Guarda la
sobrietà in positivo! Impara a distinguere il necessario dal superfluo. Consuma
meno e relazionati di più. Meglio una vita piena di qualità che di quantità.
• Massimo Mabilia, chimico ed
informatico, porterà esperienze del GAS (Gruppo di Acquisto Solidale)
che promuove commercio coi piccoli produttori vicini a casa nostra. Ci parlerà anche del commercio equo e solidale coi
piccoli produttori lontani, del turismo responsabile, della Banca
Etica ecc.
Il manifesto di Gandhi si chiama Swaraj, cioè essere re di se
stessi (raj= re, sua= di sé), significa bastare il più possibile a sé senza
pesare sugli altri o palleggiare sugli altri problemi che possiamo risolvere da
noi, dal piccolo al grande, dal basso all’alto, come persona, come famiglia,
come villaggio… Il principio di solidarietà
cammina insieme col principio di sussidiarietà; questo orientamento
responsabilizza, valorizza risorse, dà qualità, crea relazioni significative, e
un economia dal volto umano (Schumacher “Il piccolo è bello”).
Gruppi di coppie aperte amiche solidali e di amici per la vita
pensano meno alla pensione futura e più alla qualità di vita oggi; mirano
ad essere micro-imprenditori di micro-economie. Praticano il
consumo critico e la sobrietà felice in modo da far costare meno la vita e
potersi “aggiustare” con stipendi meno alti. “Il banchiere dei poveri”, di
Mohmmed Yunus, è un modello per tanti usi. Riducendo i desideri viviamo
meglio. Ciò che è in più pesa, una casa troppo grande ruba energie, spazio
di vita. “I persuasori occulti” (Yan Packard) della pubblicità creano bisogni
artificiali, falsi che si autofertilizzano, fanno da padroni e rubano tempo ad
attività più umane. Avere di più o essere di più? (Erich Fromm). Madre Teresa
di Calcutta diceva “ciò che non mi serve mi pesa”.
Proposte. Risparmiare: la
prima forma di guadagno è il risparmio; impiegare denaro attivamente e non
depositarlo passivamente nelle banche; barattare.
Riusare: riutilizzo, pratica l’uso comunitario di arnesi e macchine. Riciclare:
promuovere la raccolta differenziata, fare compostaggio. Ridurre: i
consumi, la corsa all’accumulazione. Rivalutare: saper dare valore alla
vita, soprattutto alle piccole e semplici cose del quotidiano; saper
valorizzare le cose che abbiamo intorno e che diamo per scontate: l’ambiente,
la natura, le persone, le relazioni … .
Prova inventarti
una microeconomia. Es. orto comunitario, asciugatore elettrico per conservare
pomodori, melanzane, fichi; confetture casalinghe; hobbistica del legno per
cornici, quadri, icone; apicoltura; erbe officinali; vivai di alberi da frutto
utili al sistema immunitario (melograni, rubus, amarene, prugne).
Stiamo cercando “tecnologie intermedie”;
se anche siamo così ricchi da apprezzarle poco, possiamo riscoprirle come
sapore di vita, come capacità di contemplare con le mani ed entrare nel cuore dei
processi umili della vita. Non dimenticare che l’orto oltre ad essere una
micro-econimia è una medicina fisica, psichica e spirituale.
• Il dott. Paolo Pajusco dell’agenzia “Altra Impresa” porterà
esperienze di economia nuova e progetti creativi.
Stiamo costruendo una rete di scambi
reciproci di saperi, di scambi reciproci di servizi e di micro-economie.
Fa rete, fà gruppo, fà Villaggio… più che puoi!
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Gli amici del Villaggio
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