Occhi
e mani sono i due strumenti più importanti per comunicare. Entra in
contatto con gli occhi. Immagina di autoguardarti da un punto esterno a te. Che
cosa sta esprimendo il tuo volto? Porta sugli altri uno sguardo armonioso e
quieto. Il rito dello sguardo comunica accoglienza, stima, fiducia, agio. Entra
in contatto con gli occhi, calma i loro movimenti, se ti senti a disagio nel
sostenere lo sguardo osserva il triangolo occhi-naso o i confini del volto o
qualche particolare secondario. Non deviare gli occhi per non perdere la
comunicazione. Hai l’abitudine di evitare lo sguardo, di guardare per terra, di
portare gli occhiali neri per difenderti, di muovere le pupille in modo
irrequieto? Con la consapevolezza educa gli occhi: la presa d’occhi, il contatto oculare coglie la mimica del volto e
favorisce la comunicazione sana.
Entra in contatto con le mani, tieni le
palme rivolte in avanti con le dita alte o basse e i gomiti un po’ discosti dai
fianchi. Pulisci i gesti da movimenti di spostamento, di dondolamento che
distraggono e confondono; pratica la sobrietà dei gesti, diventa essenziale,
abita il tuo centro. Tu pensi di essere spontaneamente efficace quando agiti le
mani, invece rallenta i movimenti, così li rendi potenti.
Quando le mani sono disoccupate lasciale
alla gravità del loro peso, lungo fianchi come piombo: questo è il “grado zero” di comunicazione.
Tu puoi capirti attraverso i movimenti del
corpo, puoi guardarti al rallentatore davanti allo specchio di te stesso e
davanti allo specchio sociale; tu puoi conoscerti meglio attraverso i gesti e i
messaggi silenziosi che vengono dall’interno del corpo; tu puoi apprendere la
lingua del corpo osservando i gesti della gente. Ci sono micro-gesti quasi
impercettibili che possono segnalare emozioni importanti: braccia incrociate e
mento abbassato, significa che stai sulle difensive; pollice sostiene il mento,
l’indice appoggiato alla guancia e il medio copre la bocca, significa che
ascolti criticamente; occhi stretti, labbra chiuse e larghe, significa sorriso
freddo o ironico; pupille dilatate significano grande interesse; mani
intrecciate dietro la nucca, significa che sei signore del tuo spazio; mani ai fianchi significa che sei pronto ad
attrarre o ad aggredire; due dita al colletto che arrotondano il collo,
significa grande preoccupazione;….
Fa un po’ di autobiografia dei tuoi gesti:
diventa consapevole dei gesti appresi dai genitori, dagli amici, da persone
significative… o costruiti da te. Muovendo dal “grado zero” di comunicazione scruta
i gesti e cerca il meglio, abita i tuoi gesti con consapevolezza. Impara la lingua dei gesti che è più vera,
potente e coinvolgente delle parole. Dà luce, energia, armonia al tuo modo
di esprimerti. Dai gesti primari, istintivi, va verso gesti resi belli
dall’arte educativa.
Un semplice laboratorio teatrale tra amici ti aiuta a esprimerti. Se ti senti
impacciato, goffo, arrugginito, se hai paura di parlare in pubblico, se fai
fatica a capirti e a capire i comportamenti della gente, fa pratica di teatro immediato, amatoriale col tuo
gruppo di amici. Vinci le tue paure, dà bellezza al modo di comunicare,
esprimiti con arte e divertiti facendo teatro. La vita quotidiana è un grande
cantiere di proposte teatrali: piccoli eventi possono essere trasformati in
teatro con fantasia e libera creatività.
“Nel laboratorio del teatro di gruppo impariamo a mimare i looks
della gente. Specchiandoci in altre persone e in altri ruoli ci abituiamo a
conoscerci meglio, a scoprire giochi, furbizie, finzioni e cattiverie della
vita sociale. Facciamo teatro non tanto per dare spettacolo ad altri ma per
capirci, per esprimerci e diventare più umani”. Enrico G.