Le emozioni, dal latino ex-movère, sono
disponibilità ad agire. Esempio: uno ti sorpassa pericolosamente, in te si
accende il fuoco della rabbia. Sul punto di accogliere la rabbia tu puoi
trasformarla in comprensione e compassione per un guidatore coinvolto da
urgenza. Così trasformi la rabbia in empatia e ti proteggi dallo stress di una
emozione distruttiva. Uno ti offende: ti consideri spazio dove arrivano parole,
sei tu che autorizzi l’emozione ad entrare e non lasci dipendere da altri il
compito di gestire la tua armonia. Uno si rifiuta di accoglierti a casa sua: tu
puoi trasformare il rifiuto pungente ricorrendo all’emozione di gratuità; se
uno ti accoglie celebra il dono e se non ti accoglie non ne avevi il diritto e
puoi strofinare il cristallo della mente da ogni pulviscolo.
Nel laboratorio del Villaggio stiamo imparando
messaggi dai tre libri di D. Goleman: Intelligenza Emotiva; Alchimia
Emotiva; Intelligenza Sociale. Alla lettura collettiva aggiungiamo
pratiche di teatro improvviso con l’aiuto di due universitari specialisti di
espressione corporea: Mirian e Sergio.
Le emozioni principali sono sei: gioia, tristezza,
rabbia, paura, eroticità e tenerezza. Poi ci sono le varie combinazioni. Hai
sempre la possibilità di scegliere quale emozione abbeverare. Abbiamo raccolto
queste storie di vita per esercitare la lettura delle emozioni: “Mi dà
fastidio il dischetto dei pensieri standard: quando vedo una donna mi vengono i
soliti pensieri, sento che il monopolio del sesso è un schiavitù mentale. Mi
lascio oziare con lo zapping della televisione. Vorrei cambiare il “sistema
operativo” della mente e viaggiare tra la gente con la mente aperta. Certe
emozioni si ritorcono contro, illudono, deludono in maniera inconcludente.
Penso al mare con quei vortici che fanno mulinello e portano sotto. Provo la
infelicità dei piaceri incerti…. Che Fare?”. Z. S. “Quando sono pieno di
tensioni non funziono; invece che palleggiare sugli altri il mio stress porto
la mente a casa e faccio il pastore dei miei pensieri. Dedico tempo alla
meditazione, mi introduco così: vai sereno tra la agitazione della vita,
coltiva l’amore al silenzio e alla pace. Donati tempo per prendere cura di te.
La persona con la quale trascorri più tempo sei tu! Cerca di volerti bene, di
sentirti amato da te, abita volentieri con te, nessuno è più amico se non tu a
te stesso! Pensa armoniosamente perché la vita è quella che i tuoi pensieri
vanno creando. In ogni circostanza, considera quanto vi è di buono, pratica lo
sguardo positivo. Celebra la gratuità della vita, respira la grazia di essere
vivo”. M. D.
Quando una esperienza, un evento ti parla…
raccogli, memorizza, fà che la tua esperienza sia utile agli altri. Coi
fogli-messaggio che ti mandiamo espandi la ricerca, frequenta persone nuove,
ambienti nuovi, allarga la mente e tra le molteplici attività non ti manchi la
carezza del gruppo di amici primari coi quali condividere le tue esperienze di
vita. Chissà che qualcuno faccia ardere il focolare del Villaggio mettendo in
circolo saperi e servizi come: biblioteca intermedia, domeniche insieme, ora di
umanità a domicilio…. A tutti dedichiamo i versi di R. Tagore: “Sognai che
la vita fosse gioia - Mi svegliai, la vita era servizio – Ho servito e nel
servizio ho trovato gioia”.
Passaparola, fà
rete, fà gruppo, fà Villaggio… più che puoi! Gli amici del Villaggio