SIMBOLI = SIGNIFICATI MESSI INSIEME

   La lingua dei simboli è universale, sta alla base delle lingue convenzionali. Simboli sono significati profondi che l’uomo scopre o mette in quel che pensa, fà, sente. Coi simboli l’uomo può popolare la sua vita di significati importanti. Al tocco del simbolo lo sguardo banale si illumina e scopre collegamenti importanti tra il mondo fisico e il mondo spirituale.

   Una goccia di rugiada, un raggio di luce, il sorriso di un volto possono spalancare le porte della percezione e espandere la coscienza verso esperienze di pienezza che danno sapore alla vita. “Viaggiai per vasti mari e alti monti e non mi accorsi della goccia di rugiada sulla spiga di grano accanto a casa mia”. (Tagore) “Goccia di rugiada” sta in luogo di tutto ciò che tu incontri oltre lo schermo dell’abitudine nella insolita gratuità. Il sole alto nell’orizzonte ti ricorda l’asse del cielo. Tutto ciò che è verticale richiama la paternità del cielo; tutto ciò che è orizzontale richiama la maternità della terra. L’Himalaya e il Gange sono i grandi simboli della verticalità del cielo e della orizzontalità della terra.

   Simboli sono carichi di sapienza, di energia e di emozione, orientano senza definire, si slanciano oltre l’estremo limite delle parole.

   Simbolo è scrigno di significati importanti che parlano all’anima conscia e inconscia. Posso svegliarmi al mattino in modo banale e scolorito ma posso anche evocare nel nascere del giorno l’emozione di ogni nascere, posso celebrare la gratuità della vita e respirare la grazia di esistere, posso esercitarmi a vedere, sentire, gustare, toccare come fosse la prima volta. Ogni mattina al tocco della luce ricevo il dono della vita, posso vivere biograficamente la prima pagina della Bibbia. Con l’aiuto del simbolo dò volto alle cose, le lascio parlare, mi apro alla gratuità che è sorgente di pace.

   Ogni mattina sulle sponde del Gange i devoti recitano il Gàiatri mantra: “O sole, divino datore della vita, illumina i miei pensieri”. Dal sole fisico i devoti passano al sole meta-fisico, alla luce interiore che illumina l’anima. Essi si immergono nell’acqua ed evocano la nostalgia dell’utero materno, il ritorno alle sorgenti, il prestigio delle origini. Acqua è archetipo della madre, acqua lava il vecchio mondo e genera il nuovo mondo. L’uomo sapiente è come l’acqua che scende nei luoghi bassi e porta fertilità, non ha forma per adattarsi alle forme degli altri, invade senza urtare. Anche tu sii come l’acqua.

   La lingua dei simboli valorizza i significati nascosti nelle piccole esperienze di incontro con la realtà: la musica dei colori, il gioco delle ombre, il fluire delle nubi, la profondità del cielo, improvvise illuminazioni su universi sconosciuti…. Posso rimanere a lungo a guardare il mare senza risonanze, senza emozione, ma se l’immagine diventa simbolo il mio essere viene mobilitato... mi calo nell'acqua, mi concedo all'onda, evoco la nostalgia di un abbraccio materno che mi avvolge nella sua sicurezza.

  I simboli educano lo sguardo illuminato, l’occhio penetrante (il terzo occhio della spiritualità orientale) a percepire lo stupore della realtà invisibile agli occhi fisici: in principio è lo stupore, lo stupore è fonte di conoscenza. La ginnastica del pensiero simbolico popola di senso anche le piccole cose, gli umili gesti, la solita quotidianità. I simboli educano ad andare oltre l’aspetto fisico per cogliere la sapienza intuitiva che abita negli eventi della vita e così dà soddisfazione alla voglia di vivere.

   L’uomo si capisce attraverso i simboli che non si possono imprigionare in gabbie di parole ma si aprono all’oceano di pensiero. Le grandi domande esistenziali si esprimono con la lingua dei simboli. Come apprendere questa lingua?