(DA EX-MOVERE =
DISPONIBILITA’ AD ESSERE-FARE-VIVERE)
Tu puoi risanare emozioni malate con gesti sani del corpo.
Valorizza il collegamento corpo-mente
per guarire emozioni spiacevoli con emozioni piacevoli. Anticipa con le azioni
quello che vuoi essere con le emozioni. Tu puoi imitare i gesti delle persone
contente, serene, normali.
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Quando sei triste… canta!
·
Quando sei depresso… và a
trovare amici!
·
Quando senti rancore…
abbraccialo con compassione.
·
Quando sei timoroso… slanciati
con coraggio!
·
Quando ti viene l’istinto di
evitare una persona… và a incontrarla!
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Quando ti senti offeso… immagina
le buone ragioni dell’altro.
·
Quando uno stormo di pensieri
negativi ti invade… batti le mani per farli scappare via!
·
Quando attraversi una prova…
dici tre semplici parole: anche questo passerà!
Le emozioni nascono dalla mente in seguito a pensieri e anche in
seguito ad azioni. Tu puoi valorizzare il collegamento corpo-mente per coltivare emozioni sane e sostenibili.
Le emozioni principali sono sei:
·
Gioia: occhi luminosi, buon umore. I muscoli del sorriso danno energia.
Sorridi per star bene. Tailandia è il paese del sorriso: tra i dodici modi di
sorridere c’è anche il sorriso volontario. Come un attore del teatro tu puoi
addomesticare il volto: allunghi gli occhi e le labbra e produci
artificialmente le sembianze del sorriso. Dal sorriso volontario puoi pervenire
al sorriso spontaneo frutto di una conquista interiore: è felice chi pensa di esserlo!
·
Rabbia: sguardo ostile, punitivo. Stringi i denti e gli occhi e porti la
testa in avanti. La rabbia (collera, ira) è seduttiva, energizzante,
tonificante, autoalimentantesi; è un’onda che ti travolge. Riaffermi il diritto
di aver ragione e ti autoipnotizzi. Tu puoi adoperare l’energia della presenza
mentale per riconoscere ed abbracciare l’energia della rabbia con compassione…
se la contrasti le dai forza. Tratta la rabbia con delicatezza, dolcezza e
tenerezza.
·
Paura: ansia, angoscia, panico, depressione, auto-svalutazione. Tieni la
testa indietro e slarghi gli occhi per mettere a fuoco il pericolo. Considera
anche la paura di aver paura e la vergogna che è la emozione più imbarazzante e
paralizzante.
·
Tristezza: occhi bassi, spalle curve rubano ossigeno ai polmoni. Le spalle
immagazzinano tensione. Ti viene da sospirare e da penzolare in avanti con le
membra. Il vago disagio con la vita senza contenuto preciso va a cercare
giustificazioni.
·
Eroticità: attrazione fisica nel linguaggio dei corpi. “Eros” (passione) tende a diventare “agape” (amore-dono) e a distribuirsi ai tre livelli: corpo, psiche
e spirito.
·
Tenerezza: capo inclinato all’ascolto. Affetto che predispone ad avere cura
di qualcuno o qualche cosa.
I bambini passano dalla allegria
al pianto senza miscelare le emozioni, invece gli adulti miscelano la rabbia con
la paura: ne esce l’eroe come sfida; rabbia e tristezza dà impotenza, rabbia ed
eroticità dà violenza, tristezza e tenerezza dà malinconia che si avvicina alla
depressione. Dalla rabbia puoi passare alla tenerezza attraverso la
compassione. Pensa: “anche lui ha avuto una mamma… anche lui è
stato bambino…”.