Ciascuno di noi ha dei saperi e li può
insegnare a chi è interessato. Siamo tutti in grado di apprendere dai saperi
proposti da altri. Possiamo tutti imparare e insegnare. Persone di diversa
provenienza sociale, professionale e culturale possono offrire saperi e
chiedere saperi in un clima di reciprocità e di gratuità. Che cosa sei capace
di insegnare, che cosa ti piacerebbe imparare?
Non ci sono saperi alti o bassi: ogni sapere
ha la sua dignità. Non c’è gerarchia, la rete è orizzontale, il sapere è
cooperativo, il metodo è il cerchio dove avviene lo scambio alla pari.
Operazione importante è nominare ciò che sai insegnare e ciò che desideri
apprendere così si ottiene la lista delle offerte e delle richieste.
Sii imprenditore di te, del tuo capitale
umano con la formazione continua, l’apprendimento cooperativo e lo scambio di
saperi; coltiva l’abitudine a “scrutare” l’esperienza. L’esperienza è inutile
se non la scruti; l’esperienza è maestra se la mediti e la confronti con chi ti
vive accanto. Rendi l’esperienza che fai utile agli altri. Apriti a reti di
scambi reciproci di saperi, a scambi reciproci di servizi. Scambiando saperi
guadagni relazioni significative.
Non è mai un intervento singolo che cambia
una persona per quanto sia ben congeniato, è sempre una storia di relazioni che
ne permette l’evoluzione. Non sono i fatti che contano nella vita ma ciò che in
base ai fatti si diventa. L’immagine guida villaggio
inter-attivo è il cantiere di reti
umane dove si praticano questi progetti.
Se ti accorgi di poter condividere interessi
comuni per l’ecologia, la poesia, il teatro, il disegno, la musica, ecc. prova
coltivare eventuali abilità e guadagnare amicizie che fioriscono attorno ad un
interesse condiviso. Provati a fare il poeta, l’attore, il cantore, il
pittore,….
“Abitare coi colori mi riempie di bellezza. Pratico l’acquarello, è terapeutico, collego colori ad emozioni.
Acquarello è morbido, fluido, si allarga, tiro fuori forme, faccio navigare il
colore, giro, guardo che cosa mi dice. La fantasia è un secchio di luce versato
sulla carta dove disegno. Medito dipingendo orizzonti e paesaggi semplici”.
G. C.
“Sono entrata in un coro per scuotermi dal torpore, contattare
nuovi amici e allargare i polmoni col soffio del canto. Cantando la malinconia
evapora. La pratica del respiro mi dà energia. Sto praticando anche la cura del
respiro col gruppo di pacificazione”. G. C.
“Con
un amico faccio la scrittura collettiva di poesie, mi diverte scoprire
combinazioni belle di parole, immagini e ritmi”. M. C.
“Nel laboratorio del teatro di
gruppo impariamo a mimare i looks della gente. Specchiandoci in altre persone e
in altri ruoli ci abituiamo a conoscerci meglio, a scoprire giochi, furbizie,
finzioni e cattiverie della vita sociale. Facciamo teatro non tanto per dare
spettacolo ad altri ma per capirci, per esprimerci e diventare più umani”. E. G.
“Nella
rete è cresciuta la fiducia in me stesso, ho guarito il senso di vergogna; ogni
volta che posso scambiare con qualcuno sento di essere vivo. Da quando ho
deciso di mettermi in gioco con le tre, quattro cose che so, cercando le altre
diecimila che non so ho incontrato la gioia di conoscere persone, di migliorare
la cultura personale molto di più che navigando in internet” M. C.
Le relazioni significative sono il lievito della vita, dalla rete di scambi reciproci
di saperi e di servizi può sbocciare la bellezza di una nuova qualità di vita
fatta di condivisione, sostegno, solidarietà, amicizia… basta solo volerlo!