DIALOGO TRA ORIENTE ED OCCIDENTE, RICERCA DI
FRATERNITà DEI POPOLI
Sotto il cielo una sola famiglia. Abitiamo
insieme la stessa terra per un po’ di tempo. Posiamo i piedi sullo stesso
globo, siamo coperti dallo stesso cielo, riscaldati dallo stesso sole,
ossigenati dalla stessa aria, abbeverati dalla stessa acqua, nutriti dalla
stessa terra. Tutto è rete di vita. L’esperienza religiosa abita in questa
consapevolezza.
Se tu guardi la vita nel suo profondo
mistero scopri che tutto è dialogo; nella vita cosmica e biologica tutto si
tiene insieme in una intensa solidarietà. Il corpo umano mediamente è
costituito da 56000 miliardi di cellule, ogni cellula ha un milione di
funzioni. La comunione cosmica e biologica non ammette individualismi. Per
tutti il primo dovere al mondo è apprezzare la vita, prima di ogni logica, solo
così puoi capirne il senso. Religione è una parola occidentale da usare nel
significato che viene dal verbo “legare”,
connettere, collegare.
In tempi di dialogo interculturale è opportuno
fare la terapia delle parole e dichiarare il modo di usarle, consapevoli che le
parole colgono soltanto la schiuma della realtà.
S. Huntington dice che le civiltà sono
mortali: nascono e muoiono e se ci sarà un’altra guerra sarà guerra di
religione. Egli parla dell’occidente arrogante, dell’Islam intollerante, della
Cina intraprendente e dello spaesamento culturale che genera violenza: come
evitare lo scontro delle civiltà e favorire l’incontro delle civiltà?
Dopo i tre grandi messianismi (socialismo,
liberismo, consumismo), dopo la caduta delle ideologie, dopo le grandi
umiliazioni della modernità qui in occidente sentiamo parlare di epoca
post-moderna, di villaggio globale, di vita liquida …. Oggi si è aperto
l’importante cantiere di ricerca sul tema inter
e intra cultura; inter e intra
religione (infatti religione è l’anima di ogni cultura, cultura è la forma
dell’esperienza religiosa cioè del valore assoluto attorno al quale una cultura
si costruisce). In quest’epoca chiamata post-moderna sta avvenendo
un’importante scambio di esperienze e valori con la cultura olistica
dell’oriente costruita sulla grande identità: l’uomo è il macrocosmo in
piccolo, il cosmo è il microcosmo in grande. In nome di Dio ci sono state tante
divisioni; in nome dell’uomo bisognoso di compassione è più facile purificare
l’esperienza religiosa da ideologie pericolose. Davanti a emozioni di paura,
ansia, angoscia ci si augura che l’uomo funzioni, si affezioni alla vita, trovi
senso per abitare la terra (logoterapia
di V. Frankl).
Il sociologo Z. Bauman parla di pianeta
saturo, vite di scarto, di individualismo malato di libertà irresponsabile, di
ragione strumentale ….
Il dialogo interreligioso si fa carico dei
gemiti del mondo e intende scambiare le risorse migliori che vengono dalle
tradizioni religiose perché l’uomo trovi consolazione e gioia di vivere. Oggi
queste tradizioni si confrontano, si correggono, si migliorano sulla piazza del
mondo. È una grazia speciale dei nostri tempi. Da una certa stanchezza dell’industria
dei divani (le varie psicoterapie) ci si apre al sapore esistenziale della
esperienza religiosa praticata con consapevolezza ed intensità. Nelle nostre
culture si prende cura dell’uomo a tre livelli: corpo, mente, spirito. I tre livelli camminano insieme, guariscono
e progrediscono insieme in un sistema olistico che va coltivato insieme,
altrimenti arrivano i disagi e le malattie. La spiritualità, da qualsiasi parte
provenga, protegge dall’angoscia della precarietà. Spiritualità è l’insieme dei
valori grandi che danno senso alla vita. Il dialogo interreligioso riguarda la
gerarchia di valori praticati nelle varie tradizioni e nelle singole persone.
L’esperienza religiosa si dà in due forme archetipe: Dio nella maestà della coscienza dentro di me; Dio nella maestà del
mondo fuori di me (DIV = LUCE).