Concetti generali sul gruppo
Solidarietà e cooperazione
( un IO in relazione ad ALTRI per raggiungere determinati obbiettivi condivisi )
Capacità di non scindere il compito dal proprio vissuto ( coincidenza tra essere e apparire, coerenza, autenticità ).
Trovare un giusto equilibrio tra il rispetto di sé e delle proprie opinioni e il rispetto delle opinioni degli altri ( concetto di assertività ).
Acquisire la consapevolezza che il risultato è frutto di un gioco collettivo e di squadra e che tutti i componenti ( me compreso) vanno aiutati e compresi nei momenti di difficoltà.
Acquisire la capacità di far emergere, vivere e gestire i conflitti latenti.
Dinamiche di gruppo ( ottica sistemica)
Un gruppo non è
la semplice somma dei singoli componenti, ma un entità vivente a se stante
che sviluppa al suo interno una mentalità, regole, riti, credenze e valori che
esercitano sui membri pressioni di cui gli stessi componenti non hanno
coscienza.
Dinamiche esistenti nei gruppi in generale :
-mantenimento dell’equilibrio
-possibilità di
sviluppo di sintomi
-meccanismi
di capro espiatorio
-patologie
comunicative
-problemi di confine
La comunicazione
può avvenire sia nel contesto formale / diretto
( riunioni /
incontri) sia in quello informale / indiretto
Se le comunicazioni
indirette ed informali divengono nel tempo le comunicazioni prevalenti o le
uniche possibili possono produrre distorsione e confusione.
Il numero dei
componenti : ideale da 6 a 15
La qualità delle
relazioni personali :
possibili entrambi le modalità ( formali e informali ).
Più c’è scambio
comunicativo più si crea il senso di appartenenza.
Il senso di
appartenenza definisce :
-l’identità di
gruppo
-i confini
-i
limiti
Tendenza a mantenere l’unità.
L’unità e l’identità
di gruppo generalmente viene mantenuta da relazioni soddisfacenti per tutti.
Ove questo non è
avvenuto o non sia possibile possono svilupparsi in maniera più o meno
consapevole meccanismi di difesa del gruppo :
-dipendenza da un
leader
-meccanismi di
attacco / fuga da un nemico comune (interno o esterno)
-creazione di
sottogruppi ( accoppiamenti)
Elementi costitutivi del gruppo
-La diversità
Il gruppo aiuta tutti i suoi componenti ad utilizzare
evolutivamente le diversità.
La capacità di
integrare le diversità ( sentendole e utilizzandole come risorse e non come
ostacoli) costituisce uno dei fattori fondamentali di un buon funzionamento
oltre che di crescita personale.
-Informazione e comunicazione
Esiste una differenza
tra scambi informativi ( trasmissione) e scambi di significati
( ricezione in base
alle epistemologie di ciascun componente).
Ogni scambio
comunicativo ha almeno due o più livelli di inferenza a seconda del contesto e
del clima del gruppo.
E’ opportuno filtrare
le informazioni e le comunicazioni in relazione alla significatività che hanno
per lo svolgimento del lavoro.
q
Intrapsichici
q
Tra i membri
dell’equipe
Tra l’equipe e l’esterno
Ogni aggregato
umano è continuamente impegnato in una lotta
tra :
q
-competizione e
cooperazione
q
-individualismo
e conformismo
q
-libertà di
espressione e inibizione di idee e sentimenti
A livello
psicodinamico profondo tra :
q
-affermazione
di sé ( narcisismo) e dono di sè ( solidarietà e altruismo)
*necessità di
riconoscimento
*abnegazione e sacrificio
*necessità di
gratificazione personale
*tolleranza delle frustrazioni
q
-eros (
creazione di legami) e thanathos ( riduzione o annullamento delle tensioni con
distruzione dei legami).
