Dentro al mio nome ci sono tanti
nomi; io sono tutti quelli che ho incontrato lungo il cammino della vita e mi
hanno lasciato insegnamenti utili alla vita. Mille mani mi hanno aiutato ad
arrivare fino a questo punto.
Per me il primo dovere al
mondo è accogliere la vita, amarla prima di ogni logica, solo così io posso
apprezzarne il senso.
Soprattutto nei primi sei
anni di vita io ho interiorizzato la figura della madre e del padre.
Dalla madre ho ricevuto la
affettività, dal padre ho ricevuto la moralità: papà è Mosè, l’uomo delle
regole che danno direzione ed energia alla vita.
La madre è il simbolo
della protezione di sé; il padre è il simbolo della affermazione di sé: sono i
due modelli che danno equilibrio alla vita. Dal prevalere dell’uno o dell’altro
simbolo derivano due orientamenti educativi. In certa misura le immagini dei
genitori sono specchio dell’immagine di Dio.
Il bambino comincia a
costruire l’esperienza di Dio basandosi sull’amabilità della mamma e l’autorità
del papà. Possiamo esplorare il nostro passato per risanare memorie, rilevare
qualche conto in sospeso, qualche contrasto, qualche debito da estinguere con i
genitori, qualche relazione da conciliare e promuovere la comunicazione sana
con partecipazione affettiva (empatia).
Se contrasti memorie
dolorose.. dai energia; se le abbracci con tenerezza… trasformi il disagio del
passato in amore liberante e costruttivo per il futuro.
Tu puoi leggere i climi
familiari della biografia personale con due linee che si incrociano: genitori
dominanti o sottomessi; figli che si sentono rifiutati od accettati. Da questi
estremi trova la gradazione più vicina alla tua esperienza di famiglia.
Un atteggiamento di netto
rifiuto combinato con un atteggiamento fortemente autoritario si traduce in
freddezza, ostilità, disapprovazione.
L’atteggiamento di rifiuto
combinato con un atteggiamento di
sottomissione al figlio può tradursi in permissivismo: “soddisfo ogni tua richiesta pur di non aver fastidi”.
Un atteggiamento di piena
accettazione combinato con genitori dominanti comporta iper- protezione che
rende il bambino debole di fronte agli “urti
della vita”.
Un atteggiamento di
accettazione con genitori sottomessi e deboli provoca indulgenza,
accondiscendenza, accomodamento che può sfociare nel fenomeno dei “bambini tiranni”.
L’educazione autoritaria fortifica il carattere ma fa nascere sordi
rancori e soffoca l’affetto... i figli cresciuti sotto il pugno di ferro sono
agguerriti, ma anche desiderosi di rivincita.
L’educazione permissiva toglie il gusto alla sana competizione,
indebolisce la resistenza alle avversità, crea sempre nuove esigenze… i figli
allevati in un nido di bambagia sono teneri ma fatalmente viziati.
L’educazione autorevole (dal latino “augére”= far crescere) ha il
volto dell’amore-dono, del servizio umile, della compassione, della mitezza e
della pace.
Se un ragazzo vive con poco affetto cresce
insicuro; se vive nella gelosia cresce nell’odio; se vive nella permissività
cresce egoista; se vive nella paura cresce duro di cuore; se vive nella critica
impara a condannare; se vive nel ridicolo cresce con il senso di vergogna.
Invece se è educato al positivo, impara ad
apprezzare, se è educato alla sincerità impara ad aver fiducia; se è educato alla
approvazione impara ad aver stima di sé; se è educato alla amicizia impara a
trovare amore nel mondo.
Alla luce di queste
riflessioni va a visitare la tua storia personale: in che misura ti sei sentito
amato da mamma e da papà? Come leggi la comunicazione in famiglia? Come vedi la
rete sociale dei genitori e la loro esperienza lavorativa? Che ritratto fai di
papà e mamma con la tua consapevolezza attuale?
Per il tuo equilibrio
fisico, psichico e spirituale è bene estinguere debiti, risanare cicatrici,
appianare contrasti e considerare la famiglia come la scuola di umanità più
ricca, efficace e durevole. Marito e moglie, genitori e figli sono maestri gli
uni gli altri, si educano educandosi reciprocamente.
Raccontati: non c’è
determinismo, hai la libertà di costruire progetti nuovi e belli!