COSCIENZA

 

  Siamo fratelli universali nella dignità del pensiero e nell’esercizio della coscienza.

  Nell’intimo di te scopri una voce che è più grande di te, non dipende da te; questa voce ti illumina, ti avverte e ti orienta.

  Quando dici “questo è vero, buono, bello” in che cosa vedi essere vero ciò che è vero, buono ciò che buono, bello ciò che è bello?

  Nell’orizzonte della mente tu scopri questi messaggi che orientano la vita. Le idee sono le stelle della mente, non sempre tu le vedi ma esse sono là a disposizione, se riesci ad accorgetene.

  Le idee si contemplano, non si dimostrano per ragionamento. Tu le puoi svegliare dal dormiveglia e lasciarti illuminare dall’idea di vero, giusto e bello….. che trovi presenti nella vastità della mente. (Platone, filosofo greco del IVo secolo AC).

  Co-scienza ha tanti nomi: anima, cuore, io profondo, laddove tu incontri la storia unica, originale ed irrepetibile della tua vita. Nel fondo dell’anima il consigliere interiore è sempre a disposizione. Che cosa saresti senza il dialogo con i tuoi pensieri? Non finire mai di dare ascolto a questa voce!

  In India coscienza è chiamata “cavità del cuore”. La gente saluta dicendo “namastè” significa “onoro il luogo divino in te dove abita la luce, la bontà e la pace”.

  Quando tu sei in quel luogo dentro di te e io sono in quel luogo dentro di me condividiamo l’ascolto del comune maestro spirituale (atmik guru) e possiamo capirci ed entrare in comunione di vita.

  Gli arabi chiamano la coscienza “nicchia delle luci (Mirab).

  S. Agostino: “Entra in te, nell’interiorità del cuore incontrerai il Maestro Interiore”.

  La vita è un continuo crescere dell’anima con più proprietà: non è che l’anima cresca ma dimora nascosta in te mentre tu maturi in un contatto più profondo con lei. Fai amicizia con l’anima. È giunta l’ora di stringere saldi vincoli con l’anima. Dell’individuo decisamente malvagio si dice che non ha anima. In realtà l’anima resta così sommersa da perdere i contatti con te. Non si può uccidere l’anima, ma la propria persona sì perdendo l’anima.   L’anima non dipende da te, tu…. dipendi dall’anima e sei sotto la sua tutela….. se riesci ad accorgetene”. (S. Siniawskij)

  Dentro di me c’è una sorgente profonda. A volte riesco a raggiungerla. Più sovente essa è coperta da pietre e sabbia…. Certe persone pregano con gli occhi rivolti al cielo, cercano Dio fuori di sé. Altre chinano il capo nascondendolo tra le mani, cercano Dio dentro di sé. Quando prego dialogo con la parte più ricca e profonda di me che per comodità chiamo Dio. Mi ritiro nella preghiera come nella cella di un convento, ne esco più raccolta, concentrata, forte; lontana dalle distrazioni ritrovo me stessa, la mia unità. La casa della mia interiorità mi impedisce di sfasciarmi, perdermi, rovinarmi….

Mi sento sul petto nudo della terra, tra le braccia protettive della vita, entro in contatto col cuore, ascolto il battito dolce, lento, regolare, quasi smorzato, fedele…… detesto l’accumulo di parole, dipingo sullo sfondo silenzioso della mente questa semplice parola gratuità. Dio è il mio amore per la vita”. (Etty Hillesum)

  Anche tu puoi fare esperienza di Dio nella gratuità di ogni giorno e di ogni respiro.