vita liquida (Z. Bauman)

   La vita di un uomo si sviluppa su tre livelli: corpo, mente e anima ( = coscienza, spirito, io profondo, cavità del cuore). La cura del corpo, della mente e della coscienza camminano insieme. “L’umanesimo integrale” deriva da questa contemporaneità (Jaques Maritain, filosofo francese m. 1973).

   La cultura vedica antica dice che l’uomo è il cosmo in piccolo, egli è intessuto con l’elemento fuoco (calore biologico), con l’elemento aria, acqua, terra. “Come potrei vivere se il sole non mi scaldasse, se l’aria non mi desse il respiro, se le acque non mi offrissero gli umori della vita, se la terra non mi sostenesse e nutrisse?” (Yagna = sacrificio vedico).

   Per temperamento e per cultura una persona può riconoscersi di più nell’entusiasmo del fuoco, nella creatività del vento, nelle abilità comunicative e relazionali dell’acqua o nella perseveranza solida della terra. Puoi raccontare la tua biografia con questo schema.

   Vita liquida evoca l’elemento acqua e può essere inteso in senso sano e malato. Il sapiente antico Lao Tse dice che l’uomo sapiente è come l’acqua che scorre verso il basso là dove gli orgogliosi non vogliono andare e porta fertilità. Il sapiente è come l’acqua che non ha forma per adattarsi alle forme degli altri, invade senza urtare, si lascia scorrere senza contrastare, è leggero, flessibile, distaccato, sereno, chiaro e limpido. (Tao Te Ching 8).

   Il socilogo Z. Bauman usa “vita liquida” in senso problematico come una malattia della società contemporanea che non riesce a consolidare legami veri, forti e durevoli e vive nell’angoscia della precarietà. Egli parla di “amore liquido” di legami fragili, mutevoli, incerti, frammentati, volatili, centrati sull’attimo fuggente, incuranti del futuro. C’è una corsa stressante verso esperienze effimere ondeggianti tra libertà di affetti e revocabilità di impegni. Questo clima di incertezza sollecita l’istinto primario di conservazione-protezione di sé fino a forme di egoismo spietato e in-dividualismo narcisista.

   Riflessione filosofica: nella cultura occidentale ci sono state tre grandi promesse di felicità (messianismi): la società senza oppressori e oppressi (K.Marx); l’uomo con istinti liberi (S.Freud); il progresso tecnologico illimitato: “La modalità esistenziale dell’avere incentrata sulla brama di possesso di oggetti, di potere, sull’egoismo, lo spreco, l’avidità e la violenza si oppone alla modalità esistenziale dell’essere, basata sull’amore, la gioia di condividere, l’attività autenticamente produttiva e creativa… domina nel mondo contemporaneo e sta portando l’umanità alla catastrofe. La grande illusione che il progresso industriale tecnologico illimitato portasse la felicità per tutti attraverso la soddisfazione di tutti i desideri e ristabilisse la pace sociale e l’armonia dell’uomo con la natura è ormai incontestabilmente fallita.”  (E. Fromm – Avere o essere ‘76).

   Platone insegna a distinguere intelligenza da ragione, l’intelligenza da intus-legere esplora gli ideali, valori, significati della vita, la ragione applica il metodo scientifico alla realtà per conoscere le leggi che la governano. È bene distinguere “illuminazione” da “illuminismo” tipico della filosofia occidentale che ha preteso deificare la ragione conducendo alle ideologie tiranne e crudeli che hanno oscurato il secolo da poco concluso. Ora le grandi narrazioni ideologiche si sono infrante  (Lyotard): dopo la caduta delle ideologiche stiamo vivendo tempi di “antitesi” in attesa di sintesi più ricche ed equilibrate (applichiamo il metodo di Hegel allo sviluppo della cultura occidentale). Proposta: leggi i messaggi di Karl Popper ed Edgard Morin; essi de-costruiscono le orgogliose pretese di conoscere e dominare la realtà e ritornano alla filos-sofia nativa di Socrate “so di non sapere”: questo è l’atteggiamento migliore per apprendere: c’è sempre di più in cielo e in terra che nelle parole di un uomo…!