IL VIAGGIO

 

   Ad ogni momento della vita tu puoi dire: Sono arrivato fino a questo punto!

La vita è un viaggio continuo, ogni giorno è nuovo. Ogni giorno è primo.

L’immagine-guida “viaggio” ti apre alla novità, alla ricerca, alla creatività.

   “Una volta alla settimana dedico tempo per “l’operazione fuori dai piedi”, faccio una camminata tutta per me. Mi distanzio dalle solite cose e camminando dialogo coi pensieri che non avevo avuto tempo di coltivare, poi entro in contatto con ciò che mi viene incontro lungo la strada. Nella quiete rilassante la mente si apre a nuove intuizioni. Le annoto.

Sento che il movimento dei passi aiuta la salute fisica, psichica, spirituale.

   Vivo la spiritualità del pellegrinaggio nei piccoli viaggi che mi portano alle persone-messaggio, ai luoghi-messaggio, ai gruppi-massaggio. Viaggio è un immagine–guida che mi aiuta ad uscire da me stesso e crescere con le persone e le culture che incontro lungo la via. Vivo in modo nuovo i piccoli viaggi di ogni giorno” Michele C. .

 

Viaggiai per vasti mari ad alti monti

e non mi accorsi della goccia di rugiada

sulla spiga di grano davanti a casa mia.

Il vero viaggio è interiore.

Con occhi illuminati

vedo in modo nuovo, con insolito stupore

tutto ciò che mi circonda.

Il vero viaggio è guardare la vita ordinaria

con occhi straordinari!

 

   Tutta la vita è un viaggio e ogni piccolo viaggio è simbolo del grande viaggio. Il viaggio geografico è esodo (=uscita) dalle solite abitudini dai soliti luoghi, apre a creative avventure, all’incontro con la diversità, educa alla mondialità.

   Mettersi in viaggio è l’esperienza del papà che prende una motocicletta usata, carica in sella il figlio di dieci anni e percorre non le grandi strade ma le strade minori dove incontra il paesaggio, la gente, si può fermare ad ascoltare il mormorio del ruscello e il canto degli uccelli. Non è importante arrivare, ma vivere durante il viaggio. La meta non è un luogo ma un modo nuovo di vedere le cose (R. Pirsing, “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”).

   Il viaggio educa all’essenziale, scuote le abitudini: i luoghi consueti, al ritorno appaiono trasformati.

 

   C’è differenza tra turista e viaggiatore.

Il turista resta fermo nell’etnocentrismo culturale. Colleziona immagini, esperienze ma non gradisce il cambiamento.

Invece il viaggiatore si espone al dialogo, allo scambio, alla trasformazione. Dentro di sé guarisce l’etnocentreismo e si apre all’accoglienza del diverso.

 

   Viaggio deriva dalla parola “via”. Indica: mobilità, apertura, ricerca, speranza.

Pellegrinaggio deriva dal latino per agros ire = andare attraverso campi. Indica l’impre-vedibilità della strada: camminando si apre il cammino, la strada si fa con l’andare.

 

Scuola del Villaggio    sito: www.scuoladelvillaggio.it   e-mail: scuoladelvillaggio@libero.it