dove batte il cuore, dove stanno i centri
d'interesse della tua vita, facendo da osservatore esterno ai pensieri randagi
della mente.
Con
la lente della consapevolezza li osservi per conoscere i messaggi positivi o
negativi che portano.
Nella esplorazione del chiaccherìo
mentale, puoi individuare pensieri negativi che intossicano e pensieri positivi
che danno luce e forza; puoi lasciare i primi e rafforzare l'amicizia con i
secondi, puoi chiamare la presenza di pensieri belli che ti aiutano ad amare la
vita. Tu puoi portare la tua mente a casa, tu puoi fare il portinaio dei tuoi
pensieri e lasciare entrare, depositare pensieri positivi.
La meditazione è la grande via per
ricondurre l'uomo alle sorgenti della sua umanità; è crocevia di tante proposte
di vita per riconciliare l'uomo a sè e alla vita: è comunicare con la sapienza
interiore.
È
un'attività profondamente umana non facoltativa, ma necessaria per vivere nelle
luce.
Il
primo consiglio a chi sente la nostalgia di una migliore qualità di vita è
invitarlo a meditare.
C'è
chi pensa che la meditazione sia un esercizio
troppo serio, impegnativo, invece va riscoperta come un'attività bella,
che dà soddisfazione e coraggio alla voglia di vivere.
Tra
i cento metodi tu puoi scegliere quelli che più ti aiutano a fiorire.
Porta
la meditazione al centro della vita, accorgiti dei pensieri che ti abitano: tu
puoi addomesticarli, governarli a tuo vantaggio.
La
compagnia con i tuoi pensieri è un tesoro che nessuno ti può rubare.
"Meditazione" è una parola da
guarire, da guardare nel suo volto bello.
Il
verbo "meditare" rende più
forte il verbo "mediare";
l'analisi della parola indica i mezzi cioè i metodi per raddrizzare i pensieri
della mente, per usare bene il cervello.
La
meditazione va scoperta nelle sue forme semplici, nascenti; può essere così
facile come portare la consapevolezza nel "rosario"
dei respiri.
Talvolta,
vagando nell'insoddisfazione, non sai come avviare una vita nuova: prova con
forme semplici di meditazione che possiamo intitolare così: la pace del lago,
la concentrazione nei respiri...
Ci
sono esercizi che mirano a placare, pulire, lavare, vuotare la mente dal
traffico abituale di sensazioni, memorie, per arrivare al riposo, alla pace
mentale.
Come
il lago allo stato di quiete rispecchia il cielo soprastante, così la mente
quieta rispecchia il cielo interiore: questo è il primo modo di meditare.
Il
secondo modo consiste nel dirigere la lente dell'attenzione in un'azione,
immagine, suono, parola, volto, evento. Per esempio ti concentri nel respiro.
Questi
facili metodi sono la base di ogni altro metodo di meditazione, (Vedi il Rito del Respiro, pag.30/ Ora di Pacificazione, pagg. 145-147)
Ascolta
i respiri, osserva l'intervallo, contempla i respiri.
La parola "respiro" è composta da "re", indica ripetizione di un'azione che continua e "spiro" indica il suono dell'aria che entra ed esce.
La
riflessione scientifica sul respiro educa ad apprezzare il dono della vita:
considera la composizione dell'aria, la funzione biologica dell'ossigeno, che
brucia gli zuccheri per mantenere la temperatura del corpo e produrre energia.
Poi l'ossigeno bruciato porta fuori le tossine per tenere il corpo pulito.
Concentrati
sull'aria fresca che entra dalle narici, accompagna il ruscello d'aria, il
cammino dei respiri, vivi il contatto con consapevolezza.
La musica incessante dei respiri continua
il suo ritmo 24000 volte al giorno.
Ogni respiro è sempre nuovo rispetto al
precedente, non si ripete mai.
La vita è quella che i tuoi pensieri
vanno creando. La tua vita è specchio dei tuoi pensieri: se sei triste
significa che stai raccontandoti pensieri tristi; se sei sereno significa che
stai raccontandoti pensieri sereni.
Nessuno
è più amico se non tu a te stesso, quando scegli la compagnia di pensieri
positivi. Se ti senti agitato, attendi con fiducia che l'alta marea si plachi
perché nella calma tu possa ritrovare il tuo volto migliore.
Chiama
i pensieri migliori a farti compagnia! Ecco alcuni pensieri:
Ogni giorno è un nuovo giorno che non si
ripeterà mai.
Ogni giorno è il primo giorno del resto
della tua vita.
Tu percorri solo una volta la strada
della vita e tutto quello che puoi fare di vero, di buono, di bello e non può
essere rimandato perché da queste parti non passerà più.
"La
vita è un piccolo spazio tra due eternità. La vita è un fiume che scende dalla
pace, dalla purezza, dal silenzio della sorgente, scorre nella pianura della
maturità e sfocia nell'eternità".
La
vita è mistero, cioè una ricchezza che non finisci mai di esplorare,
apprezzare.
Dio
è gratuità; Dio è stupore; Dio è mistero! Assapora il gusto della gratuità,
sveglia la consapevolezza che il mondo è già stato creato e sussiste anche
senza di te perché un Altro lo crea continuamente. Il mondo è una creazione
continua.
Scopri
e inventa significati che ti affezionano alla vita. Tendi l'orecchio alle
piccole cose per avvicinarti al mistero della creazione. Con lo sguardo
illuminato incontra la vita nel filo d'erba, nel profumo dei fiori, nel palpito
del vento, nell'aria leggera, nel raggio di sole, nella trasparenza dell'acqua,
nel chiaro di luna, nello scintillio di stella, ma soprattutto nel volto
dell'uomo e nel suo cuore pulito.
Riscopri l'uso dei cinque sensi,
esercitati a vedere, sentire, gustare, ascoltare, toccare come fosse la prima
volta!
Dà volto alle cose; lasciale parlare.
Sosta senza fretta, placa l'ansia del fare.
Abbandonati alla gratuità del
contemplare.
Ascolta la musica del silenzio, apprendi
il modo nuovo di comunicare.
Và oltre lo schermo dell'abitudine,
riscopri ogni cosa nell'insolita gratuità.
Percepisci in modo nuovo la parentela con
tutto ciò che ti circonda.
Lo stupore apre le porte della
percezione, ti dona uno sguardo illuminato.
NEL CUORE PROFONDO TU SCOPRI IL CIELO!
MONACO: una proposta per tutti!
" Monaco " deriva dal greco
monos = uno; unificante; unificato;
costruttore di unità.
Tu pensi al monaco di professione;
Invece
pensa anche al monaco della vita normale che puoi essere tu. Per diventare monaco non occorre essere speciali ; il monaco abita dentro di te, attende di esprimersi; il monaco
sei tu quando sosti senza fretta, rallenti i movimenti, superi l'ansia del
fare, ti abbandoni alla gratuità del contemplare.
L'uomo ha bisogno di un pezzo di deserto
per ritrovare se stesso, il suo volto migliore.
Perciò:
lascia vivere il monaco che è in te!
MONACO è
COLUI CHE:
Coltiva
l'amore al silenzio e alla pace.
Vive
in unità con sé.
Valorizza
l'energia potente della meditazione.
Pulisce,
lava, vuota la mente dalle negatività.
Cerca
l'amicizia dei pensieri belli.
Abita
in quello che sente, in quello che pensa, in quello che fa.
Sa
vivere in modo semplice, sobrio, frugale; va all'essenziale.
Sa
dare alle sue azioni la bellezza del rito.
Celebra
la gratuità di ogni cosa.
Vive
la maestà del primo Comandamento:
"Adora Dio, non costruire idoli
Affidati a Dio con tutte le forze. Egli
è la roccia
che dà sicurezza e forza"
Il
dialogo con Dio nella casa del cuore è
"la più potente fonte di energia".
Alla
sera, quando torni casa, senti il desiderio di abitare in pace con te. Durante
il giorno sei disperso in tante occupazioni, devi ingoiare rumori, umiliazioni;
la durezza del lavoro ti consuma, ma alla sera puoi radunare i pezzi di te in
unità.
Ti
fai compagnia, ascolti i tuoi respiri, ti pulisci dentro, ti riposi. Puoi
crearti uno spazio speciale, l'angolo del sé ; puoi organizzare esercizi monastici con qualche metodo;
puoi donare tempi speciali per stare con te, per celebrare il rito del
silenzio.
Donati
tempo per respirare, perché il respiro insegna la gratuità.
Donati tempo per pensare, perché la
meditazione è sorgente di saggezza.
Donati tempo per sorridere perché il
sorriso è la musica dell'anima.
Donati tempo per amare, perché la vita è
troppo corta per essere egoista.
I Riti della Vita
Un'antica
sapienza educa a fare di ogni azione un rito, cioè a dare importanza,
significato, qualità a quello che fai.
Fà
che ogni tua azione sia un rito , significa compierla con consapevolezza, con armonia, con bellezza
estetica, con risonanza interiore.
É
una medicina per tante azioni trascurate, meccaniche, insoddisfacenti, compiute
con superficialità.
La
via del rito è una proposta piena di umanità, specialmente le azioni più
importanti che scandiscono il ritmo della giornata, possono essere vissute con
la consapevolezza e bellezza del RITO.
RITO del RESPIRO
Il
respiro
può essere un gesto ordinario, irrilevante, ma quando con l'aiuto della
meditazione il tuo sguardo s'illumina, tu scopri significati profondi, che
nutrono l'anima, tu fai esperienze di pienezza che danno soddisfazione e gioia
alla tua voglia di vivere, fai del
respiro un rito.
Ti
trovi in fondo a un oceano di aria alto venti chilometri sopra di te, l'aria
avvolge la terra come una corteccia .
Che
cosa respira in ciò che respira? Di che cosa è fatto il respiro?
Il
respiro è l'attimo fuggente; il solo di cui puoi disporre, che ti collega
all'eterno.
Il gesto più semplice, scontato, sepolto
nell'abitudine della vita normale, può diventare una esperienza-vertice , un
rito bello, una preghiera intensa.
Tu
puoi fare esperienza di Dio nella gratuità dei tuoi respiri che vanno e
vengono, discendono e salgono, entrano ed escono.
Puoi
immaginare Dio che soffia il respiro della vita dentro il flauto del tuo corpo.
Il fiato colma e vuota il flauto.
Tu Dio, vi zufoli dentro melodie sempre
nuove.
Tu continui a versare il dono della vita
nelle mie piccole mani.
Respiro
muore, respiro nasce; respiro chiama respiro.
Specialmente all'inizio e alla fine del
giorno, sosta senza fretta, ascolta la musica dei respiri e con questa
consapevolezza offri a Dio il grazie della vita:
Ti adoro mio Dio, ti ringrazio.
Ti offro le azioni della giornata,
fa che siano belle!
