• Emanuele Tinto, psicologo del lavoro, ci parlerà dell’arte di
comunicare.
Tu
sei responsabile e non altri dei pensieri che circolano nella tua mente!
Impara
il potere del pensiero positivo. La realtà è quello che è, essere positivi o
negativi dipende da te. La vita è quello che è la qualità dipende da te. “Ogni mattina quando mi alzo ho due
possibilità: scegliere il buonumore o il cattivo umore” Alberto.
Le parole creano realtà corrispondente. La profezia, cioè la
anticipazione positiva o negativa, può auto-avverarsi
per il solo fatto di essere detta. Es.: suppongo che tu sia mio nemico, ti
parlo in modo severo e diffidente; tu percepisci una distanza fredda e
scostante e io penso: “davvero tu non mi sei amico”. Oppure: la moglie brontola
e il marito si ritrae. La moglie dice: “brontolo perché il marito si estranea
da me”; il marito dice: “mi estraneo perché la moglie brontola”. E così si
inaugura il ciclo vizioso della comunicazione malata. Chi ha cominciato a darsi
ragione?
Che giova voler avere ragione e restare nel
pantano? Se ragioni per causa-effetto ti imprigioni nel carcere delle tue
ragioni. Meglio ri-con-ciliare che
volere avere ragione! Meglio adoperare profezie positive che profezie
negative. Sii consapevole, amministra bene il potere delle parole. L’unico
angolo al mondo che puoi cambiare sei te stesso. Metti sulla bocca
dell’altro le parole migliori. Fa tre
domande prima di un giudizio. Fa tre lodi prima di un rimprovero. Costruisci il
cielo dove altri possano volare.
Sentirsi
capaci di comunicare in modo sano è “paradiso”. Canalizza, risparmia e
sublima energie; come dai rami stecchiti dell’inverno spuntano le gemme così
avviene quando pratichi la comunicazione sana: questo è il “principio della
Primavera” che ti evita: ansia, depressione, burn-out, mobbyng, capro
espiatorio … .
Proposta:
Michele anima il Laboratorio Educazione
Dialogo (LED) itinerante al venerdì sera. Ad uno stesso evento si possono
dare risposte diverse, puoi imparare risposte migliori dalla ricerca di gruppo.
Le emozioni di ansia ti ripiegano su di te, diradano le relazioni sociali. Marta
era diventata scontrosa, pungente come un riccio. Il medico la curava per
nevrastenia ansiosa, finché trovò un educatore che le consigliò di rivolgersi
alla sua ansia come se si trattasse di una persona e farle presente i guai che
le procurava, così con bonomia quasi per non irritarla… .
Se ti sento triste… canta. Se mi senti inferiore… guarda le tue
qualità. Se incontri un’esperienza negativa, ricorda tre piccole parole: Anche questo passerà!
La vita
di gruppo difende dall’ansia indeterminata di essere individui anonimi in
una società indifferente; risponde al bisogno di sentirsi accolti, amati,
valorizzati. Stiamo costruendoci una rete
di scambi reciproci di saperi e di servizi; da in-dividuo (io sono diviso da te) divento per-sona (io sono in relazione con te). Più costruisco relazioni
significative e più sono persona, più lascio cadere relazioni e più mi
impoverisco di umanità.
Quali esperienze, consigli, regole di
comunicazione sana puoi offrire?