La conflittualità non è di per sé disfunzionale, ma lo
diventa quando
viene negata, favorendo l’insorgere di disturbi comunicativi tra i componenti dell’equipe
I clima del gruppo
Data la complessità
delle dinamiche relazionali (simile a quella delle previsioni del tempo)
mi è utile utilizzare
il concetto di clima, che pur mantenendo la complessità etiologica e
dinamica, risulta facilmente comprensibile.
Nel corso della sua
storia l’equipe attraversa fasi evolutive e regressive e oscilla come si è
detto tra contesti formali ed organizzati centrati sull’efficienza e contesti
meno formali centrati sulle relazioni affettive dei componenti.
In relazione alla fase del ciclo evolutivo in cui si trova e alle problematiche contingenti, il gruppo si trova ad operare in climi diversi ( mutabilità ).
Accettare l’idea di
ciclo evolutivo del gruppo e della mutabilità del clima come fatto costitutivo
( strutturale) del lavoro di gruppo è un passo importante.
In questo senso è
richiesto ai componenti del gruppo un requisito importante: saper divenire
ovvero essere elastici e flessibili.
Clima di esame :
all’interno dell’equipe vengono affrontate tematiche relative alla
verifica-valutazione del proprio operato
Clima caldo : caratterizzato da alta temperatura emotiva.
Prevalgono le dinamiche relazionali e la presenza di conflitti non risolti.
Vengono messi in atto meccanismi difensivi e sul piano comunicativo si
registrano resistenze, silenzi, comunicazioni non verbali di tipo accusatorio
e/o vittimistico. Facile la slatentizzazione improvvisa della violenza e
dell’aggressività
Clima freddo : da parte dell’equipe c’è un grosso lavoro
di anestetizzazione e di spegnimento di fuochi e a turno si offrono operatori
nei ruoli di medico o di pompiere. Tutto è molto soft e il codice sottostante è
“non facciamoci del male”, “ siamo stanchi”.
Clima primaverile
/ solare : si respira
chiarezza comunicativa, accoglienza e condivisione.
I componenti in
difficoltà vengono sostenuti e aiutati con modalità chiare ma non aggressive.
C’è reciprocità comunicativa ed empatia.
1.Attivare processi
2.Evitare le
cronicizzazioni (far emergere e non censurare o affievolire)
3.Stimolare la comunicazione ( espressione degli stati d’animo)
4.Accettare la frustrazione e i cambiamenti
5.Attivare tutti gli operatori
6.Favorire i climi collaborativi ed empatici
7.Esplicitare
eventuali resistenze e/o negazioni utilizzando un linguaggio costruttivo e
congruo al contesto
8.Rileggere in “ positivo”: finalità costruttive per il lavoro terapeutico
9.Indurre punti di
vista più ampi
10.Rispettare tempi e silenzi
11.Individuare i
meccanismi difensivi di gruppo ( capro espiatorio, leadership,
alleanze,negazioni, collusioni etc..)
I GRUPPI di AUTO-AIUTO
La nostra vita è
sempre attraversata da esperienze gruppali ( es. i gruppi di coetanei in
adolescenza)
I gruppi possono
avere dimensioni differenti
I gruppi hanno
finalità diverse ( gruppi di lavoro, gruppi di terapia, gruppi di
auto-mutuo-aiuto, gruppi spontanei etc..)
il professionista facilitatore, se
adeguatamente preparato, agendo con modalità discrete, non interpretative e
non invasive, può costituire un ottimo strumento che il gruppo di auto
mutuo aiuto può utilizzare per raggiungere al meglio i propri obiettivi
Per trarre beneficio
dal gruppo sono indispensabili:
q
la
consapevolezza della persona sui suoi bisogni e
q la sua disponibilità ad occuparsene, cioè ad attivarsi alla ricerca di soluzioni di miglior benessere,
Nessuno ci può
aiutare se noi non glielo permettiamo
Caratteristiche
dinamiche del gruppo sono:
q
circolarità
q
scambio verbale
q
confronto
q supporto emozionale
Il gruppo di auto
mutuo aiuto (A.M.A.)
