Come governare il linguaggio del
corpo per migliorare la comunicazione con noi stessi e con gli altri? Gli
esperti di comunicazione dicono che le parole comunicano il 7%, la voce il 38%
e i gesti il 55%. Se i tre elementi non vanno d’accordo la gente dà maggiore
importanza ai gesti. I movimenti esterni rivelano i movimenti interni e se
non c’è conformità la comunicazione si ammala. (M. Cameron, Gesti e
atteggiamenti che parlano da soli, ed. Il punto d’incontro).
Ci sono micro-gesti quasi
impercettibili che possono segnalare emozioni importanti: braccia incrociate e
mento abbassato significa che stai sulle difensive; pollice sostiene il mento,
indice appoggiato alla guancia e il medio copre la bocca significa che ascolti
criticamente; occhi stretti, labbra chiuse e larghe significa sorriso freddo,
ironico; pupille dilatate significano grande interesse; mani intrecciate dietro
la nuca significa che sei signore del tuo spazio; mani ai fianchi significa che
sei pronto ad attrarre o ad aggredire; due dita al colletto che arrotondano il
collo significa grande preoccupazione.
Fá un po’ di biografia dei tuoi
gesti appresi in famiglia, in società o costruiti da te. Impara la lingua
dei gesti che è più vera, potente e coinvolgente delle parole.
Il regista Marco Maltauro insegna
teatro a Roma, verrà a offrirci esperienze di teatro quotidiano, improvviso,
giocoso e terapeutico. Ci parlerà dell’effetto trasparenza tra
ciò che uno prova e ciò che mostra. Come coordinare, conciliare emozioni
interne e gesti corporei che le manifestano? La sincerità dà sicurezza.
Nives Savelli ci parlerà dei quattro accordi:
1) Adopera parole positive. 2) Non personalizzare offese. 3) Non alimentare
aspettative. 4) Il tuo meglio è voler bene a te; ama te per amare gli altri.
Mauro Marzegan introdurrà un interessante e
attuale argomento rivolto a tutti: il monachesimo di strada nella vita
quotidiana.
Giampietro Scuccato e il gruppo Oriente riferiranno
esperienze di vita coi maestri dell’Himalaya.
Ci stiamo abituando a concludere
con una pausa di pacificazione accompagnata dal suono del flauto; serve per codificare uno, due o tre
messaggi da scrivere nel librotto personale. Poi facciamo festa con danze
rotonde che Maura Zotti ci sta insegnando.
Assicuriamo cinque minuti di
clessidra a tutti quelli che portano messaggi!
SCAMBIA SAPERI E Fà RETE! Gli amici del Villaggio