Potresti
non essere vivo, se vivi è perché abiti la casa della vita:
ogni mattina al tocco della luce Dio ti
rinnova il dono della vita.
Bene-dici
il
giorno che comincia. Questa consapevolezza sia il sole che ti illumini dentro.
Celebra
la gratuità della vita e il dono del tempo.
RITO del MATTINO
Secondo l'antica
tradizione orientale, i tempi più santi del giorno sono il mattino, quando il
sole sorge la sera, quando il sole tramonta.
La
consapevolezza di vivere sotto lo sguardo di Dio-Padre che ti ama è la più
grande sorgente di energia, serenità e coraggio per la vita fisica, psichica e
spirituale.
Nulla ti turbi, nulla ti sgomenti,
tutto passa, Dio non cambia, e se ti affidi a Dio nulla ti manca.
Vivi
la maestà del Primo Comandamento; costruisci l'eternità nelle azioni belle di
ogni giorno.
Al
mattino tu puoi offrire a Dio il grazie della vita e le tue azioni belle con la
preghiera del Ti adoro, aggiungendo i
gesti del corpo.
Tendi le braccia verso il cielo più che puoi: mettiti in
comunicazione con la luce del sole. Allarga le braccia più che puoi per metterti in comunicazione con la terra:
casa di tutti gli uomini. Respira profondamente per metterti in comunicazione
col tuo io e recita:
TI ADORO
del mattino
Ti
adoro mio Dio e ti amo con tutto il cuore.
Ti
ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte
(creata,
fatta cristiana e conservata...)
Ti
offro le azioni della giornata: fa che siano tutte secondo la tua santa volontà
per la tua maggior gloria.
Preservami
dal peccato e da ogni male.
La
tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.
Amen!
TI
ADORO della sera
Ti
adoro mio Dio e ti amo con tutto il cuore.
Ti
ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno
(creata,
fatta cristiana e conservata...)
Perdona
il male che oggi ho commesso; e il bene che ho compiuto, accettalo.
Custodiscimi
nel riposo e liberami dai pericoli.
La
tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.
Amen!
Prima
di andare a letto dedica dieci minuti al silenzio, ascolta la musica dei tuoi
respiri, lascia risuonare le voci della giornata che finisce; prega con quelle
voci. (Vedi anche il Rito dello sguardo,
pag.55)
Salmo 94
VENITE,
salutiamo Dio del mondo
VENITE,
lodiamo Dio, che ci salva
VENITE,
ringraziamo con canti di gioia
DIO è
GRANDE, in suo potere sono
le
profondità della terra
e
le altezze del cielo
DIO ha
creato il cielo e la terra.
VENITE,
adoriamo DIO della vita.
Egli ci ha
creato, a LUI apparteniamo .
Noi siamo
il popolo che egli conduce.
QUANDO SENTITE LA SUA VOCE,
NON INDURITE IL CUORE,
SEGUITE LE SUE VIE, ENTRATE NELLA SUA
PACE.
BENE-DIRE
è
un rito bello, che tutti possono celebrare.
Considera
il volto della parola: c'è il verbo dire
e l'avverbio bene .
BENE-DIRE è parola-madre
che genera fiducia e protegge dalla tentazione di dire-male.
Soprattutto
alla sera puoi BENEDIRE la famiglia
ispirandoti creativamente al foglio-messaggio seguente:
RITO del PASTO
L'affetto
per la famiglia si alimenta in modo speciale a tavola. L'arte educativa
illumina il pasto con messaggi ricchi di umanità.
All'inizio
puoi recitare lentamente questo augurio:
Ricevo come dono gli alimenti
arrivati su questa tavola
attraverso le vie della fatica.
Ringrazio le mani conosciute
e sconosciute
che hanno preparato il cibo per me.
Con la mente e con il cuore
ringrazio Dio
di trovarmi attorno a questa tavola.
La comunione nel cibo
alimenti la comunione nella
vita.
E
sia la pace tra noi.
Il
pasto comune è occasione per raccontare le voci della vita.
La tavola è scuola del villaggio.
Non
delegare alla televisione il compito di riempire i silenzi ma abituati a
raccogliere messaggi per nutrire il dialogo, abituati a tener pronto qualcosa
di bello da comunicare.
Donati
tempo per sorridere perchè il sorriso è la musica dell'anima. È una emozione
positiva che evita contrapposizioni e comunica accoglienza; è medicina per la
salutefisica, psichica e spirituale.
Tra
i tanti tipi di sorriso c'è anche il "sorriso volontario":
tu puoi produrre sorriso con l'impegno
della volontà.
Così l'atteggiamento del corpo comunica
benessere alla mentee achi sta intorno.
Una donna confida:"Quando mi sento
triste vado davanti allo specchio, produco i gesti del sorriso e così attrverso
il sorriso artificiale arrivo al sorriso spontaneo.
Non
è bene scaricare l'umore nero sugli altri, posso nascondere la sofferenza
dentro di me perché il cuore è mio, ma il
volto è degli altri!
Il sorriso facilita la comunicazione
sana. I benefici del sorriso sono indicati in questo messaggio:
VALORE
DEL SORRISO
Un sorriso costa
poco e vale tanto
Arricchisce chi
lo riceve,
non impoverisce
chi lo dona.
Dura un istante
ma il suo ricordo è duraturo.
Nessuno è così
ricco da non poterlo ricevere
nè così povero da
non poterlo donare.
Sorriso contagia
sorriso.
Sorriso
moltiplica sorriso.
Dà sostegno a chi
lavora,
dà ristoro a chi
è stanco,
dà fiducia a chi
è triste.
SORRISO: è un
bene che non puoi comprare,
ma solo donare.
Se incontri chi
non sorride,
SORRIDI TU!
Nessuno ha più
bisogno di sorriso
come colui che
non sa sorridere.
Sorridi, sei
vivo.
BENE-DICI
: RICONOSCI IL BENE
Sii costruttore di bene; semina bene;
Metti bene dove non c'è bene e troverai
bene!
BENE-DICI la casa che ti
ospita, i volti che ti vivono accanto; il cuore che batte, i polmoni che
respirano, gli occhi che vedono, gli orecchi che odono, la mente che pensa.
Vivi
riconciliato.
Costruisci
comunione.
Cerca
Gesù nel volto di chi ti vive accanto.
Viva
la gente della mia strada.
OGNI MATTINA: al tocco della luce Dio ti
rinnova il dono della vita: benedici il giorno che comincia:
Ti adoro mio Dio, ti ringrazio di avermi
donato la vita; ti ringrazio di avermi donato Gesù, luce della mia vita. Ti
offro le azioni della giornata: fa che siano secondo la tua santa volontà, cioè
azioni belle.
OGNI SERA: alza le palme
delle mani al cielo:
Ti adoro mio Dio, ti ringrazio del giorno
che finisce, del bene compiuto, dei volti incontrati, delle parole belle
ascoltate e donate, della salute, del cibo, del lavoro, del riposo.
Dio
grande e misericordioso, visita la nostra casa, tieni lontane le insidie del
male, manda i tuoi angeli a custodirci nella pace, la tua bene-dizione resti
sempre con noi!
Crea
in me o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito fermo, non cacciarmi
lontano dal tuo volto, non mi togliere il tuo spirito di santità.
Dio ci benedica e ci protegga.
Dio faccia splendere il suo volto su di
noi.
Dio ci doni misericordia e ci colmi di
pace.
L'esperienza
religiosa è madre e culmine di ogni altra esperienza.
Con cuore commosso e impaurito ti chiedi:
Chi
sono io sotto questo vasto cielo?
Chi
sono io che poggio i piedi sotto questa antica terra?
Da
dove vengo, dove andrò a finire?
Che
senso ha vivere?
Religione, dal verbo legare, dice che tu sei legato,
collegato, avvolto in un immenso grembo di vita.
Non
sei un frammento isolato in un pericoloso vagare, ma c'è tutto un universo di
vita, che si china su di te, perché tu possa respirare.
Come
potresti vivere se il sole non ti riscaldasse, se l'aria non ti desse respiro,
se l'acqua non ti procurasse gli umori della vita, se la terra non ti nutrisse?
Per
poter vivere hai bisogno di tutta questa solidarietà cosmica.
L'esperienza religiosa è la campana che
sveglia questa consapevolezza; essa è un'esperienza originaria, pervasiva,
ineliminabile, può prendere tante strade quante sono le persone; è difficile da
descrivere, si comunica soprattutto per contagio.
Che
esperienza religiosa stai vivendo e contagiando?
(indichiamo una via nel foglio messaggio
seguente).
Il bene che fai agli altri è l'affitto
che paghi per il posto che occupi sulla Terra.
Incessantemente
tu utilizzi il sole, l'aria, l'acqua, la terra.
Sii
consapevole del loro servizio che ti permette di vivere.
Nella rugiada delle piccole cose il cuore
trova il suo mattino e ti illumina!
Stupisciti
delle cose intorno a te: lo stupore è fonte di conoscenza.
Perché la rosa fiorisce e non si chiede
il perché, né si pavoneggia per colpire il tuo occhio?
I
fiori dei campi fioriscono nella gratuità senza ammirazione per sé.
Gli
uccelli del cielo cantano la gratuità.
Respira la grazia di essere vivo.
Celebra il respiro, lo sguardo, la
parola,
il silenzio, il lavoro, il riposo.
Celebra l'alba, il tramonto,
lo scorrere dei mesi,
delle stagioni...
L'amore alla vita
dà occhi nuovi.
Se
amerai tutte le cose,
scoprirai
in esse la
divina
gratuità;
Dio
è gratuità,
dono
incessante di esistere.
Tutto è dono.
Concediti questo piccolo pensiero sul
foglio messaggio che precede:
Dio
è gratuità, dono incessante di esistere.
Vivere la gratuità è l'atteggiamento
migliore per abitare nel cuore della vita, per apprezzare la vita come dono.
L'intuizione
religiosa si esprime con i riti semplici costruiti con elementi cosmici, che
suonano continuamente sole, aria, acqua, terra.
Questa religiosità nascente ci fa sentire
fratelli universali.
La legge del dono è scritta dentro la
natura stessa:
il sole non custodisce la luce per sé,
l'aria si concede a chi respira,
l'acqua, la terra sono a disposizione di
tutti.
Dalla
gratuità nasce la riconoscenza:
"Il bene che fai è l'affitto che
paghi per il posto che occupi sulla terra..."
Lo stesso ruscello di vita
che
scorre nelle mie vene
danza
in ritmica armonia
coi
palpiti maestosi
della
vita del mondo.
Mi
svegliai nella notte pensando
Anche
nel sonno il respiro pulsa,
il
cuore palpita
insieme al ritmo dei pianeti orbitanti
Miriadi
di cellule
di
questo mio corpo
si
parlano insieme
danzano
nel coro
di
una immensa vita
Al
tocco dell'arpa
del
divino Artista.
