Inizieremo l’incontro con l’esercizio di pacificazione, ispirandoci al
foglio-messaggio “Ora di Pacificazione”, per pulire la mente e disporci
al dialogo.
Nel giro di condivisione porta risonanze
della tua vita, racconta ciò che stai vivendo di importante, porta il tuo “Quaderno di lavoro”.
Conserva
i fogli che produciamo assieme, speriméntali nei tuoi luoghi quotidiani e
riporta risonanze: vita è educazione permanente.
Se
nel giro di un giorno non raccogli le risonanze di quello che hai sentito
durante l’incontro, le notizie evaporano nel nulla. A volte senti ripetere i
discorsi, significa che sono importanti; ricorda “la ripetizione è la madre
di tutte le scienze”. Certi
pensieri vanno lungamente abbeverati per scorrere nel sangue della tua vita.
·
Andrea Spolaor, dottore in
scienze dell’educazione, ci aiuterà a diventare consapevole degli stati mentali
e a gestire le emozioni. A volte siamo confusi perché ci manca un po’ di
psicologia per conoscere noi stessi.
·
Alberto Bedin ci offrirà
un esempio rilassante di musicoterapia:
percuote i tamburi (djembé), coordinando la voce col ritmo delle percussioni.
·
Claudio Proietti ci proporrà gli esercizi di pacificazione che stiamo praticando il
sabato sera, alle ore 19, all’ “Eremo di
Gabriele”.
Per la crescita personale suggeriamo ai villaggiani di donarsi un quarto d’ora di pacificazione al giorno: 1) per calmare le membra del corpo, 2) per distendere i respiri, 3) per placare le emozioni e 4) per pulire la mente.
Circolano parole esotiche: yoga, vipassana, tao-ci-ciuan… Tutte queste tradizioni conducono a una sapienza per tutti che noi chiamiamo pacificazione.
·
Silvio Brun ci racconterà
la fresca esperienza ecumenica dei giovani di Taizé a Parigi.
·
Michele Degan ci parlerà
delle “curve della memoria” e del
vuoto mentale.
Stiamo
preparando l’incontro di primavera per
celebrare la nuova buona stagione.
Se incontri una persona che
ti ispira… invitala!
Dal taccuino del precedente
Incontro-Villaggio
· Nell’Incontro-Villaggio del
18 gennaio 2003 abbiamo ricordato assieme gli argomenti su cui stiamo
lavorando:
-
amministrarsi bene socialmente;
-
sperimentare metodi e gesti per essere un buon leader;
-
sentirsi in equilibrio con la vita, scegliendo noi gli stati d’animo;
-
ascoltare l’altro, come uno specchio silenzioso;
-
favorire una democrazia consensuale, conviviale;
-
inventare feste per celebrare i vari momenti della vita.
· Sulla
morte.
La testimonianza di Pim
e una lettera di Mozart, proposta da Cecilia, ci hanno dato lo spunto per pensare alla morte in termini diversi.
In Thailandia c’è un atteggiamento di serenità nei confronti
della morte che è considerata un evento naturale.
Mozart, nella sua ultima lettera al padre malato, scriveva che la morte è il vero obiettivo dell’esistenza, ottima amica del genere umano, chiave che apre la porta della nostra vera felicità. Far pace con la prospettiva del morire aiuta a vivere con sapienza.
Nella nostra società,
invece, la morte è rimossa e ciò crea inquietudine e paura.
Per J. Hillman la
rimozione della morte scatena la rincorsa ai surrogati che soffocano il dialogo
con l’anima: questo è il peccato mortale dell’occidente.
Ogni
giorno è una piccola morte, ogni giorno è una piccola vita (Schopenauer).
Quando ci siamo noi non c’è la morte, quando c’è la morte non ci siamo noi (Epicuro).
· Sull’educazione.
Pim ci ha raccontato che in Thailandia tutti i giovani, per un
certo periodo, fanno i monaci, svestono gli abiti
usuali per educarsi alle Quattro Nobili Verità del buddhismo, e per abbandonare l’egoismo.
I bambini vedono ogni giorno le mamme offrire il
cibo ai monaci questuanti, vivono in un
clima in cui l’educazione al dono è importante
Chi dona lo fa con
gratitudine, e ringrazia il monaco che gli dà l’occasione di praticare la
generosità.
La Thailandia è il paese del sorriso; tra i dodici modi di sorridere c’è anche il sorriso volontario. Anche tu puoi chiedere al volto di disporsi al sorriso, le pene del cuore sono tue ma il volto è degli altri: offri agli altri un volto sorridente!