Categoria piuttosto complessa
che comprende gruppi con caratteristiche differenti.
La distinzione certo
più significativa riguarda la presenza o meno di un facilitatore
Si forma per
fornirsi reciproca assistenza tra persone che hanno un problema in comune
L'idea A.M.A. è nata
con gli Alcoolisti Anonimi
. Lo scopo
essenziale del gruppo di auto mutuo aiuto è di dare, a persone che
vivono in situazioni simili, l’opportunità di condividere le loro esperienze
e di aiutarsi a mostrare l’uno all’altro come affrontare i problemi comuni
. Ciascuno riceve
aiuto e contemporaneamente dà aiuto. Si verifica una sorta di effetto
per cui chi dà aiuto, in realtà ne riceve e chi cerca di modificare una
persona, in realtà lavora su se stesso nel rapporto con l'altro.
Per entrare
veramente nel gruppo occorre giocare ed “esserci”, perché non si fa gruppo restando alla
finestra a guardare il gioco degli altri.
I membri del
gruppo si ritrovano quindi inseriti in una sorta di piccolo sistema sociale in cui smettono di essere dei portatori di
qualche disagio e diventano invece membri di una rete quasi familiare.
I gruppi di auto
mutuo aiuto, pur costituendo
delle ottime iniziative di supporto, non sono però da considerarsi
sostitutivi di una adeguata psicoterapia individuale,familiare o di gruppo,
nella quale l’esperto, non si limita al ruolo di facilitatore, ma assume un
ruolo terapeutico diretto, volto al miglioramento della qualità della vita
attraverso l’acquisizione di strumenti di lettura, interpretazione ed
elaborazione evolutiva della propria storia.
Uno scambio
periodico e costante tra persone accomunate dallo stesso disagio non
sostituisce un percorso terapeutico, ma costituisce sicuramente un mezzo valido
per assicurare un sostegno emotivo a tutti i partecipanti.
La partecipazione
ad un gruppo di auto aiuto è assolutamente compatibile con una psicoterapia.
Autonomia
Auto efficacia dei
partecipanti ( l’intento comune di tutti i gruppi di
auto - aiuto è quello di trasformare coloro che domandano aiuto in persone in
grado di fornirlo aumentando la padronanza e il controllo sui problemi )
Parità
(L’accento sulla parità
dei membri rende tutti ugualmente responsabili dei risultati raggiunti e dei
servizi forniti.)
Clima informale e spontaneo
Obbiettivi
|
q
supporto emotivo |
|
q
sostegno informativo |
|
q
aiuto materiale |
|
q
azione politico – sociale a difesa dei propri
diritti. |
Nei gruppi di auto - aiuto le
persone escono dal ruolo di consumatori, da una situazione di passività e diventano protagoniste,
spesso dopo aver affrontato situazioni di grave disagio a cui i sistemi socio
sanitari e politici non sono riusciti a dare una risposta sufficientemente
rassicurante e adeguata, o magari non l’hanno data affatto.
Conoscere persone che hanno attraversato o stanno
attraversando le stesse difficoltà, fa sentire meno soli e aiuta a capire che
sentimenti e reazioni che sembrano "cattivi" o "folli ",
non sono affatto tali.
Incontrare
persone che hanno superato gli stessi problemi, o hanno trovato modi ottimali
per affrontarli e gestirli può regalare speranza e ottimismo.
Una
delle funzioni dei gruppi di auto aiuto è proprio quella di
"insegnare" ai membri strategie di fronteggiamento dello
stress, per affrontarne nel miglior modo possibile le cause e le emozioni
correlate.
Si acquisiscono le competenze per avere il maggior controllo
possibile sul problema, invece di esserne controllati.