Quando
tu cerchi di capire la tua posizione nel mondo, il senso della tua presenza
alla vita tu fai l'esperienza religiosa.
L'esperienza religiosa ci rende fratelli
universali:
sotto il cielo una sola famiglia.
Tutti
respiriamo la stessa aria, beviamo la stessa aria, siamo nutriti dalla stessa
terra; comune è l'origine e la fine di ogni uomo.
Alla
base delle religioni c'è l'anima religiosa
di ogni uomo.
Comunicando
con altri umanesimi guarisci e trovi parentele.
Se
afferro il cuore della tua esperienza religiosa diventi capace di capire
l'esperienza religiosa degli altri.
Più
entri profondamente nella tua esperienza religiosa e meglio capisci
l'esperienza religiosa degli altri.
Comunicando
con altre culture trovi parentele che
ti arricchiscono.
Religione
ha il suo cuore nella ricerca dei valori più grandi e perciò di Dio che è la
sorgente del tuo cercare.
Perché
cerchi senso, ti dirigi verso i valori?
Dio è padre di tutti
sopra tutti
presente in tutti
agisce per mezzo di tutti
educa tutti.
L'esperienza
religiosa è l'anima di ogni cultura, ci sono due modi per viverla:
quello di frate Francesco nel Cantico
delle creature: Dio nella maestà della natura; e il modo di Sant' Agostino: Dio
nella maestà della coscienza.
I
due modi camminano insieme; per temperamento, per cultura, per ambiente tu puoi
trovarti meglio e fare esperienza religiosa con il libro della natura o con il
libro della coscienza.
Considera
queste esperienze religiose:
Dove
andare lontano dal tuo respiro?
tu
hai tenuto le mie membra nel seno di mia madre.
Salmo 139
Quando guardo il
cielo, la luna, le stelle, mi chiedo
chi è l'uomo
perché ti prenda cura di lui?
Salmo 8
Entra in te,
nell' interiorità abita il maestro interiore.
Colui che va fino
in fondo al cuore incontra la nobiltà del cielo.
Man Tze
La fede
nell'intelligente struttura del mondo è il più forte e nobile
sentimento nel
sostenere la ricerca scientifica. Ogni particella di vita
è organizzata,
strutturata, sostenuta da una infinita Intelligenza soggiacente.
A. Einstein
Miracolo di
esserci: Tu sei 56000 miliardi di cellule che si parlano tra loro per rendere
possibile il miracolo della tua vita.
Dio:
nel ritmo del sole;
nel movimento dei cieli;
nel ruscello di vita che scorre nelle
tue vene;
nella gratuità dei tuoi respiri;
nella organizzazione delle tue cellule;
nel dialogo dei tuoi pensieri.
Nulla
è profano, tutto è divino ciò che è visto dal tuo sguardo illuminato.
É
sacro tutto ciò che guardi oltre lo schermo dell' abitudine nella insolita
gratuità.
Il
tuo respiro diventa sacro, quando la mente passa dallo sguardo
superficiale allo sguardo illuminato.
Non è
la realtà che è sacra o profana, ma è il tuo sguardo che la rende sacra o
profana.
Tu
hai più bisogno di motivi per vivere che di pane.
É vita la sofferenza di una vita senza
senso. Scopri, inventa significati positivi che ti aiutino a vivere: ama il
sole, l'aria, l'acqua, la terra; ama il seme che germoglia, la foglia che
spunta, il fiore che profuma, il frutto che matura, ma soprattutto ama l' uomo.
Angoscia è la malattia
della mente che non trova significati per vivere. A differenza degli altri
animali, solo l'uomo può ammalarsi di angoscia, fino al suicidio.
Quando guardo il cielo, opera delle tue
mani, la luna e le stelle che tu hai formato, mi chiedo: chi è l'uomo perché ti
ricordi di lui, il figlio dell'uomo, perché ti prenda cura di lui?
L'esperienza
religiosa ti educa allo stupore commosso e impaurito (tremens,
fascinano), evoca il mistero che pulsa nel cuore della vita; guarisce l'ansia,
ti ambienta: protegge dallo sguardo freddo, calcolatore che si limita
all'utile, educa l' arte di ammirare.
L'esperienza religiosa dà energia fisica,
psichica, spirituale.
(V. Frankl, Alla
ricerca di un significato della vita)
Il volto di tre parole importanti:
Ogni parola ha una storia: è nata, è
cresciuta, è stata usata da tante bocche, può essere stata trasformata e
caricata di significati nuovi e di averne perso altri per la strada.
É
interessante riscoprire il volto delle parole, ritrovare significati
annebbiati, dimenticati.
Anche
le parole hanno un volto da guardare con rispetto.
Usare le parole è un rito divino.
Dio deriva dall'antica cultura
dell'India.
Verso il mille avanti Cristo, gli Ariani hanno scritto i libri VEDA, usando una lingua chiamata Sanscrito.
Dio da Div , significa luce. Da div deriva dies , diorno = giorno.
La parola giorno è un aggettivo che significa illuminato dal sole.
La sapienza vedica usa indovinelli per educare alla
meraviglia.
Che cosa è luce in ciò che è luce?
Di che cosa è fatta la luce?
In questo stupore
è nata la parola DIV, DIO.
Nei libri VEDA c'è questo messaggio:
Dio è quell'
UNO che i sapienti ci hanno insegnato a chiamare con tanti nomi, ma nessun nome
lo contiene, né questo, né quello. Egli è al di là dei nomi e delle forme e da
quell'UNO le parole tornano indietro spaurite.
Anima: Viene dalla
parola del vocabolario sanscrito
atman = io come respiro,
donde atmosfera = insieme dei respiri.
Che cosa respira
in ciò che respira? Di che cosa è fatto il respiro?
Da questo
esercizio di consapevolezza è nata la parola anima.
Per te respirare
può essere un atto biologico scontato, irrilevante, senza importanza. Invece tu
puoi scoprire, inventare significati
belli sul respiro:
fa che ogni respiro sia un rito .
La vita è una
processione di respiri, ogni respiro è un miracolo. Durante il giorno di tanto
in tanto ascolta la musica del respiro che entra ed esce, celebra la gratuità
della vita, respira la grazia di essere vivo.
Nella vita ti possono succedere tante
cose, ma tu puoi sempre rifugiarti nel tuo respiro come un luogo di pace in cui
ridimensioni e plachi le inquietudini: che cosa sono i tuoi problemi davanti al
fatto che respiri?
Il respiro è simbolo dell'io profondo
della tua persona unica, originale, irripetibile.
Dentro di te c'è un mondo ricchissimo
di informazione; passato, presente, futuro si danno appuntamento.
...l'anima dimora
nascosta in te, tu maturi nell'attesa di un contatto più profondo con lei.
Fa amicizia con l'anima...Non puoi
uccidere l'anima, ma la tua persona sì, perdendo l'anima.
L'anima non dipende da te. Dipendi tu
dall'anima e sei sotto la sua tutela se riesci ad accorgertene.
Sinijawskij A.
Nel dialogo
interiore con io pensieri tu fai esperienza del Verbo-luce di ogni uomo che
viene in questo mondo.
Gv
Perciò entra in te, nell'interiorità
dell'anima, incontrerai la divina Presenza, il Maestro interiore.
Guai a essere
tagliati fuori dal dialogo interiore con i propri pensieri.
Religione:dal verbo re-ligare , indica i fili misteriosi
della solidarietà cosmica: Tu sei parte di una immensa vita; non sei
disorganico, erratica in un cieco e pericoloso vagare, non sono gettato in uno
spazio straniero, ostile.
Non sono zingaro sperduto in un
pianeta indifferente, ma una Energia intelligente abbraccia e governa il tuo
piccolo mondo (microcosmo), che si muove dentro un immenso grembo di vita
(macrocosmo); come potrei vivere se il sole non ti scaldasse, se l’aria non ti
desse il respiro, se l’acqua non ti offrisse gli umori della vita, se la terra
non ti sostenesse e nutrisse?
La visione religiosa protegge dallo
sguardo freddo, scientifico, tecnico, guarisce l’ansia, ti ambienta, dà energia
fisica, psichica, spirituale. Comunque tu Lo concepisca, pensa bene di Dio, soltanto lo stupore coglie qualcosa del suo
mistero.
Ama
tutta la creazione!
Ama
i raggi del Sole
Ama
i palpiti dell'aria
Ama
il fluire delle acque
Ama
la terra paziente
che
ti nutre e ti sostiene.
Ama
le piante, gli animali, ogni cosa.
Se
amerai, il tuo sguardo si illuminerà,
scoprirai
il mistero di Dio in ogni cosa.
L'amore
alla vita dà occhi nuovi.
Il
cuore che ama è pieno di fiducia.
Ama
l'uomo con i suoi peccati!
Non aver paura del suo male.
Egli
è l'immagine più alta,
il
culmine dell'amore di Dio
sopra
la terra.
Ama
specialmente i bambini,
Essi
ti vivono accanto
per
purificare e commuovere.
L'amore
è maestro
impara
bene, ama bene.
dà
volto eterno
alle
azioni belle
fatte
con amore
ama
l'amore: DIO è AMORE
MALATA SANA
Parlare con superiorità Dialogare, con parità
Usi parole di
comando : "voglio", con empatia, senza preferenze
"devi",
"bisogna". Usi parole di
consiglio: "Desidero",
Usi aggettivi
assoluti: tutto, niente , "posso suggerire", "si
potrebbe",
sempre, mai.
Esigi come diritto Chiedi
come dono, l'umiltà genera
L'orgoglio genera
solitudine, paura. comunione,
fiducia.
Svalutare
l'altro per apparire Apprezzare
l'altro, così egli ti mostra
Giudichi per
mostrarti vincente. il suo
volto migliore. Nessuno
Cerchi i difetti
per aver ragione, convince
l'altro se non gli vuol bene l'onda che sale toglie a l'onda che L'uomo vede nella misura in
cui ama.
scende. Non
si vede bene che col cuore.
Anticipare
negativamente Anticipare
positivamente
"Non ti
capisco!" significa "non ti Cerca di capire al volo; metti sulle voglio capire". "Conosco i tuoi
limiti, labbra dell'altro
l'interpretazione non ce la
farai...". Sei malcontento? migliore. Semina fiducia,
Arrabbiato?
"Conosci i miei limiti". "conosco
le mie possibilità".
Spartire ragioni e torti: Creare futuro. L'unico angolo del
punti il dito,
accumuli rabbia, vivi mondo che
tu puoi cambiare sei te
nella tristezza,
stai male. stesso;cambia
tu,qualcosa succederà.
