Tu puoi comunicare meglio
cercando di capire e praticare la lingua dei gesti con la quale il corpo si
esprime. Puoi applicare l’arte del teatro alla vita quotidiana e
valorizzare il linguaggio del corpo più ricco, efficace e vero. Le parole
dicono soltanto un decimo dell’intero linguaggio, il resto è detto dal tono,
postura, gesto, modo di vestire, look. La parola pretende di dire tutto ma può
falsificare. Perciò diventa consapevole dei gesti del corpo col quale stai
comunicando continuamente. Occhi e mani sono i due strumenti più importanti
per comunicare. Che cosa dici senza volerlo? Che cosa vuoi dire e non
riesci? Sei sicuro di far pervenire il tuo messaggio?
Ci sono gesti suggeriti
dall’istinto della natura, altri sono appresi, altri sono convenzionali.
Tu puoi praticare il sorriso
volontario col gioco degli occhi, “le pupille sono piccole bambine nascoste
nel mistero dello sguardo”. Tu puoi praticare la mimica del volto cioè
osservi i movimenti dell’altro come se dovessi imitarli così ti rendi conto
delle qualità di sguardo: può essere accogliente, dominante, seduttore, ostile,
rassegnato. A volte c’è paura nel posare lo sguardo sul volto di un altro: con
lo strumento potente della consapevolezza tu puoi rallentare i movimenti,
allungare il respiro e contemplare il volto con calma per cogliere le emozioni
che esprime.
Braccia incrociate e mento
abbassato significa che stai sulle difensive; pollice che sostiene il mento e
dita appoggiate alla guancia significa che ascolti criticamente; occhi stretti
e labbra chiuse e allungate significa sorriso freddo, ironico; mani ai fianchi
significa che sei pronto ad intervenire o ad attrarre; grattare il volto,
scompigliare i capelli, arrotondare il colletto significa ansia….
C’è chi fa teatro amatoriale:
imita, dice coi gesti ed esplora gesti nuovi per ampliare la abilità nel comunicare.
Non confondere la volontà di
comunicare meglio con la finzione e il trucco. Vedersi in altri ruoli,
immedesimarsi in altre maschere, imitare altri looks… può falsificare ma il
vero scopo consiste nel facilitare la comunicazione tra persone. Col teatro
puoi costruire biografie in terza persona, correggere difetti col sorriso e
promuovere esempi di umanità con una persuasione intensa.
Il regista Marco Maltauro
verrà a offrirci esperienze di teatro semplice, immediato, giocoso e
terapeutico. Ci insegnerà come il teatro esprime le emozioni di: gioia, rabbia,
paura, tristezza, passione e tenerezza e come trasformare emozioni spiacevoli
in emozioni piacevoli.
Vi presentiamo un libro
apprezzato da noi: A. B. Pease, “Perché mentiamo con gli occhi e ci vergogniamo
coi piedi?”, MI 2008.
Potete usare questo foglio come
cantiere per la cultura personale e familiare.
Noi facciamo cultura con le
occasioni e le provocazioni della vita.
Noi scambiamo saperi e servizi,
facciamo rete!
Gli amici del Villaggio