Ruscello di vita

 

  Siamo tutti connessi ai fili invisibili della solidarietà cosmica; siamo tutti imbarcati nella nave spaziale che galleggia, dondola, viaggia a scansioni regolari nello spazio vuoto e profondo del cielo. La mia piccola vita fiorisce dentro un grande grembo di vita. Vedo, sento, tocco lo spazio, il tempo e i fili di eventi che mi hanno fatto arrivare fino a questo punto.

  Vivo  il presente con consapevole gratuità.

  Oltre lo schermo dell’abitudine incontro lo stupore affascinante e impaurito della vita che mi veste: che cosa è vita in ciò che è vita? Di che cosa è fatta la vita?

Respiro un po’ di cielo e sento l’infinito.

Odoro un po’ di terra e sento la profondità del mistero.

Mi sento parte di un’immensa vita.

Lo stesso ruscello di vita

che notte e giorno scorre nelle mie vene

danza in ritmica armonia

con i palpiti maestosi della vita del mondo.

Mi svegliai nella notte pensando:

anche nel sonno il respiro pulsa, il cuore palpita,

il sangue circola insieme al ritmo delle stelle orbitanti.

Un’immensa rete di vita danza insieme nel tempio del mondo.

Io sono fratello di sangue con l’intera creazione:

una stessa linfa scorre nelle mie vene e nelle vene del mondo.

Come potrei vivere se il sole non mi scaldasse,

se l’aria non mi desse il respiro,
se l’acqua non mi somministrasse gli umori della vita,
se la terra non mi sostenesse e nutrisse?

 

  Tutte le cose sono legate come sangue: la solidarietà cosmica continua nella solidarietà biologica dove miliardi di cellule del corpo parlano insieme e la loro solidarietà rende possibile il miracolo della vita. L’uomo è filo della grande rete, particella della grande vita, scintilla del grande sole, goccia del grande oceano.

  Più guardo il mondo e più somiglia a un grande pensiero.

  Noi siamo come fanciulli che giocano a conchiglie sulla spiaggia di mondi sconfinati e celebrano la gratuità della vita.