Il 90% delle
difficoltà di comunicare Rischia di
persona."Quel che l'altro
derivano dal
voler avere ragione. fa...è il meglio che può fare
"."L'altro
Sacrifica la
voglia: è meglio star ti è
maestro, anche nel male che fa..."
bene, che aver
ragione. Usa parole belle:"Respira, sei
vivo..."
Contrapporre: cogli più facilmente Conciliare:cerca ciò che unisce,
ciò che divide.
Crei il rivale, il calma,
quieta, aggiusta. colpevole, il
capro espiatorio. "IO SONO
TE!" Partecipa alla Caino dice:É
colpa di Abele se io ricerca
comune di una soluzione
non sono
valorizzato. Parteggi, pre- accettabile.
Dalla protesta alla
ferisci. Ti metti
nella logica dei vin-
proposta:"Se protesti significa citori o vinti. Ti
irrigidisci:"Io la che
vuoi fare qualcosa di bello..."
penso così".
"IO NON SONO TE!"
MALATA SANA
Temere il diverso come minaccia, Accogliere il diverso come risorsa.
provocazione,
concorrenza; diventi L'altro è
messaggio per te; l'altro è
autoritario,
rigido e se temi di non volto:due
occhi che ti guardano.
vincere...preferisci
la rivalità alla Guarda negli
occhi: così nasce il
convivialità,
respingi l'ospitalità rispetto
per l'altro. Il volto dell'altro
per liberare
ostilità. chiede
responsabilità.
Nascondere il volto
Mostrare il volto
con il gioco
delle maschere. Racconta
i sentimenti che stai
Usi stratagemmi
anche inconsci vivendo, essi
sono il lievito della
per proiettare
negli altri ciò che è comunicazione.
Comunica con
spiacevole dentro
di te. messaggi semplici,efficaci,
popolari.
Ciò confonde chi
ti è vicino, Regala la
trasparenza, l'autenticità
ma soprattutto,
te. a
te e agli altri.
Aggredire e se non riesci, Dare risposte positive, serene:
fai la vittima,
subisci passivamente. Siedi sul
fiume dei pensieri, aspetta
Ciò crea stress,
paura, risentimento, quello che offre
maggiore armonia.
rifiuto. Sei
aggressivo. Usa
parole belle: accendi la tua
lampada
anzichè maledire le tenebre.
Sii
assertivo.
Non
finire mai di cercare la sapienza che ti aiuta a comunicare rettamente!
Arrischia
la fiducia e pratica la compassione.
La
fiducia rende bella la vita a chi ti sta intorno.
Fà
l’esercizio dell’interpretazione migliore.
Quel
che l’altro fa è il meglio che può fare.
Lo
sguardo positivo contagia positività.
Per
natura l' uomo tende a pensare che la sua cultura sia la migliore, tende a
fissarsi sulle sue tradizioni, a difendersi dal diverso.
Questo
istinto di conservazione che ti fa accettare i simili per cultura e rifiutare,
inferiorizzare, emarginare i diversi, crea diffidenza, paura, ostilità, guerra.
Per natura l'uomo è "etnocentrico",
per cultura può diventare accogliente. L’etnocentrismo provoca autoritarismo,
l’autoritarismo provoca intolleranza, agressività, guerra.
L'individuo
"etnocentrico", cioè
centrato esclusivamente sulla cultura del suo gruppo, si avvicina a persone
diverse senza desiderio di conoscere, confrontare, condividere.
La
paura del diverso spinge a difendersi e per difendersi bisogna diventare
"autoritari"; la debolezza si traduce in aggressività. Il timore della inferiorità provoca la
superiorità giudicativa.
Il
filosofo F.Adorno ha elencato cinque caratteristiche della personalità
autoritaria: è intollerante, insicura (ogni atteggiamento esagerato nasconde il
suo opposto), conformista, rigida, dogmatica.
Se
lasci fare all'istinto, finisci nella comunicazione malata, che ti procura
stress e impoverimento. Ti imbarchi in una catena di situazioni spiacevoli,
stressanti e pericolose; invece se riesci a persuadere la mente ad accogliere,
ti apri all’autoscambio di esperienze-valori.
Saper
accogliere è il mondo nuovo, che conduce alla pace, al reciproco arricchimento
ad accogliere il diverso come risorsa ti fa crescere e maturare.
L'accoglienza
fa fiorire le qualità della gente. Nessuno conosce l'altro se non gli vuol bene
e quando nel tuo cuore c'è amore, ottieni il meglio da ognuno. L'ospitalità
interiore è un dono che fai a te.
L'uomo
non cresce con il simile, ma col dissimile (Aristotele).
La
diversità è diritto, valore, risorsa.
La
diversità non è discutibile; l'altro non è tenuto a giustificare la diversità
davanti a te...
Egli
si rivela per quello che è, non per quello che vuoi che sia; riconoscilo
incondizionatamente per la sua legittima differenza.
Accogli
l'altro come legittimo altro, il suo diritto a essere diverso da te.
Lascialo
essere quello che è.
Riconosciti
diverso, accettati complementare, nessuno è migliore o peggiore di te, è solo
diverso.
In
principio è il rispetto.
In
ogni ambiente c'è un centro e una periferia.
Per leggere la situazione di una comunità
può servire la parabola del padre misericordioso, che aiuta il fratello
maggiore (cioè le persone che occupano il centro) a fare comunione col figlio
minore (cioè con le persone che sono fuori dal giro). Come offrire una
accoglienza credibile?
Quando c'è comunicazione sana tra
centro e periferia l'intera comunità cresce matura; quando c'è antagonismo,
subentra la logica dei vincenti e dei perdenti in cui tutti perdono. Nel
comunicare ci sono due modelli base con tutte le gradazioni intermedie:
antagonismo e comunione.
Ogni
tanto, in un attimo di consapevolezza chiediti:
Che
cosa sto vivendo: antagonismo o comunione? Paura o amore?
A
volte la lotta per la supremazia è nascosta nei labirinti del subconscio,
quindi è più difficile percepire il problema e risolverlo bene.
La
comunità-madre dovrebbe trovare vie di educazione alla pace.
Lasciarci
andare all'antagonismo, alla guerra è una strada larga, educarci all'
accoglienza interiore è una strada stretta che conduce alla civiltà dell'amore,
là dove i cento fiori fioriscono.
Tu stai continuamente comunicando. Non
puoi non comunicare, ma comunicare bene è un'arte che impari osservandoti
dentro e specchiandoti negli altri.
Guarda
negli occhi, così nasce il rispetto per l'altro. L'altro cessa di essere cosa, diventa VOLTO. L'altro viene a te col VOLTO.
L'altro è VOLTO. Volto da
rispettare; volto da accogliere, volto da accarezzare. È impossibile far del
male a una persona guardandola nel volto.
L'anima di una persona è nascosta dentro al
suo sguardo... per questo abbiamo paura di guardarci negli occhi.
Tengo nascosta la parte migliore di me
perché temo che sia disprezzata dagli altri.
(Anna
Frank)
"Perché ho paura di dirti chi
sono? Perché se te lo dico può darsi che non ti piaccia come sono e purtroppo
non ho altro da offrirti!" (John Powell)
Temi
l'inferiorità, la violenza degli istinti, l'isolamento e ti difendi dalle
paure, dalle cicatrici psicologiche, dalle memorie malate con trabocchetti,
maschere, personaggi fittizi, spesso a carattere nevrotico che ti spingono a
camuffarti.
A
nessuno piace vivere nella menzogna, spaccato dentro, l'istinto di
conservazione, ti fa cercare ciò che ti dà ragione fino ad autosuggestionarti,
ipnotizzarti.
Non
mascherare l'espressione del volto, non reprimere i sentimenti, ingannando non
solo gli altri ma anche te stesso, sii autentico, genuino, vero.
Dònati
tempo per raggiungere lo stato di tranquillità
che ti permette di entrare in contatto con la tua saggezza interiore.
Sedendo
in pace con te, chiama per nome i personaggi che recitano nel tuo teatro
mentale e cerca il tuo volto migliore.
Racconta
i sentimenti, essi sono il lievito della comunicazione; essi ti avvertono su
ciò che stai vivendo di importante, ti manifestano la tua verità, prendine
atto.
La
comunicazione sana con te cammina insieme alla comunicazione sana con gli
altri. Nel costruire la tua umanità ricorda le parole importanti di Gesù:
"Se tieni la vita per te la perdi, se doni la
vita per gli altri la salvi"
(Mt.
16).
"É
più grande colui che serve; Dio innalza colui che è umile" (Mt. 23)
L'altro è volto: due occhi che ti guardano. Contemplalo!
É
mendicante di rispetto e affetto: rassicuralo.
É
tuo maestro, impara a capirlo: ascoltalo!
Guarda negli occhi, così nasce il
rispetto per l'altro.
L'educazione
alla pace nasce dallo sguardo reciproco.
Contempla il volto di chi ti parla: lascia
parlare il volto; dona il tuo volto; fà che il tuo sguardo sia un rito, cioè
ricco di calma, consapevolezza, umanità.
Il volto
non si finisce mai di conoscerlo.
OGNI VOLTO É UNICO, ORIGINALE,
IRRIPETIBILE.
Il volto che ti sta davanti è un appello
alla responsabilità: è il volto indifeso di Abele.
Accoglilo.
Non
invadere l'altro con una sguardo irrequieto; prima di portare il tuo sguardo su
un altro, con un attimo di consapevolezza, domandati: "Come sto tenendo il
volto?"
La
presa di occhi, il contatto dello sguardo coglie i sentimenti, perciò unifica
le energie per comunicare fiducia, stima, armonia, agio.
L'anima
di una persona si manifesta nello sguardo.
Autorizza il tuo sguardo a comunicare
fiducia.
Rivolgi la parola: il rito del saluto, lo
sguardo quieto e sereno, la parola bella superano la estraneità e creano il
benessere della relazione.
Sorridi,
il sorriso è la musica dell'anima, comunica fiducia anche se non ti viene
spontaneo, autorizza il tuo volto a produrre un sorriso con un atto di volontà.
Chiama
per nome: il proprio nome è la parola più bella del vocabolario.
Cura
i gesti, essi occupano i nove decimi della comunicazione; portamento,
tono, velocità, mimica facciale.
Mostra
interesse alla storia e alla attese delle persone che incontri.
L'intelligenza abita nell'arte di
intervistare.
Sii
generoso nella lode e prudente nella critica.
Aiuta con gesti concreti: le parole
volano, i gesti restano.
Cerca
soluzioni e non fermarti ai problemi.
Evita
le beghe, perché i punti di vista sono tre: il tuo, quello dell'altro e
quello giusto...bisogna trovarlo.
Al
tutto aggiungi una grande pazienza e una buona dose di buon umore.
