Vorrei salire in alto, sopra la
mia città
oltre il mondo, oltre il tempo
vorrei prendere in prestito gli occhi di Dio
e contemplare questo complesso ribollire di vita.
Vorrei vedere come la più
piccola particella di materia
e il più piccolo palpito di vita
sono intessuti nella vasta placenta del mondo.
Vorrei oltrepassare lo
schermo dell’abitudine
ed entrare nella grande luce
che traccia il sentiero ad ogni vita:
che cosa è vita in ciò che è vita?
Di che cosa è fatta la
vita?
Vorrei ammirare il mistero
della grande vita
che mi accoglie tra le sue larghe braccia
e nonostante innumerevoli e spaventosi
fallimenti del male
porta i segni di un amore potente.
Mi sento come un fanciullo
che gioca conchiglie
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Considero la gratuità di ogni giorno e di
ogni respiro.
Con l’onda del fiato che entra ed esce
canto
nel silenzio puro della mente
“momento
presente, momento gratuito”.
Il passato è andato, il
futuro non è ancora arrivato,
coltivo con consapevolezza la fioritura del presente.
Sono a casa: qui, ora…
tocco la pace.