A Padova sul
muro dell’università è scritto: le città
cambiano volto, i popoli si mescolano, le barriere cadono, sulla piazza del
mondo le civiltà si incontrano. Anche noi coltiviamo la comunicazione
tra la gente e le differenti culture.
Noi stiamo
sempre comunicando con le parole della bocca e con il comportamento del corpo.
Le parole possono falsificare, il corpo dice la verità. Quando i due linguaggi
non vanno d’accordo si crea perplessità dentro e fuori di noi. Per comunicare
con arte è bene praticare la empatia: è la capacità di immedesimarsi
nello stato d’animo e nella situazione di un’altra persona, ti dislochi per
capire l’altro come l’altro capisce se stesso; ti fai vuoto per accogliere,
amare e condividere. Quando offri rispetto e affetto tu dai il meglio di te e
susciti il meglio nell’altro. “Gli altri siamo noi, partecipi della comune
umanità !”. Anche se l’altro non merita la tua considerazione positiva sei
tu che meriti di compiere una azione bella che guarisce e promuove la
comunicazione. Rischia la sfida di anticipare positivamente alla luce di un
principio di speranza: “Quel che l’altro fa è il meglio che possa fare !”.
Darwin
credeva alla sopravvivenza del più forte invece vive meglio il più empatico che
sa comunicare con sapienza, con bontà e affetto.
Tu puoi
pensare alla collaborazione biologica di un corpo umano formato 60.000 miliardi
di cellule, ogni cellula ha un milione di funzioni; tu puoi pensare alla
collaborazione cosmica di tutto ciò che avviene normalmente nel grande cielo. I
fili sottili della solidarietà biologica e cosmica parlano di una immensa
empatia.
Simon
Goldstein farà conoscere il libro-messaggio
dello scienziato americano Jeremy Rifkin La
civiltà dell’ empatia: “Internet sta trasformando il mondo in una
gigantesca piazza pubblica dove miliardi di persone concorrono a un cervello
globale”.
Antonio
Tresca dirà come: relazioni tossiche,
emozioni negate, amori onnivori… possono angosciare… e come promuovere
benessere emozionale.
Procurati
amici con la pratica del Villaggio perché essi ti accolgano nel loro cerchio,
nella loro compagnia, nelle loro case.
Vieni
all’incontro, porta creatività e festa!
Gli amici del Villaggio