Aiutare
gli altri accresce :
q
la
propria autostima
q il livello di competenza interpersonale.
La
persona nota che riesce ad ottenere un equilibrio tra il dare e l’avere,
e riproponendole ad altri, consolida quelle strategie di cambiamento che ha
acquisito a sua volta.
1.
Tutto ciò che viene detto nel gruppo, nel gruppo rimane (segretezza
e riservatezza)
2. Chi non se la sente
ancora di parlare, non è obbligato a farlo, non subirà alcuna pressione in tal
senso, né verrà giudicato negativamente per questo motivo. Semplicemente
"regalerà" le sue confidenze in un altro momento. Tutti hanno i
propri tempi e le proprie necessità. ( libertà )
3.
Ognuno parla di sé e delle proprie esperienze (
partecipazione e testimonianza personale)
4.
Nessuno viene criticato per quello che fa o non fa,
presente o assente che sia. (astensione da critiche e giudizi )
5. Viene tenuto a turno o con incarico periodico un verbale delle riunioni
Esempio
di possibile VALUTAZIONE delle riunioni
"Cosa credete che abbiamo conseguito
oggi?
Abbiamo seguito l’ordine del giorno? Se
no, le diversioni sono state utili e rispondenti ai bisogni dei partecipanti?
Quale fase della riunione ritenete sia
andata nel modo migliore? Che cosa vorreste approfondire nelle riunioni future?
Che cosa non è andato bene? Perché? Come
potremo correggerlo nel futuro?
E’ stata programmata un’adeguata
procedura per verificare a posteriori se i suggerimenti che hanno ricevuto il
generale sostegno saranno effettivamente applicati?
Credi che qualcosa sia stata davvero
ottenuta? Ti senti allo stesso modo o meglio?
Hanno tutti avuto un’opportunità soddisfacente
di esprimersi? Qualcuno è stato trascurato? La discussione è stata tenuta
troppo a freno? E’ stato permesso di divagare troppo?" (Silverman, 1989)
Alla
fine dell’incontro è consigliabile concedersi qualche minuto per tenersi per
mano in silenzio. Sarebbe utile ripetere questa semplice azione alla fine di
ogni riunione.
I Dodici Passi
1) Abbiamo ammesso di essere impotenti di fronte all’alcol e
che le nostre vite erano divenute incontrollabili.
2) Siamo giunti a credere che un Potere più grande di noi
potrebbe ricondurci alla ragione.
3) Abbiamo preso la decisione di affidare le nostre volontà
e le nostre vite alla cura di Dio, come noi potemmo concepirLo.
4) Abbiamo fatto un inventario morale profondo e senza paura
di noi stessi.
5) Abbiamo ammesso di fronte a Dio, a noi stessi e a un
altro essere umano, l’esatta natura dei nostri torti.
6) Eravamo completamente pronti ad accettare che Dio
eliminasse tutti questi difetti di carattere.
7 Gli abbiamo chiesto con umiltà di eliminare i nostri difetti.
8) Abbiamo fatto un elenco di tutte le persone cui abbiamo
fatto del male e siamo diventati pronti a rimediare ai danni recati loro.
9) Abbiamo fatto direttamente ammenda verso tali persone,
laddove possibile, tranne quando, così facendo, avremmo potuto recare danno a
loro oppure ad altri.
10) Abbiamo continuato a fare il nostro inventario personale
e, quando ci siamo trovati in torto, lo abbiamo subito ammesso.
11) Abbiamo cercato attraverso la preghiera e la meditazione
di migliorare il nostro contatto cosciente con Dio, come noi potemmo
concepirLo, pregandoLo solo di farci conoscere la Sua volontà nei nostri
riguardi e di darci la forza di eseguirla.
12) Avendo ottenuto un risveglio spirituale come risultato di questi Passi, abbiamo cercato di portare questo messaggio agli alcolisti e di mettere in pratica questi principi in tutte le nostre attività.