TRE QUALITÀ DELLA COMUNICAZIONE SANA
1)
AUTENTICITÀ: Non trincerarti
dietro alle convenzioni sociali, ai ruoli; non restare in superficie, ma
guardati dentro con coraggio, cerca di capirti nella intimità profonda. Nel
comunicare sii te stesso al di là di ogni maschera e recita sociale.
Essere
autentico comporta relazioni così significative, da compensare ampiamente eventuali frustrazioni subite a causa della trasparenza.
2) EMPATIA. Ti dis-lochi dal tuo punto
di vista e ti collochi nell'altro. Cerchi di capire l'altro come egli capisce
se stesso.
Accogli
l'altro nella sua novità, nel suo messaggio, nel suo mistero, ti metti nei suoi panni, cioè nella sua mentalità.
L'altro
è volto: due occhi che ti guardano.
L'altro
è mendicante di rispetto e affetto.
3) ACCETTAZIONE INCONDIZIONATA DELL'ALTRO: va oltre il giorno delle preferenze.
Se ti paragoni agli altri puoi diventare
vanitoso e aspro. C'è sempre chi è più bravo e meno bravo di te.
Ricorda: Ogni
uomo è una stella.
Ogni stella ha il suo
splendore.
Accogli ogni persona come l'unica
nel suo diritto di essere se stessa,
diversa da te.
Non squalificare, ma conferma e convalida il diritto di ognuno ad essere
diverso da te. Vivi la diversità non come minaccia, ma come risorsa.
Diventa una persona che sa creare rapporti, sa valorizzare le persone,
facilita e agevola la comunicazione praticando le tre qualità: autenticità,
empatia, accettazione.
La persona cresce e matura attraverso un clima facilitante basato
sull'abbandono dei ruoli e delle
convenzioni (autenticità); sulla partecipazione affettiva (empatia); sulla
considerazione positiva incondizionata (accettazione).
In
principio è il dialogo: la comunione delle diversità.
Di fronte a una
persona in difficoltà non presentarti come maestro che sa dare consigli, è
meglio sapere ascoltare e molto spesso tacere, è meglio accettare l'altro per
quello che è facendogli semplicemente da
specchio, affinché possa vedersi
e capirsi meglio.
Sì, il primo e fondamentale aiuto da
offrire a chi è confuso, in crisi, alle prese con una decisione importante da
prendere, consiste nel lasciarlo essere quello che è, incerto, arrabbiato,
depresso, triste, combattuto...
Accogli il suo stato d'animo senza
neutralizzare, addolcire la sua situazione.
Mettiti nei suoi panni, guarda la
realtà dal suo punto di vista, cioè entra in empatia.
A volte l'aiutante può essere più
sprovvisto di risposte dell'aiutando stesso.
Tu puoi aiutare con discreti " perché ". L'arte dei " perché " guadagna ascolto,
comprensione, empatia.
Spesso quando ti impegni in una
relazione di aiuto è più quello che ricevi e impari che non quello che sei in
grado di dare.
Puoi ricevere
l'esempio di chi non si accontenta delle banalità quotidiane e
cerca una migliore qualità della vita.
Puoi ricevere l'esempio di chi non
vuole vivere di apparenze, di formalità, ma vuole "capirsi dentro" ed
essere più vero, più genuino, più motivato.
Fare da specchio è un modo di
aiutare poco costoso e poco impegnativo, ma anche poco conosciuto e poco
praticato.
Quando una persona è ferita, confusa,
disturbata, ansiosa, quando dubita del proprio valore, è incerta sulla propria
identità, la compagnia di un'altra persona cortese che ascolta è il dono più
prezioso che uno possa fare ad un altro.
Normalmente pensi che sia più efficace
dare consigli, ridimensionare, neutralizzare la paura, la preoccupazione,
l'angoscia, la rabbia, il risentimento... I consigli possono essere pericolosi
perché l'altro può smettere la sua ricerca interiore, può fidarsi del tuo
consiglio e non cercare più.
Pensi alla battuta ironica, al
consiglio magico, esageri o sminuisci...L'interlocutore può sentirsi giudicato
condannato.
Il buon aiutante indossa i panni di chi
non ha facili risposte, rimanda l'aiutando al dialogo calmo e sereno con la sua
coscienza:
Fà amicizia con l'anima.
L'anima dimora
nascosta in te e tu maturi nell'attesa di un contatto più profondo con lei.
É
eroico chiamare odio per nome,
riconoscerlo nelle piccole gocce di gelosia, invidia, aggressività, superiorità
giudicatoria, broncio, vittimismo, mormorazione, calunnia.
Odio
genera odio; suggestiona, ipnotizza, assatana, uccide a piccole dosi.
Cerchi
strategie, maschere, ragioni per autogiustificarti, autoassolverti, vuoi avere
ragione!
Nell'ansia
di vincere ti irrigidisci, aggredisci, perdi il governo della situazione, cadi
nelle buche detonanti lasciando ad
altri l'iniziativa di farti reagire.
Deleghi
ad altri la facoltà di farti arrabbiare.. Invece sei tu che metti i confini
alle parole, sei tu responsabile della tua armonia.
Come disattivare i meccanismi dell'odio e
vivere la riconciliazione?
Come de-costruire il nemico dentro i
pensieri della mente?
L'odio
ti fa vedere la parte peggiore dell'altro; tu crei l'interpretazione peggiore
dell'altro, ti auto ipnotizzi, accumuli rabbia, vivi nella tristezza , inquini
l'ambiente.
L'amarezza
consuma energia fisica, psichica, spirituale.
La vita ti restituisce quanto dai;
l'altro è specchio per te.
Tu hai un solo nemico da temere: te
stesso.
Solo
i pensieri interni contaminano l'uomo.
La realtà è quello che è... pensieri
positivi creano realtà positive, comunicare odio o amore dipende da te.
Non siamo disturbati dalla realtà, ma
dall'idea che ci facciamo sulla realtà.
Perché
temi?
Ovunque
tu sia sulla terra, tu puoi percepire la misteriosa Presenza, che è nel tuo cuore.
Tu
puoi intuire anche in modo fuggevole la silenziosa attesa di una presenza che è
dentro di te nella casa del cuore. Anche quando tu non cerchi, il Maestro
interiore continua ad esserci:
"Gesù
Cristo, luce interiore, non lasciare che le tenebre mi parlino...donami il tuo
amore".
Nel
1940 a Taizè, piccolo paese in collina a 10 chilometri da Cluny- Nord di Lyon-
frére Roger Schultz iniziò in solitudine una comunità monastica per educare
alla ri-conciliazione e all' ecumenismo cioè alla riconciliazione tra le Chiese
cristiane divise e tra le grandi tradizioni religiose del mondo.
Frére
Roger propone a tutti il pellegrinaggio
di fiducia sulla terra per passare dall'ostilità all'ospitalità, dalla
contrapposizione alla comunione, dalla divergenza alla convergenza.
Il
cuore del suo messaggio è scritto all’entrata del villaggio di Taizé:
Rinconciliatevi:
il marito con la
sposa
il padre con il
figlio
colui che crede con
colui che non è capace di credere
l'abitante e il suo
vicino di strada.
Il
manifesto di Taizè indica le tipiche forme di riconciliazione: tra sposi; tra
genitori e figli; tra chi crede e chi crede di non credere; tra vicini di casa,
dove spesso sorgono problemi di comunicazione.
Senza
riconciliazione non c'è futuro.
La
proposta Taizè punta diritto sulla riforma del cuore attraverso la preghiera,
il silenzio e lo studio del Vangelo.
Noi
coltiviamo il gruppo di preghiera ecumenica che s'incontra al venerdì sera
nella taverna, usiamo le icone cioè i volti grandi di Gesù, di Maria, di
qualche santo, di qualche persona che ci ispira.
Accendiamo
le lampade, simbolo della mente che cerca la luce interiore.
Ci sediamo sul tappeto uno accanto
all'altro, acquietando il corpo, i sensi, la mente. Nella penombra ci
concentriamo nelle icone che creano presenza, sono finestre aperte sul mistero.
Facciamo canti di poche parole con
melodie belle, ripetiamo a lungo il canto perché porti dentro l'armonia.
Lunghi
silenzi.
Leggiamo
brevi frasi di Gesù, meditiamo e comunichiamo le illuminazioni ricevute
passandoci la lampada; costruiamo preghiere di intercessione a partire dalle
esperienze vissute durante la settimana.
L’azione ispira la preghiera e la
preghiera ispira l’azione.
A
volte poggiamo la testa sulla icona di Gesù per deporre il fardello delle
fatiche, delle prove nostre e degli amici: è un segno di grande condivisione
spirituale.
Il
verbo ri-con-ciliare è formato da tre
elementi grammaticali:
ri
reitera, ripete o continua;
con significa collegamento-partecipazione;
cilio
è
la forma intensiva del verbo chiamo;
perciò
si può tradurre il senso letterale della parola riconciliazione così:
continuare a chiamare insieme.
“Separare”
è una strada larga, “conciliare” è una vittoria coraggiosa, è il mondo nuovo.
Dio sparge in
ogni cultura i semi dell’unica verità.
Gesù, verbo di
Dio, fatto persona, è il compimento, la pienezza, la risposta chiara, l’approdo
definitivo per l’uomo che cerca la scienza che aiuta a vivere rettamente.
Gesù è luce di
ogni uomo che viene in questo mondo, egli rivela l’uomo all’uomo, gli rende
nota la sua altissima dignità, i grandi valori; egli è la SAPIENZA vera, che
aiuta a vivere rettamente.
Dovunque tu sia
sulla terra, tu puoi percepire, intuire, incontrare, una misteriosa presenza.
Anche quando tu
non cerchi il Maestro interiore continua ad esserci e ti cerca, “non lasciare
che le tenebre ti parlino” accogli la luce di Gesù: VOLTO di DIO.
Il libro più amato dai cristiani della
Russia: “Il pellegrino russo” racconta di un contadino che sente leggere dalla
Bibbia: “Pregate continuamente, ringraziate Dio in ogni circostanza” (1 Ter
5,16). Come vivere questo messaggio?
Egli mette la bibbia e una pagnotta di
pane nello zaino e va pellegrinando da un monaco all’altro per avere consiglio.
Dio ultimo trova un monaco sconosciuto, fuori dal giro delle grandi figure.
Questo monaco gli insegna la preghiera del respiro, la preghiera dei battiti
del cuore. Su quei ritmi poteva dire: “Signore, figlio del Dio vivo, abbi pietà
di me peccatore!”
Quel monaco gli
dice: “durante il giorno ripeti incessantemente l’invocazione del nome e quando
il sonno chiude i tuoi occhi, affida al cuore il compito di continuare e quando
al mattino la luce santa aprirà i tuoi occhi, riprendi la preghiera che il cuore ha recitata per te
durante la notte. Dopo la fatica dell’inizio, l’abitudine alla invocazione
incessante del nome ti farà una grande compagnia, così la tua preghiera sarà
incessante.
