Quando ti
presenti alla finestra del giorno nuovo costruisci l’asse verticale e l’asse
orizzontale con tutte le variazioni creative che sai creare. La verticalità del
cielo è una antenna che libera dal torpore e cattura le energie del mattino.
Slanciati sulla punta dei piedi con le palme congiunte che si slanciano in alto
e ondeggiano in dietro fino a vibrare. Poi allarga le palme più che puoi e
spalanca le spalle ondeggiando indietro con le braccia tese fino a vibrare.
Basculamento
soffice: i piedi divaricati centimetri trenta, le ginocchia si
piegano come per sostenere un grande peso; slancia in alto le mani intrecciate
con le palme verso il cielo, gli occhi guardano il dorso della mano
sfaticando…; ondeggia sulle quattro direzioni e torcendo energicamente a destra
e a sinistra. L’esercizio si chiama “sostieni il cielo con le mani”. Quando
tendi inspira ossigeno più che puoi con le labbra a zufolo e quando
distendi espira più che puoi: è una regola da applicare continuamente.
Respirazione
intensa: con le mani sotto le costole fluttuanti premi e allenta lo
spazio dei polmoni a ritmi sostenuti perché entri più ossigeno ed esca più aria
residua: allarga il divario tra il pieno e il vuoto. Inspira con soffi
vigorosi, ampi e profondi. Il respiro è la prima fonte di energia, è il grande
aiuto al sistema immunitario. L’ossigeno brucia gli zuccheri, produce energia
ed anche anidride carbonica, che viene trascinata fuori dal fiato che esce.
Movimenti
flessibili: mettiti in piedi, abbracciati i gomiti, danza sulla punta
dei piedi restando nello stesso centro; allarga le braccia e slanciale a destra
e a sinistra sino a raggiungere la spalla opposta. Con le braccia unite protese
in avanti oscilla come l’altalena abbassandoti sulle caviglie e slanciandoti in
alto. Poi inginocchiati e costruisci la posizione del grembo, posa la testa per
terra, allunga le braccia, distendi la schiena, adagia il bacino tra i talloni
divaricati. Dopo una pausa assumi la posizione del loto che richiama la stabilità
della montagna.
“Quando torno dal
lavoro dedico un’ora a me stesso, mi stendo sulla terra che mi accoglie con
paziente dolcezza: inspiro, espiro lentamente, profondamente, ampiamente. Sento
scorrere il sangue… e sto in ascolto…. Mi libero dai pensieri fino al silenzio
vuoto e pulito…. Nel silenzio e nella pace vado a chiamare i pensieri
che mi aiutano a essere sereno. Ho imparato a costruire immagini guida che mi
portano fuori dal traffico mentale e mi rilassano, esempio: sto in un sentiero
di montagna, vedo la luce tra le fronde, sento l’odore del bosco, guardo il
verde intenso dei prati, sento la brezza fresca carezzare la pelle, ascolto il
canto degli uccelli…. Per me il rilassamento è la condizione migliore per usare
le energie del corpo, della mente e dello spirito”. (M.D.)