Incontro-Villaggio

sobrietà felice

 

C’incontreremo al Villaggio di Andrea sabato 7 maggio 2005 alle 15.00

a Creazzo, in  via Valscura n°45, da Angelo e Fabiola Lorenzato (0444-521572).

 

   Guarda la sobrietà in positivo! Impara a distinguere il necessario dal superfluo. Consuma meno e relazionati di più. Meglio una vita piena di qualità che di quantità.

 

Massimo Mabilia, chimico ed informatico, porterà esperienze del GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) che promuove commercio coi piccoli produttori vicini a casa nostra. Ci parlerà anche del commercio equo e solidale coi piccoli produttori lontani, del turismo responsabile, della Banca Etica ecc.

   Il manifesto di Gandhi si chiama Swaraj, cioè essere re di se stessi (raj= re, sua= di sé), significa bastare il più possibile a sé senza pesare sugli altri o palleggiare sugli altri problemi che possiamo risolvere da noi, dal piccolo al grande, dal basso all’alto, come persona, come famiglia, come villaggio…  Il principio di solidarietà cammina insieme col principio di sussidiarietà; questo orientamento responsabilizza, valorizza risorse, dà qualità, crea relazioni significative, e un economia dal volto umano (Schumacher “Il piccolo è bello”).

   Gruppi di coppie aperte amiche solidali e di amici per la vita pensano meno alla pensione futura e più alla qualità di vita oggi; mirano ad essere micro-imprenditori di micro-economie. Praticano il consumo critico e la sobrietà felice in modo da far costare meno la vita e potersi “aggiustare” con stipendi meno alti. “Il banchiere dei poveri”, di Mohmmed Yunus, è un modello per tanti usi. Riducendo i desideri viviamo meglio. Ciò che è in più pesa, una casa troppo grande ruba energie, spazio di vita. “I persuasori occulti” (Yan Packard) della pubblicità creano bisogni artificiali, falsi che si autofertilizzano, fanno da padroni e rubano tempo ad attività più umane. Avere di più o essere di più? (Erich Fromm). Madre Teresa di Calcutta diceva “ciò che non mi serve mi pesa”.

 

   Proposte. Risparmiare: la prima forma di guadagno è il risparmio; impiegare denaro attivamente e non depositarlo passivamente nelle banche; barattare. Riusare: riutilizzo, pratica l’uso comunitario di arnesi e macchine. Riciclare: promuovere la raccolta differenziata, fare compostaggio. Ridurre: i consumi, la corsa all’accumulazione. Rivalutare: saper dare valore alla vita, soprattutto alle piccole e semplici cose del quotidiano; saper valorizzare le cose che abbiamo intorno e che diamo per scontate: l’ambiente, la natura, le persone, le relazioni … .

Prova inventarti una microeconomia. Es. orto comunitario, asciugatore elettrico per conservare pomodori, melanzane, fichi; confetture casalinghe; hobbistica del legno per cornici, quadri, icone; apicoltura; erbe officinali; vivai di alberi da frutto utili al sistema immunitario (melograni, rubus, amarene, prugne).

 

   Stiamo cercando “tecnologie intermedie”; se anche siamo così ricchi da apprezzarle poco, possiamo riscoprirle come sapore di vita, come capacità di contemplare con le mani ed entrare nel cuore dei processi umili della vita. Non dimenticare che l’orto oltre ad essere una micro-econimia è una medicina fisica, psichica e spirituale.

 

   Il dott. Paolo Pajusco dell’agenzia “Altra Impresa” porterà esperienze di economia nuova e progetti creativi.

 

   Stiamo costruendo una rete di scambi reciproci di saperi, di scambi reciproci di servizi e di micro-economie.

 

Fa rete, fà gruppo, fà Villaggio… più che puoi! 

 

Gli amici del Villaggio