Anche tu sii
rigorosamente consapevole del Maestro interiore con la preghiera del cuore, dei
respiri e con l’invocazione del Nome. Continuamente tu fai esperienza del
verbo-pensiero di Dio nei tuoi pensieri, che cercano luce.
GESÙ Maestro
delle beatitudini
Tu porti nel
cuore la nostalgia di una vita bella generosa, piena e senti il disagio di una
vita malcontente, inquieta, vuota.
Gesù ti viene incontro, non si ferma
alle strutture sociali neppure ai sentimenti psicologici ma entra nella casa
del cuore per offrirti la vita nuova.
Il discorso delle beatitudini presenta
la carta costituzionale, il codice, l’immagine di uomo nuovo che continuamente
Gesù ti chiama diventare “Beato” è una
qualità da conquistare con determinazione e costanza: Tu sarai “beato” cioè
sereno, contento se cerchi di essere povero nello spirito, mite, giusto
misericordioso, puro nel cuore, costruttore di pace.
POVERO nello
SPIRITO è colui che si fa vuoto per accogliere.
Tu puoi
immaginare l’uomo superbo coi pugni chiusi per stringere le sue ragioni,
ambizioni, possessi; invece l’umile apre le mani per ricevere e dare amore.
“Umile” fa
pensare a Humus il terriccio fertile, che nutre la vegetazione.
MITE è colui che
governa i nervi e si difende dalla collere, dall’ira, dalla violenza:
Anche tu diventa servo di Jahvé, che non
alza la voce, non grida non spezza la canna incrinata non spegne il lucignolo
dall’esile fiamma.
Non degradarti al punto di odiare: tu
puoi scoprire che l’amore disarmato è l’arma più potente del mondo. (L. King).
La non violenza cioè il rispetto per la vita, è antica come le montagne”
(Gandhi).
Gesù risorto,
Maestro
interiore,
Presenza continua
dentro di me,
Amore di ogni
amore, tu educhi il mio cuore.
Quel Dio che io
cerco a tentoni in tutto ciò che è vero, buono, bello, si manifesta in maniera
umana, completa, definitiva in te.
che mi viene
incontro e si fa vicino.
Tu sei il senso
della vita che io cerco.
Tu sei il grande TU con
cui io mi confronto.
Tu sei la grande
pace verso cui io aspiro.
Da chi altri
andrò?
Tu hai parole che
danno vita all’anima.
Giusto è colui che non fa
preferenze; non aggredisce o subisce; non fa i giochi della superiorità -
inferiorità ma cera la giusta misura. “Se ti paragoni agli altri puoi diventare
vanitoso e aspro, c’è sempre chi è più bravo o meno bravo; invece accogli
ognuno come unico, nel suo diritto a essere quello che è.
Misericordioso è colui che tutto
crede spera sopporta, regala a sè la gioia coraggiosa del perdono. La migliore
vendetta è il perdono; se ti vendichi moltiplichi il male, ti fa male. Perciò
coltiva un cuore buono e sereno, che nessuna ingratitudine chiude, nessuna
indifferenza manca.
Puro di cuore è colui che si libera
dall’egoismo delle passioni disordinate, rispetta il corpo e i sentimenti in sè
negli altri. La concapiscenza ti trascina a essere arido falso e triste, la
purezza del cuore di aiuta ad amare con sincerità.
Costruttore di pace è colui che non
contrappone ma concilia; comunica in maniera sana, serena, positiva; cerca ciò
che unisce, valorizza le interpretazioni migliori.
Evita lo schieramento: vincitori e
vinti.
Ricorda le diversità. La stella del suo
orientamento è fare comunione con tutti con tutto con tutte le risorse.
Ti proponiamo un foglio-messaggio
da memorizzare, da esporre sulla parete, da regalare.
GESÙ INAUGURA LA NUOVA UMANITÀ
1. BEATI I POVERI
nello SPIRITO, ESSI SONO ACCOGLIENTI, UMILI e MOSTRANO il REGNO di DIO.
2. BEATI I MITI,
NON VIOLENTI, ESSI CONQUISTANO il CUORE degli ALTRI.
3. BEATI quelli che
hanno fame e sete
di essere GIUSTI,
DIO LI ASCOLTA.
4. BEATI I
MISERICORDIOSI,
ESSI SEMINANO
MISERICORDIA.
5. BEATI I PURI di
CUORE,
ESSI AMANO CON
SINCERITÀ.
6. BEATI I
COSTRUTTORI DI PACE,
ESSI FANNO FIORIRE
la VERA UMANITÀ.
SIATE COME IL SALE,
CHE DÀ SAPORE!
SIATE COME IL SOLE,
CHE DÀ LUCE!
FATE SPLENDERE LA
VOSTRA LUCE, E CHI VI GUARDA DARÀ GLORIA A DIO PADRE INSIEME A VOI.
(Matteo
c.5)
Povera nello spirito è la persona
umile che si fa vuota per accogliere. Umile
fa pensare a Humus: il territorio
fertile che dà vita alla vegetazione, da questa parola viene uomo , colui che è generato dalla terra,
come a dire, riconosciti creatura,
celebra la maestà di Dio che ti dà la grazia di vivere; tutto è dono.
Abbiamo scelto la icona di Gesù dipinta
dal monaco Rublov per aiutare gli occhi a concentrarsi e per facilitare la
fantasia a costruire la presenza di Gesù. Icona è il volto grande di Gesù che
ti viene incontro; tu guardi e chiudi gli occhi a intermittenze sempre più
lunghe fino ad avvertire che l' icona esterna non esiste più perché ha lasciato
il posto all' icona di Gesù maestro interiore dentro di te.
Inoltre
abbiamo composto questo messaggio:
L'augurio
è che anche tu ti costruisca la icona, incolli dietro questo messaggio e porti
religiosamente con te la presenza viva di Gesù nei sentieri della vita, con
l'aiuto semplice ed efficace di queste proposte.
GESÙ, MAESTRO
DELLE BEATITUDINI
aiutami a vivere
il messaggio della nuova umanità.
Gesù risorto, luce amica, maestro
interiore, amore di ogni amore, presenza continua in mezzo a noi. Tu tras-figuri
il nostro cuore. Quel Dio che abita nel mistero di luce inaccessibile, quel Dio
che cerchiamo a tentoni in tutto ciò che è vero, buono, bello, si manifesta in
maniera umana completa e definitiva attraverso di te.
Tu sei il volto di Dio che ci viene incontro
e si fa vicino: EMANU-EL- = Dio con noi. Da che andremo? Tu hai le parole che
danno vita all’anima! Mantienici nello spirito delle abitudini, cioè nella
semplicità, nella onestà, nella misericordia, nella pace.
Signore Gesù, mi affido a Te!
GESÙ: BUON PASTORE
(Giovanni c. 10)
La figura del buon Pastore era abituale
ai tempi di Gesù, quando la società era prevalentemente agricola, ma continua
ad affascinare. Gesù ci guida con amore.
Noi abbiamo un immenso bisogno di guida
per non essere gettati in un pericoloso vagare.
Gesù è il vero Pastore dell'umanità che
offre la vita per il suo gregge e manifesta l'amore di Dio Padre per tutti noi.
Gesù pastore educa noi a essere pastori gli uni gli altri.
Il nostro tempo conosce
conquiste straordinarie, ma la conquista più grande è capire e vivere l'amore
insegnato da Gesù: è un comandamento nuovo.
All'entrata dell'Eremo di Rocca del
Garda è scritto:
Anime create dall'amore e per amore,
perché non amate l'amore?
L'amore non è conosciuto e amato,
o anime venite ad amare, l'amore!
Per il cristiano l'amore è una persona:
è Gesù, volto di Dio e volto dell’uomo; perfetto Dio, perfetto uomo.
" O verbo, o
Cristo, come sei bello! Come sei grande! Fà che io ti conosca e ti
ami!" (Chevrier)
ANCHE
TU sei PASTORE, PROFETA, SACERDOTE.
Possiamo
fare amicizia con tre parole, che indicano tre qualità belle; tre impegni da
vivere con coraggio.
Ogni
cristiano è PASTORE, PROFETA, SACERDOTE.
Chissà
quali emozioni evocano, quali significati dai, a quali esperienze esistenziali
sono associate queste parole importanti... Guarda da vicino il loro volto.
PASTORE: è colui che dà
il pasto, nutre. Nell'uso simbolico la parola indica chi prende cura,
conduce, guida, anima.
La
qualità di pastore è espressa dalla
parola simile, più solenne RE . Noi
siamo popolo regale da RE (latino: rem agere), indica lo spirito di
iniziativa nell'animare come Cristo pastore.
Qualunque cosa fai all'ultimo uomo, la
fai a me... (Mt 25)
Cioè Gesù si immedesima in ogni persona,
così grande è la sua dignità.
Perciò
prendi responsabilità.
Caino
dice: "Sono forse io il custode di mio fratello?" (Genesi, 4)
La
risposta bella è: noi siamo custodi,
pastori gli uni gli altri, nell'accogliere, valorizzare, amare.
L'altro
è mendicante di rispetto e affetto, l'altro è specchio della tua capacità di
accogliere; l'altro è volto che chiama, due occhi che ti guardano; l'altro è
messaggio, dono, l'altro è Gesù che bussa alla tua porta. Sii Pastore.
PROFETA
Viene
dal verbo proferire.
Profeta sei tu quando proferisci , insegni, interpreti gli
avvenimenti con le parole di Dio scritte nella Bibbia e suggerite dalla retta
coscienza.
La
parola profeta si avvicina alla
parola maestro, può essere il
genitore, il predicatore, il catechista, ogni persona che dopo aver
interiorizzato le parole di Dio le sa tirare fuori dal tesoro del cuore per
offrirle agli altri.
Perciò
studia, medita, prega le divine parole, se
oggi senti la voce di Dio, non indurire il cuore (Salmo 95); se ti viene la
profezia, va sulla strada e annuncia!
Semina
le parole che hai imparato da Dio.
Beati
i piedi di coloro che evangelizzano.
SACERDOTE significa che tu
puoi dare (dote: dal verbo dare) a
Dio le tue cose sacre, cioè le azioni
belle.
Specialmente
al mattino tu offri a Dio le azioni della giornata e ti auguri che siano belle.
Questo
è il fondamento di una grande consolazione e speranza.
Se anche la gente ti dimentica, ti
disprezza, hai sempre a disposizione l'amore di Dio, che raccoglie ciò che gli
offri con intenzione pura e cuore buono.
Cerca
di distinguere la parola sacerdote da
presbitero che è il ministro ordinato
a far crescere e maturare la qualità sacerdotale
comune a tutto il popolo cristiano.
