THICH NHAT HANH
(monaco vietnamita)
Porta la mente a casa, fa il pastore dei pensieri. Autorizza la
mente a usare pensieri sani. L’uomo di pace volge al positivo ogni evento. C’è
sempre una emozione che stai vivendo, accorgiti dello schema mentale che stai
utilizzando. La meditazione “Vipassana” aiuta
a scrutare le emozioni e con l’energia della consapevolezza le può guarire e
promuovere.
Sii luce, sii rifugio a te stesso. Diventa
consapevole, entra in contatto con le emozioni che dimorano nelle abitudini di
vita. Liberati dai tre veleni che sono le tre emozioni distruttive: rabbia,
attaccamento, illusione. Non contrastare, altrimenti dai energia, invece
abbraccia con compassione, spegni il fuoco della rabbia e del suo opposto cioè
l’attaccamento. Dentro le azioni suonano campane: felicità ed infelicità sono
dentro quel che fai; è la legge di causa ed effetto chiamata “karma”. In occidente le medicine sono
la modalità più comune per fronteggiare le emozioni distruttive; invece la
psicologia buddhista addestra le mente che è medico, medicina e terapia.
Sofferenza è lo stato mentale che ti isola nel frammento malato e ti fa perdere
il resto.
L’ira è l’inferno, è punizione a se stessa.
Invece pratica la visione profonda, entra in contatto con la realtà. Ama il
nemico perché soffre e ha bisogno di compassione. Impara a esistere nell’umiltà
del molteplice e a vederti nella solidarietà universale. Fa il migliore uso
delle energie. Pratica la benevolenza per tutto e per tutti: che tutti gli
esseri senzienti, respiranti siano liberati dalla sofferenza. La vacuità
significa che le cose sono vuote di un sé separato ed indipendente; tu sei
vuoto di un io separato ed indipendente invece tu sai la vita stessa, godi di
essere vivo. La consapevolezza è la terra pura del cuore che innaffia questo
schema di pensiero.
Thich Nhat Hanh mette a confronto il Buddha
vivente ed il Cristo vivente e visita la loro storia in modo biografico e fa
alcuni accostamenti. La consapevolezza è il grembo di Buddha che si avvicina
allo Spirito Santo della illuminazione. La comunione è il pasto della
consapevolezza; pane è la vita stessa nella quale ogni elemento del cosmo è
inter-connesso: sole, aria, acqua, terra. La parola “religione“ significa inter-connessione,
inter-essere. La natura divina è la
buddhità che mette in contatto con la realtà della vita oltre i giochi illusori
della attrazione e repulsione. La beatitudine dei poveri nello spirito
significa che io non sono più il “sé”
da identificare e da difendere, non mi aggrappo a un pezzo separato, non creo
dualismo, non vedo il particolare isolato ma l’universale, non vedo le onde ma
vedo l’acqua.
Consapevolezza è l’arte di vivere nel
momento presente, il solo in cui sei davvero in contatto con la vita: il
passato è andato, il futuro non è ancora arrivato, vivi la fioritura del
presente più armoniosamente che puoi, è l’unico tesoro a tua disposizione qui,
ora. Espandi il livello di coscienza fino al realismo delle quattro nobili
verità.
Rinascita? Reincarnazione? Possono essere
livelli della coscienza che si espande creativamente a nuovi orizzonti mentali.
Thich Nhat Hanh dice che ogni fiore è
costituito dall’intero cosmo. Così ogni tradizione religiosa è costituita
dall’intera umanità. Tutto è “inter-essere”.
Noi possiamo nutrirci coi valori migliori delle diverse culture. Il dialogo
è la chiave della pace.
In Europa sta emergendo un modo nuovo di
praticare elementi del Buddhismo all’interno dell’orizzonte cristiano: la
scuola di D. Goleman utilizza la psicologia buddhista per l’intelligenza e
l’alchimia emotiva. Il cognitivismo e il costruttivismo si collegano al flusso
inconsistente, impermanente, insoddisfacente del conoscere buddhista. Hai
esperienze?