“In principio Dio
creò il cielo e la terra.
La terra era vuota
e senza forma.
Lo spirito di Dio
aleggiava sulle acque,
Dio disse: “Sia la
luce!” e la lice fu (Genesi)
La
storia degli Ebrei comincia con Abramo, amico di Dio. Nel 1850 avanti Cristo egli parte da Ur dei Caldei (Irak), con la sua tribù e le
sue mandrie verso una sconosciuta terra promessa di benessere e di pace: Abramo
il 1 patriarca, il capostipite del popolo ebreo; la sua storia comincia col
capitolo 12 della Genesi.
Tutto ciò che
è prima, cioè i primi undici capitoli, della Genesi (=generazione del mondo)
offre due messaggi:
Dio ha fatto
bene ogni cosa;
L’abuso della
libertà ha fatto irrompere il male nel mondo.
Di questo
male nel mondo che noi chiamiamo ”peccato originale” ci sono importanti esempi,
che continuano a ripetersi dentro la tua vita; sono uno specchio per la tua
coscienza.
ADAMO: E chi volta
le spalle al progetto di Dio e si lascia attrarre dai frutti proibiti cioè
dagli idoli del mondo: culto di sé fino al disprezzo di Dio: ”sarò Dio io
stesso!” Gli idoli diventano padroni. Essi sono l’eredità del peccato
originale, che si esprime nella superbia, avarizia, lussuria, ira, gola,
invidia, accidia. Dal disordine interiore vengono fuori i mali sociali:
individualismo, caduta nel privato, consumismo, disordine sessuale,
pornografia, alcol, droga, violenza…
EVA: “la colpa non è mia”…è del serpente di turno. Considera i
mille trucchi, stratagemmi coi quali getti negli altri le tue ombre, dai la
colpa agli altri. Dentro di te avviene uno sdoppiamento chiamato schizofrenia
(schizo = spacco; frenia = cuore): dividi la parte buona dalla cattiva; tieni
la parte buona per te, getti la parte cattiva sugli altri; crei il colpevole,
il nemico, il capro espiatorio. A volte non ti accorgi, perché è la mente
inconscia a fartelo fare. È comodo impersonare il ruolo della vittima, Ecosì
sarà sempre colpa degli altri. Invece: Assumi la tua responsabilità!
CAINO: “Sono forse io custode di
mio fratello?” L’altro è il volto che interpella, due occhi che ti guardano.
L’altro è sguardo che t’implora di non uccidere. L’altro è mendicante che ti
chiede rispetto e affetto. Perciò non uccidere l’amore verso il prossimo a
piccole dosi con l’invidia, la gelosia, la rivalità, l’aggressività, il
broncio, la mormorazione, la calunnia. Inferno è no amare.
ABELE: (abel = respiro) è chi offre all’Altissimo il grazie della vita,
come sacrificio di soave profumo. Anche tu come Abele celebra la gratuità della
vita, respira la grazia di essere vivo. Tutta la vita è passare dalla rivalità
di Caino alla gratuità di Abele. Dio è dono incessante di esistere, Dio è
gratuità, Paradiso è vivere la gratuità. Paradiso è amare.
BABELE: significa incomunicabilità, non tanto perché tu parli lingue
diverse, ma perché la comunicazione sana racconta i tuoi sentimenti, con
verità,; cerca di capire i sentimenti dell’altro con empatie, mettiti dal suo
punto di vista, nei suoi panni e coltiva una CONSIDERAZIONE POSITIVA
INCONDIZIONATA DELL’ALTRO. Ricorda ogni uomo è una stella; ogni stella ha il
suo splendore,ogni persona è un messaggio.
DILUVIO: è seppellire, sommergere la coscienza; è annegare la ricerca dei
valori, che danno senso alla vita. È vivere dissoluti, dissipati, prodighi. È
vuoto esistenziale.
Noè: è l’uomo vigilante e pronto ad
ascoltare la parola di Dio, che lo chiama a mettersi in salvo da una società
corrotta. L’obbedienza a Dio libera dalle schiavitù dei peccati. Converte e
rinnova. Noè va controcorrente, costruisce il mondo nuovo, l’ARCA.
ARCA: è società riconciliata, fraterna. “Beato il popolo in cui Dio è
Signore”. È il Regno di Dio che si manifesta in Gesù, maestro delle
beatitudini. Di che cosa sei disgustato? In che cosa stai impegnandoti a
migliorare? Quale arca stai costruendo?