La
parola presbitero deriva dal greco presbis = anziano; presbitero è comparativo di maggioranza e significa più - anziano.
Di
solito gli anziani hanno più saggezza nel governare: nella Chiesa antica
descritta da San Paolo, la comunità era animata dai presbiteri cioè dagli
anziani.
COSCIENZA COMANDAMENTI BEATITUDINI
La SAPIENZA
che ti aiuta a vivere rettamente parte dalla Coscienza che ti educa ad ascoltare nel silenzio e nella pace: è
l'esperienza del VERBO di Dio dentro di te.
La
voce di Dio sussurrata nel cuore può essere flebile, incerta, essa diventa
forte e sicura nei DIECI COMANDAMENTI dati da Dio a Mosè.
Essi
sono le regole di ogni vera civiltà, essi regolano e liberano, sono come la
segnaletica stradale che indirizza e protegge il viaggiatore.
La
ricerca della volontà di Dio arriva al vertice della sua chiarezza nel discorso
delle BEATITUDINI (Matteo 5), carta costituzionale del cristiano,
codice della umanità nuova.
Nel
cercare la volontà di Dio sta la tua pace; la ricerca del bene, della qualità
di vita, della tua perfezione, cresce nel dialogo di questi tre grandi temi:
coscienza, comandamenti,
beatitudini.
Considera il fatto misteriosamente grande
della Coscienza :
Che
cosa pensa ciò che pensa? di che cosa è fatto il pensiero?
Che
cosa parla in ciò che parla? di che cosa è fatta la parola?
Quale voce non udibile ti educa a
distinguere il vero dal falso, il buono dal cattivo, il bello dal brutto?
Potrai
discutere sul modo debole o forte, sano o malato di percepire questa voce, ma
non sulla capacità di apprezzare il vero, il buono, il bello e di interrogarsi
sui grandi interrogativi esistenziali:
Da
dove vengo?
Che
senso ha la vita?
Dove
andrò a finire?
Coscienza, io profondo, tempio, cuore è la totalità più
profonda dell'uomo, laddove presente, passato, futuro si radunano come in un
nido; laddove senti pulsare la divina Presenza, laddove una Luce amica illumina
il tuo cammino, se riesci ad accorgertene.
Nel
fondo dell'anima il Maestro interiore
è sempre a disposizione.
Che cosa saremmo senza il dialogo
interiore con la coscienza che si illumina pienamente nel Verbo di Dio fatto uomo?
Non finire mai di dare importanza alla
meditazione, al retto pensare, al contatto. Gesù è luce di ogni uomo, che vive
in questo mondo, non ci sono confini o preclusioni alla luce del verbo , per
mezzo del quale tutto è fatto e nulla sarebbe fatto senza questa fornace di
pensiero, che guida i cammini di ogni vita.
Noi indichiamo il cammino verso Gesù con
tre parole-madri, colme di significati profondi:
coscienza, comandamenti, beatitudini.
La volontà di Dio
nasce dalla voce del cuore, si chiarisce nella legge scritta ricevuta da Mosè,
raggiunge la chiarezza piena di luce nel programma delle Beatitudini.
Per lontano che tu vada, tu porti dietro
i tuoi pensieri, il tuo mondo interiore.
I
sapienti dell’India dicono:
Immenso
come lo spazio fuori è lo spazio dentro all'anima.
Qui
sono i mondi: cielo e terra, sole luna e le stelle
Nel
fondo dell'anima .Tu entri in sintonia con un oceano di pensiero e lo adoperi
nelle infinite combinazioni delle parole.
Divina
presenza è sempre a disposizione come l'aria al respiro, continuamente pervade,
invade.
Nel
fondo dei pensieri vibra la divina Parola.
Dal
fondo del cuore sgorga il più spirituale dei culti.
Quando
pensi a quando trasformi il pensiero
in parole tu fai esperienza del Verbo
che illumina ogni uomo che viene in questo mondo.
Nell'intimo della coscienza l'uomo
scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale deve obbedire.
Questa voce lo chiama sempre ad amare,
a fare il bene, a fuggire il male...
L'uomo ha una legge scritta da Dio
dentro il cuore; obbedire è la dignità stessa dell'uomo e secondo questa legge
egli sarà giudicato.
La coscienza è il nucleo più segreto, è
il tempio dove egli è solo con Dio, la sua voce risuona nell'intimità.
Concilio:
Gaudium et Spes n.16
Tu
porti il giudizio di Dio dentro i tuoi sentimenti, i tuoi pensieri, le tue
azioni. Dio non sta a guardare da fuori per approvare o condannare, il giudizio
di Dio è dentro le azioni, nel cuore della vita.
L'eternità
è nelle azioni belle di ogni giorno.
Obbedirai
alla voce di Dio... la parola di Dio non è nel cielo perché tu dica: chi salirà
a prenderla?
Non
è al di là del mare perché tu dica: chi riuscirà a raggiungerla?
La
parola di Dio è molto vicina a te, abita nel tuo cuore perché tu la metta in
pratica.
Deuteronomio
30, 10
COMANDAMENTI
1 - Io sono il Signore Dio tuo, non avrai
altro Dio all'infuori di me.
(Esodo 20, Deuteronomio 5)
Adora Dio, non costruire idoli: non
adorare te fino al disprezzo di Dio e degli altri e di Dio (superbia); non
adorare la voglia disordinata di accumulare soldi, sostanze (avarizia); non
correre dietro a divertimenti illeciti (droga?), disordini sessuali (lussuria).
Quali sono i tuoi idoli? Che cosa ti piace di te? In che cosa ti impegni a
migliorare?
2 - Non nominare il nome di Dio male: nomina bene i
nomi di
Dio, volgiti all'Altissimo con la
preghiera. Offri a Dio il giorno che comincia e che finisce. Affidati a Dio con
tutte le forze. Egli è la roccia che ti dà sicurezza e riparo.
3 - Ricordati di fare festa: porta a Dio i
sette giorni, il dono della settimana, la gratuità della vita. Dio è gratuità.
Supera l'ansia del fare, donati tempo per abitare coi tuoi pensieri per gustare
la grazia della famiglia, dell'amicizia, per dar volto alle cose e lasciarle
parlare.
4 - Onora il padre e la madre: onora la
famiglia. Essa è la scuola di umanità più ricca efficace e duratura. Accogli
nella tua famiglia Gesù, maestro delle beatitudini.
5 - Non uccidere l'amore verso il
prossimo con la gelosia, l'invidia, la superiorità giudicatoria,
l'aggressività, il broncio, il vittimismo, la mormorazione, la calunnia. Chi
non ama è omicida. L'odio ti fa vedere la parte peggiore dell'altro.
Nessuno conosce l'altro se non gli vuole bene. Tu puoi passare dalla rivalità
di Caino alla gratuità di Abele.
6 - Non commettere atti impuri
Rispetta il corpo e i sentimenti in te e
negli altri. Non degradare, avvilire la sessualità all'usa e getta, alla
pornografia. Non sciupare l'amore in esperienze disordinate. Che ti fanno
diventare arido, falso e triste. La sessualità è un dono per amare. Il puro di
cuore ama con sincerità.
7 - Non rubare
Non sciupare, non rovinare, non
inquinare. Non basta non rubare, bisogna dare rispetto, affetto, solidarietà,
volontariato. Medita: lo spreco compromette la vita, vivi sobrio,perché altri
possano vivere. La terra ci è data in prestito dai nostri figli. Noi
apparteniamo al 20% dell'umanità che consuma l'80% delle risorse.
8 - Non dire falsa testimonianza
Non fare il furbo, l'opportunista, il
malizioso, l'ingannatore. Non costruire il colpevole, il nemico, il capro
espiatorio fuori di te per salvare la faccia. Sii sincero, trasparente. Beato
l'uomo giusto, Dio lo ascolterà.. (Isaia
52)
9 - Non desiderare la donna d'altri o l'uomo d'altri.
I sentimenti vanno e vengono; il cuore corre dietro ad altri amori ma tu hai la
volontà di governare, guidare i sentimenti. La preghiera e i sacrifici
volontari rafforzano la volontà. L'amore-dono fa fiorire la vita. L'amore tutto
crede, tutto spera, tutto sopporta, mai tramonterà.
10 - Non desiderare la roba d'altri
Vivi semplice; più sei semplice e più
gusti il valore delle cose. Le cose semplici sono anche le più belle. Non
lasciarti opprimere dai bisogni ricchi. Non c'è nulla di più libero e
indipendente dell'uomo che sa vivere con poco. Fà un uso sobrio, parco, frugale
delle preziose energie della vita.
Territorio:
terra delle mie radici, come sto radicandomi?
"Sono
pellegrino e tu mi accogli; sei pellegrino e io ti accolgo!"
Promuovere
la reciproca accoglienza è un grande valore evangelico:
Cerca
il volto di Gesù in chi ti vive accanto!
I
primi cristiani non avevano chiese-edifici; si radunavano nelle case per leggere
la Bibbia, per cantare i salmi, per "spezzare il pane" della
solidarietà.
Gesù
ha scelto il "pane spezzato" come via della sua presenza reale tra
noi.
Anche
noi cercheremo di radunarci nelle nostre case per diffondere
il
profumo di chiesa.
Veniamo
da una tradizione di Chiesa - piramide strutturata, gerarchica.
Sull'onda
del Concilio siamo invitati a uscire dal clericalismo protetto per costruire la
chiesa della strada, la chiesa del grembiule, la chiesa che fai tu, rischiando
la tua credibilità, la tua onorabilità.
Non basta essere credenti, bisogna essere
credibili.
Nella sua umiltà
la parrocchia è una grande scuola di comunione tra persone, famiglie, gruppi,
età.
Dònati tempo per
frequentare la comunità, dona il volto, incontra i volti, specialmente all'appuntamento
della domenica.
Scegli di animare
un servizio in proprio OFFRI...IMPEGNO,
per dire a te e alla comunità che sai donarti, sai fare qualcosa, anche un piccolo impegno ti apre al cuore
della comunità, senza impegno resti ai margini!
Coltiva la comunicazione
sana:
Ti viene da
incontrare la gente di striscio? Da evitare volti?
Da strappare lo
sguardo da un volto indesiderato?
Se anche l'altro
non merita sei tu che meriti di liberarti dalla nebbia mentale.
Dietro
la nube dei pensieri negativi splende il sole della fiducia!
Soprattutto i
genitori sono chiamati al centro della vita parrocchiale.
FAI FAMIGLIA CON LA TUA FAMIGLIA.
FAI COMUNITÀ CON LA TUA
COMUNITÀ.
LA TUA FAMIGLIA É DOVE ABITI.
LA TUA COMUNITÀ É DOVE VIVI.
