Alla Scuola del Villaggio facciamo scambio di
saperi che sentiamo veri, buoni, utili col metodo del cerchio e con semplicità.
La salute fisica, mentale e spirituale si aiutano a
vicenda e camminano insieme.
L’antica medicina indiana Ayurveda insegna a
curarsi col calore, col respiro, con l’acqua e con il cibo. Sono da preferire
cibi vivi, poco elaborati da dolcificanti, conservanti, saporificanti e altri
vari integratori. I cibi troppo raffinati disturbano la biochimica del corpo e
producono tossine che si depositano qua e là provocando malattie degenerative e
tumori.
Il dottor Giovanni Babolin ci fa conoscere
la terapia di Max Gerson che insegna a togliere tossine e dare vitalità
col drenaggio e la purificazione del sangue e degli organi digestivi. I succhi
vegetali sono cibi vivi che nutrono, depurano, prevengono la obesità, il
diabete,….
La sapienza antica dice che la prima medicina è il
cibo giusto e la seconda è il movimento energico. È utile fare alleanza con
produttori locali per avere cibi vivi, freschi, di stagione.
Stiamo leggendo insieme Lazaeta, La medicina
naturale alla portata di tutti.
Ogni malattia è il risultato di uno squilibrio
interno che ha indebolito le difese. Il corpo e un tutto organico che comprende
anche le attività psichiche della mente e quelle spirituali. La mancanza di
spiritualità comporta malattie psichiche e lascia emergere quelle ereditarie.
Le emergenze spirituali sono campane di consapevolezza che invitano al
cambiamento (C. Grof, La tempestosa ricerca di se stessi).
È possibile che dietro l’alcool o il desiderio di
droga… si nasconda un importante desiderio di spiritualità (senso-sapore di
vita). Le dipendenze da droga, alcool, sesso, cibo, relazioni tossiche,
azzardo, possono essere forme di emergenza spirituale. Durante una crisi
spirituale uno può prendere vie di fuga. Persone intuitive, mistiche, sensibili
sono più esposte.
L’alcoolismo è la dipendenza più studiata e il
metodo per guarirla è esemplare per ogni altra dipendenza. Il libretto de “I
DODICI PASSI” insegna: 1) noi abbiamo ammesso la nostra impotenza di
fronte all’alcool, le nostre vite erano divenute incontrollabili. 2) Noi siamo
giunti a credere che un potere più grande di noi può riportarci alla ragione
(il gruppo di auto-mutuo-aiuto). 3) Noi abbiamo deciso di affidare la vita alla
cura di Dio comunque lo possiamo intendere….
Il potere superiore del gruppo vale per tutti nella
normalità: la vita di gruppo guarisce e promuove.
Simon Goldstein ci insegna a praticare l’intelligenza
linguistica: le parole producono emozioni e azioni corrispondenti. Altro è
dire “non c’è male, non mi lamento” altro è suggerire alla mente “abbastanza
bene, sono contento”.
Proposta: scambia conoscenze ed esperienze sulla
cura della salute.
Assicuriamo cinque minuti di clessidra a tutti
quelli che portano messaggi!
SCAMBIA SAPERI E Fà RETE! Gli amici del Villaggio