ATTRAVERSO LA FEDELTÀ ALLA TUA PICCOLA TERRA TI EDUCHI AD AMARE
IL GRANDE MONDO
PARROCCHIA :
scuola continua di comunione
Chiesa è comunione; là c'è Chiesa dove c'è comunione; a casa tua c'è Chiesa
se c'è comunione; al posto di lavoro c'è Chiesa se c'è comunione; tra la gente
della tua strada c'è Chiesa se c'è comunione.
Comunione significa: solidarietà, dono
di sé, accoglienza dell'altro, aiuto e scambio, convivialità delle differenze,
attenzione agli ultimi, cioè ai poveri di affetto, di salute, di assistenza, di
voglia di vivere.
Il
libro degli Atti degli Apostoli è il diario dei primi cristiani; essi
costruivano piccole comunità nelle loro case a misura di gruppo e praticavano
le QUATTRO ASSIDUITÀ: ascolto della
Parola di Dio, pratica della comunione, rito della fractio-panis, preghiera.
La
Chiesa di massa, la Chiesa delle strutture rischia di essere debole se non è
innervata dalla rete di cellule, che sono le comunità di vita, relativamente
piccole per curare le relazioni tra persone aperte a collaborare con le altre
cellule come nella similitudine del Corpo umano, usata da San Paolo.
I primi cristiani mettevano insieme le loro
cose... Spezzavano il pane nelle loro case, erano ben visti dalla gente (Atti
2, 42)
"Fractio
panis" è uno stile di vita che caratterizza il cristiano. Tu sei
chiamato a spezzare il pane nella
solidarietà del servizio, del volontariato, della cultura, della festa. Nel
nome di Gesù esercitati ad accogliere chi è diverso. Ogni uomo è una stella,
ogni stella ha il suo splendore. accogli ogni persona come l'unica, senza
preferenze. Se saluti chi ti saluta, questo è un istinto naturale. Gesù insegna
ad andare oltre il gioco instabile dei sentimenti per abitare nella casa amore
che tutto crede, spera, sopporta e mai tramonterà. Che cosa chiedi, che cosa
offri perché la tua comunità arda? Quel
che tu fai agli altri è una goccia, ma è quella goccia che cambia la qualità
della tua vita.
Desideriamo
rinnovare la parrocchia attraverso i gruppi di catechismo, della Bibbia, dei
giovani, delle coppie amiche, dei vicini di strada, delle domeniche insieme,
ecc.
Mettersi
in stato di missione permanente è bello, perché ci tiene aperti alla novità
dello Spirito.
Ogni
gruppo è TENDA APERTA ALL'OSPITALITÀ DOVE
AVVIENE L'EDUCAZIONE AL DIALOGO.
Da
un incontro all'altro t'impegni a condividere ciò che vivi d'importante. Più
sei autobiografico e più sei efficace. Nel gruppo LA PRESA DI PAROLA è una esperienza importante che ti fa sentire
accolto, amato, valorizzato.
Desideriamo
promuovere aiuto e scambio tra gruppi e L'ABILITÀ
A DARSI SCOPI PER TARGARE I GRUPPI DI FUTURO.
La Bibbia
comincia con le parole grandi:
In
principio Dio creò il cielo e la terra;
la terra
era vuota e senza forma;
lo
spirito di Dio aleggiava sulle acque.
Dio disse: “sia la luce” e la
luce fu!
Queste parole si compiono
continuamente. Ogni mattina è la creazione del mondo, Dio divide il buio dalla
luce e chiama il giorno;
ogni mattina al
tocco della luce Dio rinnova il dono della vita.
Dio è vita di ogni vita; Dio è energia
intelligente, potente che guida dall’interno il cammino di ogni essere.
Il primo libro della Bibbia “GENESI” (=
generazione) racconta la bontà del mondo uscito dalle mani di Dio e la tragica
irruzione del male a causa del cattivo uso della libertà.
I primi undici capitoli della Genesi
giustificano l’alleanza tra Dio e Abramo (capitolo 12): se c’è un’alleanza, che
cosa è andato rovinato in precedenza?
Questi undici capitoli spiegano la
storia del mondo e di ogni persona con due messaggi:
1
- Il mondo creato da Dio è buono
2
- L’abuso della libertà scatena il male nel mondo e di questo male ci sono
alcuni fatti esemplari, che continuano ad accadere nella storia delle persone e
dei popoli.
La bontà del mondo è una consapevolezza
da coltivare incessantemente.
La bontà del mondo è un grande messaggio
di serenità e pace: non sei un masso erratico in un pericoloso vagare, non sei
gettato in uno spazio ostile, insensibile alla tua presenza.
Ma il grande grembo di vita che ti
contiene e ti pervade è uno spazio amico:
è la grande casa,
che Dio di dona.
“Vivi in questo
mondo come a casa di tuo padre”.
Lo stesso
ruscello di vita
che notte e
giorno scorre nelle mie vene,
danza in ritmica
armonia
coi palpiti
maestri
della vita del
mondo.
Mi alzai nella
notte pensando;
anche nel sonno
il respiro procede
il cuore pulsa,
il sangue circola
insieme al ritmo
dei pianeti orbitanti.
Una folla
sterminata di cellule
vibra in tono con
le corde dell’arpa
e danza in coro
con un’immensa vita.
ADAMO: È
la passione di dominare “Sarò Dio io stesso!”.
È il culto di sè fino al disprezzo di
Dio.
È voltare le spalle al progetto di Dio per servire gli
idoli del mondo, la tradizione antica chiama “vizi capitoli”.
EVA: “La colpa non è
mia…” è del serpente di turno…
È attribuire, scaricare sugli altri
resposabilità, colpe, i mali che fuggi sono in tè.
Paradossalmente l’avversario che
colpevolizzi ti è maestro, ti indica le ombre di te che tu non sopporti dentro
di te.
Considera i mille trucchi,
stratagemmi coi quali cerchi di salvare la tua faccia e sporcare quella degli
altri.
A volte neppure ti accorgi, è la
mente inconscia, l’istinto di conservazione a fartelo fare. A volte giochi a
fare la vittima così è colpa degli altri per le cose spiacevoli che accadono
(considera questo comportamento) dentro di te.
Il mondo è anche
segnato dal male; ti puoi ritrovare nelle tipiche esperienze di male, puoi
mettere il tuo nome al posto dei nomi, che incontri. Gli esempi riferiti sono
uno specchio per conoscerti, guarirti, migliorarti.
La tradizione
cristiana chiama questa eredità col nome di PECCATO ORIGINALE: è una situazione
di debolezza spirituale di inclinazione al male.
Negli episodi ci
sono significati profondi, simboli, che spiegano la tua psicologia e
manifestano te a te stesso:
Adamo sei tu coi
tuoi sogni di grandezza; il serpente che insidia ti ricorda le tentazioni che
ti sfidano, il frutto proibito e tutto ciò che ti fa voltare le spalle alla
vera dignità a cui Dio ti chiama per rincorrere progetti egoistici; è l’insieme
di idoli del mondo.
Paradiso è
l’esperienza dell’anima che vive in armonia con Dio.
Inferno è
l’esperienza dell’anima che rovina la vita, la dignità, l’alleanza con Dio.
Prova capirti in
questa galleria, di immagini tipiche alle quali ricorrono gli psicologi per
aiutare la gente a riconoscere le proprie ombre, e ad addomesticare i propri
“nostri interiori” nella speranza di trovare il VOLTO della VERA UMANITÀ:
TU SEI FIGLIO di DIO destinato a vivere in pace con Dio, con
te, con la vita che ti circonda.
EVA: È la tendenza a
dar la colpa ad altri: “la colpa non è mia”… è del serpente di turno. Considera
i mille trucchi, stratagemmi coi quali getti negli altri le tue ombre, dai la
colpa agli altri. Dentro di te dividi la parte buona dalla cattiva; tieni la
parte buona per te, getti la parte cattiva sugli altri, crei il colpevole, il
nemico, il capro espiatorio. A volte non ti accorgi, perchè è la mente
inconscia a fartelo fare. È comodo impersonare il ruolo della vittima, così
sarà sempre colpa degli altri. Invece: Assumi la tua responsabilità!
CAINO: “Sono
forse io custode di mio fratello?” L’altro è il volto che interpella, due occhi
che ti guardano. L’altro è sguardo che t’implora di non uccidere. L’altro è
mendicante che ti chiede rispetto e affetto.
Perciò non uccidere l’amore verso il
prossimo a piccole dosi con l’invidia, la gelosia, la rivalità, l’aggressività,
il broncio, la mormorazione, la calunnia. Inferno è non amare.
ABELE: (abel
= respiro) è che offre all’Altissimo il grazie della vita, come sacrificio di
soave profumo. Anche tu con Abele celebra la gratuità della vita, respira la
grazia di essere vivo. Tutta la vita è passare dalla rivalità di Caino alla
gratuità di Abele.
È educare Caino, che è dentro di
te a diventare Abele che è dentro di te. È passare dall’inferno dell’odio al
paradiso dell’amare. Inoltre Abele è colui che regala amicizia a suo fratello,
corre il rischio di lasciarsi tradire dalla gelosia, invidia del fratello.
BABELE: È la
comunicazione malata, rotta: non ti capisci! Per coltivare la comunicazione
sana racconta i tuoi sentimenti, con verità; cerca di capire l’altro come
l’altro capisce se stesso dal suo punto di vista, e coltiva una CONSIDERAZIONE
POSITIVA INCONDIZIONATA DELL’ALTRO.
Ricorda: ogni uomo è una stella; ogni stella ha il suo
splendore; accogli ogni persona come dono.
DILUVIO: è seppellire,
sommergere la coscienza; è annegare la ricerca dei valori, che danno senso alla
vita. È vivere dissoluti, dissipati, prodighi. È vuoto esistenziale.
NOÈ: è
l’uomo vigilante e pronto ad ascoltare la parola di Dio, che lo chiama a
mettersi in salvo da una società corrotta. L’obbedienza a Dio libera dalle
schiavitù dei peccati. Converte e rinnova.
Noè va controcorrente, costruisce
il mondo nuovo, l’ARCA.
ARCA: è la società riconciliata, fraterna. “Beato il popolo in cui
Dio è Signore”. È il Regno di Dio che si manifesta in Gesù, maestro delle
beatitudini. Di che cosa sei disgustato? In che cosa stai impegnandoti a
migliorare? Quale arca stai costruendo?
Nell'arco
di un anno i cristiani rivivono l'intera storia della salvezza, che abbraccia
tutti gli anni, dalla Generazione del mondo (GENESI) alla fine del mondo (APOCALISSE).
L'anno
liturgico attualizza Gesù atteso =
AVVENTO; Gesù che viene, annuncia il Vangelo, patisce, muore, risorge e
vive nell'umanità fino alla fine dei tempi.
L'anno
liturgico è il cammino di educazione permanente del cristiano.